Triple Frontier e il conflitto etico morale del soldato

Triple Frontier è un termine che indica un luogo in cui si incontrano tre nazioni. Dopo pochi minuti dalla visione del film Netflix, si capisce che le frontiere non sono solo geografiche.

Diretto da J.C. Chandor, con Ben Affleck, Charlie Hunnam, Oscar Isaac, Garrett Hedlund e Pedro Pascal,  prima di approdare sulla piattaforma streaming la pellicola ha avuto un lungo iter produttivo. È dal 2010, infatti, che cambia regia – la frontrunner era la regista premio oscar Kathryn Bigelow – cast e destinazione.

Triple frontier

Triple Frontier – La Trama

Un gruppo di cinque ex militari decide di rapinare un boss del narcotraffico che ha una villa-cassaforte in mezzo alla giungla profonda. Lui è un cattivo, quelli sono soldi sporchi e loro, dopo aver servito il paese, non se la passano poi tanto bene. La finestra d’azione è di 40 minuti. 40 minuti e potranno essere milionari.

Tre, il numero perfetto

Triple Frontier lavora a gruppi di tre. Tre frontiere geografiche, tre generi cinematografici, tre confini etico-morali.

Quello che inizia come un film sulla lotta al narcotraffico di marcata matrice action, si trasforma in un cosiddetto “heist-movie” (film sulle rapine) per diventare un “survival-movie”.

L’apparente forzatura narrativa diventa, invece, il punto di forza del film. L’assetto della pellicola è, dopotutto, tendente al realismo. Non c’è l’azione acrobatica tutta esplosione e proiettili. Manca la frenesia ammiccante di una rapina magistralmente orchestrata. Manca la lotta uomo-natura spasmodica di chi deve sopravvivere a tutti i costi.

Tutti i protagonisti affrontano dilemmi morali. Non sono rapinatori che hanno vissuto nell’illegalità tutta la vita. Sono militari che, per scelta o per ordini, hanno vissuto al confine della moralità. Non sono “santi”, hanno già ucciso ma, dopo essersi lasciati quella vita alle spalle, farvi ritorno non può che generare conflitti interiori.

Ognuno di loro, dunque, incarna una diversa sfaccettatura dell’essere uomo, esprimendo, con una recitazione asciutta, i dilemmi che si trovano ad affrontare. Su tutti spiccano i personaggi interpretati da Ben Affleck e Oscar Isaac, due facce della stessa medaglia.

Triple frontier

Soldato, uomo comune, “ladro”: il passaggio etico non è marcato e continuamente messo in discussione.

Ancora una volta ci si chiede: il denaro cambia gli individui? Questa domanda, che sorge verso la metà della pellicola, trova diverse risposte che confluiranno nel finale, vero nucleo etico-emotivo della pellicola. Che riserva, comunque, una punta di cinismo.

Nonostante la trama possa far intuire una certa prevedibilità, lo schema narrativo è costantemente messo in discussione. Certo, sappiamo che nella rapina non può andare tutto bene, ma è il come che riesce a sorprende.

Sorprende, soprattutto, che l’intero film ruoti attorno al concetto di identità. Conflittuale, in perenne negoziazione, incapace o capace di fare sacrifici. Indubbiamente, ammantata di godibile intrattenimento filmica, la riflessione sull’umano trova un’interessante forma estetico-narrativa.

 

Leonardo Cantone

Triple Frontier e il conflitto etico morale del soldato ultima modifica: 2019-03-18T12:05:30+02:00 da Leonardo Cantone