Pif – Momenti di Trascurabile Felicità: Un’occasione mancata

 

Momenti di Trascurabile Felicità è un adattamento cinematografico dei romanzi Momenti di trascurabile felicità (2010) e del sequel Momenti di trascurabile infelicità (2015), entrambe opere di Francesco Piccolo, cosceneggiatore del film insieme al regista Daniele Luchetti.

Quest’ultimo, a lungo aiuto-regista di Nanni Moretti, dirige Pif sul grande schermo nelle vesti di un uomo medio, in una commedia dai tratti amari. Il film, prodotto da IBC movie e Rai cinema e distribuito ad 01 Distribution, è nelle sale italiane a partire dal 14 marzo 2019.

La luce del frigo si spegne davvero quando è chiuso?

Momenti di Trascurabile Felicità si apre con la morte del protagonista Paolo (Pif).

In sella al suo motorino, viene investito da un camion all’incrocio con un semaforo dopo essere passato con il rosso. Conosceva alla perfezione quell’incrocio, ed aveva sempre calcolato perfettamente i tempi del rosso, fino a quel momento almeno. Un pugno di secondi fatali.

Si ritrova nell’anticamera del Paradiso, un immenso ufficio postale con tanto di numerino. Un Paradiso vittima della burocratizzazione. Nonostante questo, Paolo è sorpreso di essere lì e protesta per la morte prematura.

A quanto pare, però, anche in Paradiso si commettono errori. Un errore umano per mano di un Renato Carpentieri nelle vesti di un funzionario angelico. Effettivamente la sua morte è stata anticipata, per cui gli viene concesso di tornare sulla Terra. Gli si apre una piccolissima finestra fra la vita e la morte di 1 ora e mezza, più precisamente 1 ora e 32 minuti (per bontà d’animo).

Si pensa che quando si muore si facciano i conti con le cose importanti della propria vita. Eppure Paolo pensa a tutto quello che, teoricamente, dovrebbe essere trascurabile.

La luce del frigo si spegne davvero quando è chiuso? Perché il primo taxi in fila non è mai il primo davvero? L’autan e lo yoga sono in contraddizione? Perché il martello frangivetro è chiuso in una teca di vetro?

E se non è bastata una vita intera per trovare delle risposte, cosa si può mai fare in un’ora e mezza?

Pif - Momenti di Trascurabile Felicità

In un lasso di tempo così limitato, Paolo cercherà di cogliere l’essenza di una vita vissuta tra una storia d’amore normale e maliziosi piaceri, tra i due figli ed il Palermo, tutta fortemente impregnata di insana italianità. Un viaggio fra passato, trapassato e presente, ma vestito sempre allo stesso modo, per scoprire quei piccoli momenti di trascurabile felicità che probabilmente aveva dato per scontati.

La morte cambia ogni prospettiva, aiuta a capire quali sono le cose per cui vale la pena vivere soprattutto quando ad essere data per scontata è la vita stessa.

La parte più interessante di Momenti di Trascurabile Felicità è certamente il racconto dell’amore tra Paolo ed Agata, interpretata in modo convincente da Federica Caiozzo in arte Thony, in una Palermo inedita e non stereotipata. La loro storia si dipana dall’intreccio come una comunissima storia d’amore, zeppa di scene ridicole, incomprensioni, passione, incontri, ma non priva di infedeltà.

Racconto che inevitabilmente si riversa sulle figure genitoriali, soprattutto sulla classica immagine del padre assente ed anaffettivo. Come personaggio, infatti, Paolo risulta fin troppo assolutorio da non permettere alcun tipo di immedesimazione (forse solo in certi suoi comportamenti).

Agata, dal canto suo, risulta invece un personaggio ben costruito, una donna solida e mai drammatica, dolce proprio come una mamma sa essere e che ama nonostante tutto.

Vita e Morte

Le premesse di Momenti di Trascurabile Felicità sono delle migliori. Una riflessione sulle piccolezze della vita, su sentimenti ordinari che si elevano, di fronte alla morte, a pura essenza dell’esistenza umana. La morte è ciò che ci permette di capire quali sono le cose per cui vale la pena vivere, quei momenti che occorre rivisitare.

Eppure pare che si accenni soltanto a quel qualcosa in più.

Nell’ora e mezza del film (e a disposizione del protagonista), si ha come l’impressione che Paolo si perda eccessivamente nei ricordi e che non faccia realmente nulla nel poco tempo concessogli.

I due libri di Piccolo erano davvero un ottimo punto di partenza per una pellicola che non convince del tutto, fino a risultare, in definitiva, poco travolgente. Quei pochi spunti di riflessione vengono lasciati lì, sospesi ad un filo.

Ma non è di certo semplice alternare i piani temporali e trasformare un pugno di aforismi in sequenze cinematografiche. Per tali ragioni è un progetto molto coraggioso.

Ciononostante, Momenti di Trascurabile Felicità è un film dai toni leggeri ed autoironici che rende la visione scorrevole. Resta quel pizzico di amaro in bocca per l’inespresso.

Un’occasione mancata, di cui ce ne faremo una ragione.

Luciano Calandro

Pif – Momenti di Trascurabile Felicità: Un’occasione mancata ultima modifica: 2019-03-16T17:58:28+02:00 da Luciano Calandro