The Farewell- una bugia buona: Storia di un legame oltre i confini

The Farewell – una bugia buona sbarca nei cinema italiani il 24 dicembre, una buona data per fuggire dai classici impegni/cenoni natalizi famigliari. L’opera, firmata dalla regista Lulu Wang, racconta il legame affettivo tra una nonna, Nai-Nai, e una nipote, Billi. La protagonista, giovane ragazza, vive a New York da quando ha sei anni. Di orientale ha solo il taglio degli occhi. Passa le giornate in cerca di lavoro e trova un ascolto perenne nella nonna, al telefono, dall’altra parte del mondo, ma sempre e comunque presente.

A poche scene dall’inizio del film, subito, viene azionato il motore della storia: la nonna, a sua insaputa, è malata e il nucleo familiare sceglie di tornare in Cina per passare del tempo con lei. Il rientro in patria viene mascherato con la notizia di un matrimonio. Intorno a questa bugia buona ruota tutto il filone narrativo. Tra un registro comico e allo stesso tempo amaro e drammatico, The Farewell – una bugia buona si muove dolcemente raccontando una storia di affetti e di amore.

The Farewell - una bugia buona

The Farewell accende i riflettori sui valori e le tradizioni di una cultura millenaria 

La cornice della trama è costruita sul forte contrasto tra oriente e occidente. Lati culturali e stili di vita sempre più fusi nella famiglia nata e fuggita dal paese di Changchun. Il ritorno in patria, nella tanto amata e odiata Cina, racconta la risalita in superficie di quei valori mai persi ma soltanto assopiti. La forte figura femminile di Nai-Nai come capo famiglia e l’unione dei figli nel mantenere segreto lo stato di salute della madre dipingono molto bene il disegno di principi culturali cinesi che, nonostante la scelta di vivere altrove, rimangono persistenti.

L’idea di farsi carico del dolore, l’idea di mentire riflette il concetto di vita olistico che meglio esprime il contrasto tra oriente e occidente: “la vita non ti appartiene, è l’insieme di un tutto”, questa la battuta regina del film. La protagonista, inizialmente così ancorata al bisogno di verità, capisce l’importanza di mentire e sforzarsi di vivere il presente intensamente con la nonna. Ed è proprio nella narrazione di questo legame, mantenuto oltre i confini geografici, che meglio comunica The Farewell – una bugia buona.

Nai-Nai e Billi sono empatia, fiducia, amore e gioco. Quando la protagonista racconta di aver perso un’importante borsa di studio, c’è la nonna a credere in lei e a farlo con una sicurezza disarmante. Questo legame è raccontato in modo vero, sentito quasi come fosse un documentario.

Sempre sulla scia di un docufilm, Lulu Wang sceglie di dare uno spaccato della Cina attuale anche se questo disegno appare meno delineato rispetto alla trama principale. La vecchia casa della nonna sommersa da grigi palazzoni, segno di un’industria dominante, il matrimonio carico di invitati persi nei loro smartphone, emblema di una generazione ipnotizzata dalla tecnologia, e l’idea di un’istruzione americana come primo passo verso il successo sono tutti input sospesi, postille aggiunte ma lasciate lì. Insomma, The Farewell – una bugia buona pecca di essere, forse, un minestrone di tematiche miste ma resta comunque un soggetto interessante.

Perciò fatevi questo regalo: fuggite dai cenoni, andate al cinema e, se avete la fortuna di averla con voi, portatevi dietro la nonna.

 

Federica D’Auria

 

 

The Farewell- una bugia buona: Storia di un legame oltre i confini ultima modifica: 2019-12-23T10:53:36+01:00 da Federica D'Auria