Hellboy: torna il diavolo di Mike Mignola

Hellboy nasce nel 1993 dalla mente e dalle chine di Mike Mignola per la casa editrice Dark Horse.

Dopo circa 11 anni, nel 2004, il regista messicano Guillermo Del Toro rende il “rosso” protagonista di un film, e nel 2008 del suo seguito: HellBoy e HellBoy, the Golden Army. Ad interpretarlo l’attore molto amato dal regista, Ron Perlman. Del Toro per anni ha cercato di realizzare il terzo capitolo, arrivando a proporre una petizione online che ha raccolto circa centoquindicimila firme. Nel 2017, l’abbandono definitivo del progetto.

Ma un personaggio così intrigante – un diavolo spuntato dall’inferno, accolto dall’esercito americano, che combatte nemici paranormali – non poteva terminare la sua vita cinematografica.

HellBoy

HellBoy

HellBoy (2019) vede alla regia Neil Marshall e ad interpretare il protagonista, David Harbour (lo sceriffo di Stranger Things).

La Trama

Il BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense) lavora come al solito e il suo miglior agente, HellBoy, continua ad utilizzare i suoi, poco discreti, metodi. Ma all’opera ci sono forze che si muovono da secoli: la strega Nimue, la Regina di Sangue, sta per tornare. Il ritorno di questa entità malvagia sembra, però, che riguardi molto da vicino il diavolo dalle corna tagliate. In Inghilterra, forse, HellBoy potrà trovare alcune risposte su chi è davvero.

Del Toro, dove sei?

Perché rinverdire con un rebooth un personaggio non così vecchio? Per quanto la pellicola di Marshall debba essere presa in considerazione come prodotto a se stante, durante la visione sembra impossibile “staccarsi” dalla versione di Del Toro.

Questo nuovo HellBoy sembra una versione di serie B del personaggio. Una grande assenza è, indubbiamente, l’eleganza formale, il gusto retrò unito alla fantascienza delle pellicole precedenti. È una grande assenza perché una delle marche peculiari del fumetto è proprio il meltin-pot visivo e storico. Tutto è estremamente piatto e convenzionale, a partire dalle varie basi segrete del BPRD, nelle ambientazioni medievali. I set e le scenografie sembrano non aver avuto neanche un rimaneggiamento per poter adattare le atmosfere gotico-fantascientifiche alle scene.

HellBoy

Lo stesso dicasi per il restyling del personaggio: molto più inquietante e mostruoso e meno “simpatico” del fumetto e dei film. Per quanto sia un Diavolo proveniente dall’inferno, l’eleganza e la raffinatezza del tratto di Mignola hanno delineato con grande intelligenza il soma personaggio, rendendolo accattivante e inserendolo in un mondo dal grande fascino.

Del Toro era riuscito a cogliere tale aspetto. Ed è proprio nello “spirito” che il nuovo HellBoy continuamente richiama le pellicole precedenti. Il concetto di identità, di predestinazione, “la mano destra del destino”, sembrano effettivamente ripresi ed inseriti in un contesto povero di inventiva.

Mancano gli “illustri” comprimari come Abe Sapiens e Liz Sherman, sostituiti da altri due molto più anonimi e che sembrano fuori luogo. Nimue, interpretata da Milla Jovovich, soffre, anch’essa di grande banalità: non tanto nella sua identità narrativa, quanto in quella formale. Ogni creatura mostruosa e fantastica del film è stata tratteggiata di “maniera”, senza un sforzo immaginativo. E quando hanno tentato tale operazione, il risultato è stato quello di stravolgere il personaggio.

Su tutti il Professore-Padre adottivo di HellBoy, Trevor Bruttenholm, interpretato da Ian McShane. Da professore serioso con gli occhiali tondi, dedito allo studio e alla ricerca, severo ma affettuoso, è diventato uomo d’azione dai modi caustici.

HellBoy

Tra sangue e battute

Indubbiamente, un merito della pellicola è di aver cavalcato il tono orrorifico dei fumetti. Se Del Toro aveva spinto per quello fantasy, Marshall invece abbonda con sangue e budella. Ma per rendere il film “simpatico”, lo spargimento di sangue è condito con battute comiche. Peccato che anche queste sembrino spesso fuori luogo e non colgano lo spirito irriverente del fumetto. Rendere sboccacciati i personaggi, non significa fare una commedia per adulti.

Purtroppo questo nuovo HellBoy fallisce il proprio obiettivo e fa sentire l’assenza di un ottimo autore come Del Toro. 

HellBoy è un personaggio che svela lo straordinario nel “nostro” mondo ordinario. Ma se questo mondo straordinario è fatto solo da un pupazzone di lattice e gommapiuma, lo spettatore ne rimane lontano. E, così, i fan del fumetto.

 

Leonardo Cantone

Hellboy: torna il diavolo di Mike Mignola ultima modifica: 2019-04-14T13:03:42+02:00 da Leonardo Cantone