1917 di Sam Mendes, un viaggio dentro la Prima Guerra Mondiale

1917, nuova fatica del regista Sam Mendes, concorre ai prossimi Oscar con ben 10 nomination. È ben noto che l’Accademy si commuove sempre quando viene messa in ballo il tema “guerra” e, seppure sembri privilegiato Joker nell’accaparrarsi i premi più importanti, il film di Mendes darà molto filo da torcere.

1917

Prima Guerra Mondiale. I due giovani caporali Schofield (George MacKay) e Blake (Dean-Charles Chapman) sono incaricati di una missione importantissima. Il tempo è poco, il tragitto pericoloso. L’unico modo di farcela e correre, non fermarsi mai. Riposarsi significherebbe soccombere al nemico. Ma il messaggio, salvifico per un plotone accampato oltre le linee nemiche, va consegnato a tutti i costi al colonnello Mackenzie (Benedict Cumberbatch).

Il piano sequenza in 1917 è un virtuosismo cinematografico che permette di far aderire il tempo filmico con quello reale. Lo spettatore “vive” la scena insieme ai protagonisti della stessa. È uno strumento abbondantemente sdoganato nel panorama cinematografico: diverse pellicole sono state realizzate con questa tecnica.

Arca Russa (2004) di Sokurov è stato girato interamente così. Birdman (2012) è più vicino nella tecnica a 1917, con un piano sequenza simulato. Per simulato si intende che, grazie alle cesure digitali, i diversi blocchi di riprese sono stati uniti e mascherato con una continuità visiva. Intuizione che aveva avuto già il genio di Hitchcock con Nodo alla Gola (1948) che, senza digitale ma con stratagemmi scenici, crea un intero film a piano sequenza simulato.

1917

IL TEMPO È LIMITATO

Perché, dunque, Mendes sceglie uno strumento narrativo estremamente blasonato (specie nei film action)? Solo per puro gioco stilistico? È indubbio che il regista abbia voluto mostrare la sua capacità nel gestire una narrazione con un mezzo dalla, comunque, non facile esecuzione. Dopotutto ci sono voluti circa sei mesi di prove prima di cominciare le riprese effettive.

Ma è evidente che in 1917 tutto questo non è un mero virtuosismo fine a se stesso. È il mezzo che meglio riesce a catturare la questione “tempo” nel cinema. I film, i prodotti audiovisivi, mirano sempre a creare empatia tra spettatore e personaggi o scena. Ed è abbastanza “semplice” per chi è del mestiere.

Uno dei più grandi registi, pioniere del cinema è stato il russo Sergej Michajlovič Ėjzenštejn che, vero e proprio teorico del montaggio filmico, formulò il “montaggio dello spettatore”. Attraverso il montaggio, infatti, viene costruita e apparecchiata l’emozione dello spettatore.

Il piano sequenza sembra, quasi, contraddire tale concetto. Ma Sam Mendes, grande conoscitore del mezzo, lo ha invece utilizzato per esasperare l’immissione spettatoriale nella sua pellicola. Il tempo è un grande “nemico” dei protagonisti. La loro corsa disperata e disperante ha un segmento limitato.

E questo il pubblico deve provarlo sulla propria pelle. Con il piano sequenza, 1917 costringe lo spettatore a correre insieme ai protagonisti, lo immerge nelle drammatiche situazioni in cui questi si ritrovano. Sangue, esplosioni, fughe, paure, scontri, tutto viene gettato con forza contro chi osserva, fisicamente inerte, emotivamente catturato dalle scene.

1917

ESPERIENZA VIDEOLUDICA

Spesso il piano sequenza cinematografico viene accostato all’esperienza dei videogiocatori.

Con in mano il proprio joystick, specie nei videogiochi action, l’utente non ha pause tra una sparatoria, una battaglia o uno scontro. Mendes strizza, ovviamente, l’occhio a tale medium. Nonostante i cosiddetti “sparatutto” siano principalmente in prima persona, in 1917 si respira l’aria videoludica.

In questo caso, però, non è un’esperienza visiva, di adesione del punto di vista, quanto un’adesione percettiva. Ancora una volta si parla di “tempo”.

Non ci abbandoniamo a pronostici sui prossimi Oscar ma, a prescindere da quanti premi possa o meno conquistare 1917, sicuramente la battaglia sarà ardua.

Certamente Mendes non crea nulla di particolarmente innovativo ma, tra una fotografia meravigliosa, un gioco stilistico ineccepibile, e un ritmo coinvolgente, 1917 è puro godimento cinematografico.

 

Leonardo Cantone

1917 di Sam Mendes, un viaggio dentro la Prima Guerra Mondiale ultima modifica: 2020-02-01T12:01:36+01:00 da Leonardo Cantone