Avengers: Endgame | La storia è stata scritta [no spoiler]

Io sono Iron Man

Introduco la recensione andando indietro nel tempo, proprio come succede in questo film.

Riavvolgiamo il nastro: Nel 2007 il cinefumetto per come lo conoscevamo stava per cambiare, con l’avvento di Kevin Feige, i Marvel Studios e Iron Man. I risultati della Marvel al botteghino, non del tutto eccellenti, portano alla cessione dei diritti di alcuni personaggi. Il comitato creativo di Feige decide dunque di riprendere Tony Stark, amato dai fan dei fumetti ma non proprio popolare, e donargli nuova linfa. Si sceglie di puntare su Robert Downey Jr. Iron Man è un successo al box-office mondiale.

Sul web arriva poi un video in cui Nick Fury (Samuel L. Jackson) interagisce per la prima volta con Stark. Un mese dopo, nella scena finale de “L’incredibile Hulk“, vediamo Tony parlare con il generale Ross (William Hurt), avvertendolo che stavano per formare una squadra. Ebbene sì, la scommessa era stata vinta, quella fu la nascita del Marvel Cinematic Universe. Nel Cinema si stava introducendo una forma di manifestazione artistica che nessuno si sarebbe aspettato, forse nemmeno gli stessi Marvel Studios.

Dal 2008 ad oggi, la Marvel/Disney ha prodotto ben 22 film e varie serie TV.

Avengers Endgame

Questa lunga premessa è necessaria per comprendere la grandezza del progetto che c’è dietro. Con il sistema seriale, portato sul grande schermo, il rischio di fallire è sempre dietro l’angolo. Un anno fa ne avevo parlato in un recap, in occasione dell’uscita di Avengers: Infinity War. Dove ci eravamo lasciati? Ah sì: Thanos ha schioccato le dita sterminando metà dell’Universo. Addio Spider-Man, addio Pantera Nera, Bucky, Star Lord, Groot, ecc. Sapete come è finita, no? Dai lo sappiamo tutti, ci sono meme ovunque.

A distanza di un anno esatto arriva nelle sale “Avengers: Endgame“, ventiduesimo pezzo di questo enorme puzzle.

E adesso?

Negli ultimi mesi sul web, a causa di quel finale che aveva sconvolto milioni di persone, si son formulate le più azzardate teorie su come i nostri eroi avrebbero risolto la tragica situazione. Le teorie si son rilevate esatte? in parte. I viaggi nel tempo, infatti, erano la soluzione più ovvia. Gli unici Avengers, e non, sopravvissuti troveranno una soluzione per viaggiare nel tempo grazie a Scott Lang/Ant-Man (Paul Rudd). 

Tranquilli, non ci saranno spoiler in questa review. Posso però affermare con certezza che Avengers: Endgame è l’opera più rivoluzionaria di casa Marvel, e se in Infinity War ogni pezzo si componeva, qui è l’incoronazione.

Il film si può suddividere in tre parti.

La prima è riflessiva, malinconica ed introspettiva. Secondo alcuni noiosa. Tutt’altro: molto autoriale, una sola mezza scena d’azione, in cui i dialoghi sono scritti in modo limpido. Si percepiscono la tristezza degli eventi in un mondo quasi post-apocalittico, evidenziando la parte meno super degli eroi. Spicca su tutti un depresso Thor, in versione Drugo Lebowski. Sì, avete letto bene, Lebowski. I due registi, Joe ed Anthony Russo, ci mostrano il lato più umano dei personaggi, non facendo mancare la verve comica che ha sempre caratterizzato il lato scanzonato della maggior parte delle pellicole degli Studios. L’intera opera è un’autocelebrazione di questi 11 anni, nello stile, nei rimandi ad alcuni film precedenti, nel citazionismo e nei titoli di coda.

