The Mandalorian: i primi due episodi accendono la nostalgia di Star Wars

The Mandalorian è una serie televisiva scritta da Jon Favreau e prodotta da Lucasfilm, disponibile dal 12 novembre 2019 sulla piattaforma streaming Disney+. Un prodotto che vanta diversi primati: 1) è la prima serie live action legata al mondo di Star Wars; 2) è il primo prodotto realizzato appositamente per la nuova piattaforma streaming Disney; 3) è la prima narrazione ad aver messo d’accordo i fan dopo Episodio VIII.

Quest’ultimo non è assolutamente un dato da sottovalutare poiché Episodio VII – Gli Ultimi Jedi, difatti, ha spaccato il fandom. Emotivamente confuso dopo Episodio VII – Il Risveglio della Forza, sperava che il capitolo seguente riprendesse in grande spolvero il mood della saga. Dopotutto ne aveva avuto un assaggio con il bellissimo A Star Wars Story – Rogue One. Ma niente, il fan ha subito Episodio VIII e il malcontento ha dilagato, coinvolgendo anche il buon A Star Wars Story – Solo.

La Disney, dunque, con qualche inciampo (anche clamoroso) ha capito di dover correggere il tiro. The Mandalorian ha superato il giro di boa.

The Mandalorian ( Star Wars: The Mandalorian) – Episodi 1 e 2

Parlare della trama complessiva è estremamente prematuro, dopotutto sulla piattaforma streaming sono stati pubblicati, ad ora, i primi due episodi di otto. Il Mandaloriano del titolo è un misterioso cacciatore di taglie, appartenente ad una Gilda ma ancora profondamente legato al suo popolo guerriero.

Sono passati cinque anni dalla caduta dell’Impero di Palpatine e la galassia è ancora di più nel caos. Al Mandaloriano viene affidato un incarico particolarmente misterioso che non deve risultare come ufficiale. Poche notizie: l’età dell’individuo, il pianeta e nient’altro. La taglia è particolarmente ghiotta e la posta alta. Non sarà l’unico cacciatore di taglie interessato.

I primi due episodi di The Mandalorian, dunque, si possono descrivere come un buon film di un’ora e mezza. Meglio, un buon primo capitolo di una saga. Difatti, la struttura narrativa di questi non è quella specificatamente di una serie televisiva. Divisa nei canonici tre atti, la storia che abbraccia i due episodi ha un senso compiuto. “Compiuto” sempre in relazione al mondo transmediale e in continua evoluzione di Star Wars.

Tante domande nascono, ma non tutte le risposte vengono fornite. Come è giusto che sia: il medium è pur sempre quello seriale ed il suo proprium è quello di procrastinare la risoluzione dei conflitti narrativi ed emotivi.

The mandalorian

TANTO STAR WARS

Fin dalle primissime immagini, ciò che si respira è l’aria familiare di Star Wars. Più precisamente quella della Trilogia Originale. Narrando, difatti, eventi che accadono 5 anni dopo Episodio VI – Il Ritorno dello Jedi, The Mandalorian è stato pensato per richiamare quelle atmosfere.

Luci, colori, scenografie, inquadrature, ogni strumento linguistico rimanda al capostipite, allineandosi con tale estetica.

La volontà degli autori sembra porsi a cavallo tra nostalgia e novità. E questo lo si può capire anche dalle scelte realizzative. Gli effetti digitali sono stati ridotti al minimo, giusto per qualche creatura, e molto è stato affidato al comparto scenografico e del trucco.

Diverse sono anche le creature realizzare con le tecniche animatroniche. The Mandalorian fa dei cosiddetti “pupazzoni” una delle sue matrice distintive rispetto all’abbondanza digitale di molti capitoli cinematografici targati Star Wars.

Dopotutto, nonostante l’abitudine spettatoriale alle visioni iperrealistiche del digitale, il fan di Star Wars è legato fortemente a quell’immaginario più “artigianale”. Parliamo, ovviamente, del fan di vecchia data, quello cresciuto a pane e Star Wars da quando era piccolo. Fan a cui The Mandalorian è destinato.

Indubbiamente non è una serie per un pubblico esclusivamente adulto. La “violenza” visiva è celata, non ci sono brutalità o linguaggi inadatti, ma è chiaro che il target non è lo stesso delle serie animate.

Una serie ancora in divenire

Nonostante questi due ottimi primi due episodi, è evidente che la serialità live action legata a Star Wars deve ancora prendere una propria, autonoma, forma.

Curata da Jon Favreau (regista dei primi due Iron Man e di live action Disney come Il Re Leone e Il Libro della Giungla) vede tra le maestranze diversi registi. Il primo episodio è diretto da Dave Filoni che i fan di Star Wars conoscono come il demiurgo delle serie animate. E si vede: la narrazione soffre un pochino della tipica frammentazione e velocità del linguaggio seriale animato. Il secondo episodio, invece, è diretto proprio da Favreau, ben saldo nella regia cinematografica che, rimanendo coerente con l’episodio precedente, riesce a costruire un prodotto più coerente sia narrativamente che visivamente.

Rinnovata già per una seconda stagione (le riprese sono iniziate pochi giorni fa), The Mandalorian promette di essere un solido prodotto a marchio Star Wars. In base al suo successo è realistico pensare che molto di questo mondo si sposterà sulla serialità streaming rispetto a quella cinematografica.

Ai restanti sei episodi l’ardua sentenza.

 

Leonardo Cantone