FASK: al Goa Boa Festival arrivano gli “Animali Notturni”

La compagine perugina conosciuta col nome breve FASK (Fast Animals And Slow Kids), festeggia in queste settimane di calura estiva i 10+ anni di carriera cavalcando l’onda rock del loro ultimo ed attesissimo disco Animali Notturni. Un turbinio serrato di concerti e partecipazioni a kermesse di ogni genere che li porteranno a suonare più o meno ovunque in Italia, facendo tappa anche al Goa Boa Festival 2019.

L’appuntamento al porto antico di Genova è previsto per domani 17 Luglio assieme Giorgio Canali, Rancore e compagnia cantante. Per maggiori info visitate il  sito ufficiale.

FASK: Fast Animals And Slow Kids

FASK

Wadda FASK”

Citando ignobilmente un celebre doppiatore e youtuber italiano, mi accodo al nutrito esercito che, per pura e semplice comodità, chiama i propri beniamini con l’acronimo FASK. Né più, né meno. Beh, forse qualcosa, riferita all’imprecazione dell’assonanza, avrà modo di palesare i propri dubbi su alcune meccaniche del quinto album in studio. Ma ne parlerò brevemente in seguito.

From Perugia With Love

Il capoluogo umbro è la pangea artistica dove i quattro componenti della band hanno dato il la alla magia. Probabilmente inconsapevoli della bontà delle loro idee, nell’ormai lontano 2007, muovevano i primi passi in quanto FASK le giovani anime di Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Jacopo Gigliotti e Alessio Mingoli. In rigido ordine semi “analfabetico”(Cit.).

La vena rock è da sempre la coccarda al petto della band. C’è poco da argomentare. Quello che invece, a partire dal primo EP (dal titolo Questo è un Cioccolatino), maturerà fino ad estreme conseguenze è la forma in funzione del contenuto. Per questo preferisco parlare di scena ‘alternative’ italiana quando mi riferisco ai FASK, piuttosto che usare ben altri termini, oggi abusati con violenza e lontani dalla percezione musicale che esprime il gruppo.

 

Cinque album in poco meno di dieci anni

Per la serie ‘Stachanov ci fai un baffo’, non si può e non si deve sottovalutare la fame compositiva dei FASK. Dopo l’esordio in full lenght rappresentato dal buono e fortunato Cavalli del 2011, la band è riuscita ad inanellare in serie altri tre dischi prima della breve e doverosa pausa artistica che porterà poi ad Animali Notturni. Non credete sia tanto semplice, anzi.

La linfa vitale dei FASK, però, è sicuramente rappresentata dall’attività live con alle spalle una miriade di concerti in tutto lo stivale. Prima come spalla ad altri gruppi, tra cui Ministri, Il Teatro Degli Orrori ed ovviamente i loro mentori (diciamo così) Zen Circus. Da lì in poi sempre più avanti in scaletta fino a diventarne attrazione principale, con ampi meriti, aggiungo io.

Per dovere di cronaca e di cabala stiamo parlando dei dischi Hybris (ci andrebbe un accento chiuso sulla ‘y’ che ometto per vezzo) del 2013, Alaska del 2014, Forse non è la felicità del 2017 ed il già citato Animali Notturni di quest’anno. Ok la cronaca, ma la cabala? Seppur imperfetti su Alaska ogni LP è composto da undici tracce. Sarebbe molto interessante sapere come mai, perché se fosse solo un caso ci resterei malissimo.

La lunga corsa per una major

Animali Notturni è stato pubblicato in primavera sotto l’egida della Warner Music Italy. Capito l’antifona?

Tutto ciò non darebbe nessuno spunto di riflessione se non per il fatto che la mano della major ha evidentemente contribuito a delineare la cifra stilistica dell’ultimo lavoro dei FASK. A partire dalla durata delle canzoni, ora più omogenea e ‘spalmata’ verso il ‘meglio così’. Se prima si poteva gioire di “overture” (non a caso) e trafiletti condensati in centoventi secondi, adesso qualcuno potrebbe sentirne la mancanza.

Anche il contributo esterno ha inciso sulla forma sonora del disco, mi riferisco agli archi ed agli innesti di synth. La crescita artistica comporta delle scelte che, a mio avviso, pagano sempre, anche quando sono drastiche (non è questo il caso).

Quando hai le spalle coperte e chi ti invoglia a sfruttare alcune leve già rodate e funzionali, allora chiunque è disposto a sondare le ‘novità’, FASK inclusi.

Le vie del Rock sono infinite

Il risultato è un album meno imprevedibile, più quadrato e con una scelta di suoni dalle basi solide. Credo che qualche fan dall’anima pia l’abbiano perso per strada, pur guadagnandone dieci volte tanto.

Il rock suona meglio quando è libero e nonostante tutto i FASK rappresentano la corrente più impetuosa della scena ‘alternative’ in Italia: uno scambio equivalente che ha portato grandi frutti con l’ultimo LP Animali Notturni.

Mario Aiello

FASK: al Goa Boa Festival arrivano gli “Animali Notturni” ultima modifica: 2019-07-16T13:33:42+02:00 da Mario Aiello