Nella seconda parte si entra nel vivo della trama, il ritmo aumenta ma alcuni momenti possono risultare macchinosi. Tuttavia, ciò non influisce sulla buona resa della sceneggiatura, con l’idea del viaggio nel tempo molto credibile, cinematograficamente parlando.

Le nostre emozioni iniziano a vibrare dall’istante in cui iniziano i viaggi nel tempo, riportandoci ad un momento storico del primo “The Avengers” di Joss Whedon, vedendo così alcune scene da un’altra prospettiva. Gli sceneggiatori sono riusciti a trovare delle brillanti soluzioni narrative che esplodono nel magnifico finale, epico, qualcosa di mai visto prima in un cinecomics.

Avengers Endgame

L’epica greca: il cammino dell’eroe

In Infinity War la trama ruota attorno a Thanos, probabilmente il miglior villain del MCU, incentrandosi profondamente sull’antagonista. Qui, invece, viene dato più spazio agli assenti nel precedente capitolo, ovvero Ant-Man e Clint Burton/Occhio di Falco (Jeremy Renner). Il punto di forza sono le caratterizzazioni dei protagonisti, i classici Vendicatori: Captain America, Thor, Hulk, Vedova Nera, Occhio di Falco e Iron Man. Quest’ultimo sfoggia la miglior performance attoriale nei panni dell’Uomo di ferro.  Davvero in stato di grazia.

Robert Downey Jr. deve tutto ad Iron Man: i suoi problemi di tossicodipendenza finirono proprio in quel periodo. Captain America ed Iron Man rappresentano le due anime, prima divise e poi riunite, per una speranza comune. Avengers Endgame è l’essenza di questi eroi che abbiamo seguito a lungo, è la caduta e la rinascita; ci parla a cuore aperto, invitandoci a diventare ciò che si è senza la paura di fallire.

Emoziona, si ride (forse a tratti un po’ troppo) e si piange, inevitabilmente. L’epica greca dell’eroe giunge alla fine del suo percorso. Stavolta è realmente l’ultimo tassello di questo primo ciclo narrativo, e la soddisfazione ripaga totalmente ogni ora vissuta in questi 11 anni.

Avengers Endgame

L’Incoronazione di un crossover senza precedenti

Molti direbbero che è un prodotto studiato a tavolino appositamente per i fan. In parte sì, ma dal punto di vista cinefilo, pur riconoscendone i difetti, posso dire che i fratelli Russo hanno osato e realizzato un ottimo blockbuster.

Endgame è puro cinema, pura arte. Nell’ultima ora si raggiunge il punto più alto, regalandoci una degna conclusione ed aprendo addirittura la strada a nuove e infinite possibilità. Ricollegandomi dove tutto è iniziato, andiamo ancora più indietro nei ricordi. Quanti appassionati di fumetti, sin da piccoli, sognavano un giorno di poter vedere tutto questo? Ma anche quanti bambini, oggi, possono sognare davanti a tale bellezza visiva? Il finale degli Avengers è tutto ciò, sono quelle pagine di fumetto che prendono vita. E il risultato sono milioni di persone, anche non appassionate, riunite nelle sale.

Possono non piacere, legittimo, ma è innegabile l’importanza di questa saga così longeva all’interno della cultura pop. Tra alti e bassi, l’Universo Cinematografico Marvel, con questo gigantesco crossover, scolpisce il suo marchio nella storia della Settima Arte.

Stan lee

A fine visione, viene in mente quanto sia giusto combattere e aggrapparsi a qualcosa, riportandomi ad un’unica frase di una grande pellicola del 2002:

“È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale. Perché come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra. Anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro.”

Stan Lee, Steve Ditko, Kevin Feige, Robert Downey Jr., Chris Evans, Scarlett Johansson, Fratelli Russo e tutti gli altri possiamo solo dirvi: grazie.

 

Emanuele Grillo

Avengers: Endgame | La storia è stata scritta [no spoiler] ultima modifica: 2019-04-28T19:49:38+02:00 da Emanuele Grillo