Terminator – Destino Oscuro… della Saga

Terminator è un nome che difficilmente passa inosservato. Non serve aver visto un film della saga, chiunque sa che a quell’appellativo corrisponde Arnold Schwarzenegger con gli occhiali da sole e giacca di pelle nera.

Glaciale, monosillabico, la “macchina” mandata dal futuro – per uccidere, prima, e difendere, dopo -, il leader della ribellione John Connor è un’icona cinematografica. Non sempre gestita bene nei suoi 35 anni di vita filmica. Cinque pellicole, una serie televisiva di due stagioni, fumetti e videogiochi, ma l’unico vero e proprio Terminator è quello del 1984 ed il successivo Terminator 2 – Il giorno del Giudizio (1991).

Lo sa bene il suo creatore James Cameron che ha deciso di riprendere in mano la sua creatura tecnologica per produrre (e non dirigere) l’ultimo capitolo del franchise. Terminator – Destino Oscuro è un midquel. Riprendendo la storia dalla fine del secondo film, azzera tutto ciò che è venuto dopo. Un po’ come ha fatto Carpenter con l’ultimo Halloween.

Ed è, forse, proprio per questo bisogno di restituire “dignità” ad icone cinematografiche, troppo spesso lasciate in balia di mere operazioni commerciali, che stiamo assistendo, da qualche anno a questa parte – e lo faremo ancora – al ritorno non solo dei personaggi, ma anche degli attori che gli hanno dato vita.

terminator destino oscuro

LA TRAMA

Accennare anche solamente la trama di questo film è un terreno minato per gli spoiler, quindi daremo giusto qualche parola chiave, ricostruirne l’ordine sarà a vostro rischio e pericolo.

Skynet, Ucciso, Riconversione, T-800, John Connor, Sara Connor, Umanizzato, Messaggi, Salvezza.

Certo, sono parole che potrebbero ricondurre ad ogni film di Terminator, ma il giusto ordine, determina un grande capovolgimento rispetto a quello a cui il fan è stato abituato.

IL FAN SERVICE

In quanto midquel, dunque, il film riprende i personaggi dei primi due film e richiama al fronte anche gli attori. Il più pubblicizzato e meno ovvio è quello di Linda Hamilton che torna a vestire i panni di Sarah Connor dopo 18 anni. Quello del buon Schwarzy era prevedibile, dopotutto è presente in tutti i film (anche se solo digitale in Terminator – Salvation del 2009).

Il film, dunque, si pone nel limbo tra il fan service e la nostalgia. Chiunque ami il franchise accetta una sola Sarah Connor e cerca di dimenticare quella interpretata da Emilia Clarke in Terminator – Genesys (2015), così come sa che per John Connor c’è solo il ragazzino spocchioso con il camicione largo di Edward Furlong, nonostante sia stato anche interpretato da Christian Bale (sempre in Salvation).

È evidente che nei piani del regista Tim Miller e in quelli di Cameron c’è la volontà di azzerare gli inciampi cinematografici dei film precedenti, ma anche di corroborare il fan, allineandosi a ciò che ha generato il loro amore.

Ed è palese che il ritorno del primigenio “girl power” nel franchise, aiuti notevolmente l’operazione.

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MA NON BASTA

Purtroppo, non basta del tutto. Rivitalizzare la saga non significa soltanto dare al fan ciò che vuole. Ma dargli anche qualcosa in più. Ed è proprio quello che manca. Muovendosi sul terreno sicuro del secondo capitolo, Miller, ripercorre lo stesso schema narrativo. Per quanto le scene action siano di grande spettacolarità e ricchezza visiva, non riescono a “marchiare” la pellicola.

Se si sceglie di vedere un nuovo Terminator, ormai si dà per scontato la qualità eccelsa del comparto degli effetti speciali. Il problema c’è nel momento in cui i creatori del film si affidano quasi esclusivamente ad essi. Specie se ci si era posto un altro obiettivo.

Dopotutto, Terminator – Destino Oscuro, prometteva di riallinearsi con fedeltà e rispetto ai primi due capitoli. È stato pubblicizzato come il Terminator con la “T” maiuscola. Le aspettative erano alte. Il pensiero era “difficile fare peggio di Genesys”.

Per quanto l’ultimo punto sia stato, fortunatamente, realizzato, Destino Oscuro non riesce ad essere il “terzo capitolo di una trilogia”. Il film è più una “ulteriore aggiunta”. Niente di ciò che vediamo o di ciò che accade rimarrà a memoria nell’ecosistema della saga, sicuramente non nel panorama cinematografico. Anche perché, chi conosce un po’ di vita fumettistica di Terminator, molto di ciò che è presente nel film è riconducibile ai comics.

Se la frase «I’ll be back!», pronunciata dal T-800 nel secondo film, ha avuto un portato iconico enorme, non ha lo stesso effetto pronunciato da Sarah Connor nella nuova pellicola. È solo una, gradita ovviamente, strizzata d’occhio al fan.

Per quanto il Rev-9 (il nuovo Terminator “cattivo” del film) sia intrigante nella sua concezione, non lo si potrà mai paragonare al T-1000 di metallo liquido. Dopotutto sembra solo un ibrido di ciò che abbiamo amato dei primi due capitoli: endoscheletro (T1) con pelle liquida e modellabile (T2).

Certo, tutto questo è un limite della pellicola, troppo proiettata a costruire legami col passato e non protesa verso il futuro.

E, come sanno bene i fan della saga, è dal futuro che arriva la salvezza.

 

Leonardo Cantone

Terminator – Destino Oscuro… della Saga ultima modifica: 2019-11-08T11:16:56+01:00 da Leonardo Cantone
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