“La classe operaia va in Paradiso” in scena al Bellini

Lo spettacolo con protagonista Lino Guanciale sarà in scena al teatro Bellini fino a domenica 14 aprile

La classe operaia va in Paradiso, versione teatrale liberamente tratta dal discusso film di Elio Petri del 1971, è uno spettacolo in cui viene rappresentata, in tutta la sua crudezza, l’alienazione del proletariato e della società moderna.

Ne La classe operaia va in Paradiso il protagonista della vicenda è l’operaio Lulù Massa, interpretato da un superbo Lino Guanciale. L’attore incanta gli spettatori fin dal prologo. Ancor prima di “diventare” Lulù, Guanciale, alternando registri ed accenti, narra la vita di diversi lavoratori italiani dell’ultimo secolo.

Massa, stakanovista che fa del cottimo e della massima produttività le sue ragioni di vita, è odiato dai colleghi ed osannato dalla fabbrica BAN. L’attività lavorativa assorbe completamente i suoi pensieri. Produrre, produrre, produrre, il mantra di Lulù. Inevitabili i dissidi con i colleghi e con la fidanzata, Vanda, che lamenta la totale assenza del suo uomo anche nei momenti di intimità.

Un episodio gli scuote la vita: un incidente sul luogo di lavoro gli causa la perdita di una falange. Questo avvenimento rappresenta una vera epifania per Lulù. L’uomo, infatti, dopo l’increscioso accaduto, scopre la coscienza di classe e passa dal cottimo allo sciopero.

La classe operaia va in paradiso

La storia di Lulù si alterna alle vicende che hanno accompagnato la genesi del contestato film. Il testo teatrale costruito da Paolo di Paolo, in perfetto stile grottesco brechtiano, mette infatti in scena, accanto ai personaggi della pellicola, anche lo sceneggiatore ed il regista, qualche spettatore ed alcune figure identificative della letteratura italiana degli anni Sessanta e Settanta.

Lo spettacolo si svolge in più parti del teatro, non esclusivamente sul palco. Il cast coinvolge il pubblico nella rappresentazione. Gli attori invadono la platea ed i palchetti. Da qui vengono rappresentate manifestazioni, comizi, dibattiti politici e trova spazio perfino un cantastorie che evidenzia come la vicenda narrata, seppur apparentemente “archeologica”, sia molto più vicina al mondo d’oggi di quanto pensiamo.

 

Epoche a confronto

L’antica classe operaia che, con il pugno alzato, lotta per i suoi diritti, affinché non venga più considerata solo come uno dei tanti ingranaggi della catena di montaggio, è oramai qualcosa di “vecchio”, quasi “stantio”, ma richiama alla mente situazioni tristemente attuali. “Gli uffici dell’odierno proletariato dei call center”, i dipendenti di Amazon, i ragazzi che in bicicletta consegnano cibi acquistati online.

Sta al singolo individuo dunque scegliere se far crollare o meno i muri che ne condizionano l’esistenza. Lulù sceglie di lottare. Una lotta drammatica che lo porta alla disperazione e quasi alla follia, come il suo ex collega Militina, rinchiuso in manicomio proprio a causa della sua alienazione lavorativa. Ma, mattone dopo mattone, Lulù ce la fa, riprende in mano le redini della propria vita e ne esce più consapevole.

La classe operaia va in paradiso

Due ore e mezza di intensa esibizione in cui momenti di cinica osservazione si alternano ad attimi di genuina ironia. La classe operaia va in Paradiso è uno spettacolo in cui gli attori oltre a dimostrare la loro bravura, affrontano anche una prova fisica piuttosto faticosa. Spostarsi da una parte all’altra del teatro non è affatto semplice. Il cast ne esce esausto ma accolto da grandi applausi.

Il preferito del pubblico è Lino Guanciale, la cui esibizione è davvero impressionante. L’attore, con ogni fibra del suo corpo, racconta l’impudenza, la disperazione, il delirio ed anche la sensibilità di Lulù.

Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Bellini fino a domenica 14 aprile.

 

 

                                                                                                                    Alessia Diano

“La classe operaia va in Paradiso” in scena al Bellini ultima modifica: 2019-04-11T15:49:00+02:00 da Alessia Diano