Cascate – Giardini, l’EP di debutto del duo romano

Il duo romano Cascate debutta con L’ EP Giardini, disponibile dal 24 Gennaio per l’etichetta V4V Records.

Cascate - Giardini

I Cascate sono composti dalla voce e dalle tastiere di Caterina Magliozzi più il basso (e tanto altro) di Luca Frasca. Coadiuvati all’occorrenza da guest specifiche: chitarre, batteria e compagna cantante. Soprattutto per i live. Giardini  sublima le idee già proposte al pubblico attraverso i due singoli e genera una buona dose di curiosità per il prossimo futuro.

Gli autori definiscono il proprio sound a metà strada tra “synth-pop e romaticismo cantautorale”. La sottolineatura è accurata ma scopriremo che non tutte le ciambelle riescono col buco, pur conservando un aroma definito.

Chi ama le etichette di genere potrebbe accontentarsi di collocare i Cascate nel limbo dell’indie pop. Cosa che nemmeno gli ignavi descritti da Dante. Seguire le didascalie fornite dalla band potrebbe aiutare a schiarirsi le idee a priori: “introspezioni elettroniche” fino a esplosioni alt rock”. Non è un caso se in tanti preferiamo far funzionare le orecchie ascoltando direttamente l’opera, piuttosto che soffermarci a creare muri inutili edificando (o disfacendo) generi e sotto generi.

Giardini: L’EP dei Cascate in breve.

Si comincia con Souvenir già singolo e video precursore, uscito in Maggio. Sensazione da racconto in pieno stile tempi moderni. Funziona all’istante se chi ascolta ha i natali nel decennio 1980 -1990. Un pizzico di tolleranza è garantito, si parla di “serie streaming”, “maglione alla Cobain” e così via. Stilemi che accomunano forse più generazioni di quante immaginate in principio. Questo per il testo. La musica è invece costruita su un’atmosfera finemente modellata per creare dipendenza. Dinamiche ammalianti su tutto il ritornello, fase ascendente e discendente. Meno dettagliata sul resto, ma ci sta. La voce di Caterina è protagonista, ovviamente, ma tanto di cappello all’enorme lavoro che c’è dietro. Senza strafare, né i Cascate per composizione, né io per complimenti. Il tarlo del brano si riassume così: “Sei un souvenir dei viaggi dentro la mia testa”. Ah, però.

Fino Alla Fine è il secondo singolo, pubblicato a fine Novembre. Cambia il clima, ora più lento e tenue. Anche l’arrangiamento è ‘classico’, sempre pieno di artifici ma con qualche tastiera e chitarra a corredo che non guastano, anzi. Riff principale di quattro note, quattro, che richiama l’effetto della scala shepard. Per i meno avvezzi, basti pensare ad uno dei temi sonori principali del film Interstellar, opera del compositore Hans Zimmer. Siamo di fronte alla naturale opposizione emotiva che nasce in una coppia che si separa o che è in procinto di farlo.

Horror Show conferma la strategia usata dai Cascate di alternare malinconia vera a melanconia per ossimori. Torna il ritmo e addirittura si sentono ‘deformi’ chitarre distorte. Probabilmente per sottolineare la suggestione suggerita dalla band in riferimento alle esplosioni alt rock. Mmm. Nulla di grave, l’intuizione di un ritornello orecchiabile sposa elegantemente la voce, sempre precisa, perfetta per il progetto musicale alla base dell’EP Giardini. Particelle di eclettismo che si fondono in maniera armonica. Ma non aspettatevi stravolgimenti sonori avanguardisti, qui, ora, si balla.

L’unica canzone debole della selezione, secondo il mio modesto parere, è proprio la title track Giardini. Parte bene ma pare arenarsi fin da subito incastrata nel motivetto suggerito. Non esalta né sconforta. Accidiosa.

Per fortuna si chiude con stile e, volendo, un certo pathos. Fragile rappresenta in tutto e per tutto il vero punto forte dei Cascate: la sfumatura malinconica dei testi interpretati con dovizia dalla voce di Caterina Magliozzi, in proporzione diretta (o indiretta, a seconda dell’impostazione) agli arrangiamenti pseudo briosi, sempre accompagnati da riff o motivi diametralmente opposti.

Il connubio vocale e musicale raggiunge un’eloquenza tale da riuscire a rendere meno necessario il ruolo fondamentale del testo. Per iperbole, come adattare le parole parodistiche di Leone Di Lernia e ottenere comunque un risultato emotivo equipollente. Oddio, forse ho osato troppo, ma almeno è più chiaro il suggerimento.

Cascate - Giardini

Cascate – Giardini: a conti fatti.

Il duo romano Cascate sa essere coinvolgente, entro certi limiti auto imposti, sia quando malinconico che quando ironico ed allusivo. La forma non è proprio minimalista pura e cruda, ma ci si può alludere con un intorno algebrico vicinissimo per minimi termini (strutturali). La voce grossa la fa la componente ‘sintetizzata’, assieme ad un nutrito gruppetto di suoni e sonorità ingombranti più sullo spettro che presi singolarmente. Menzione a parte per la voce, quella vera, di Caterina che, senza nulla togliere al suo socio Luca Frasca, riesce a rubare l’attenzione dell’ascoltatore senza fatica. Eppure, non me ne vogliano, non siamo di fronte ad un timbro indimenticabile o un’estensione mostruosa. Vuol dire che questi ragazzi hanno lavorato molto bene e penso che, con un po’ di fortuna, sentiremo parlar presto di loro.

Mario Aiello

Cascate – Giardini, l’EP di debutto del duo romano ultima modifica: 2020-01-28T15:40:12+01:00 da Mario Aiello