L’amica geniale 2 – Storia del nuovo cognome, i primi episodi

Lila e Lenù, le due protagoniste de L’amica geniale 2, best seller scritto da Elena Ferrante e trasposto in serie tv da Saverio Costanzo, dopo mesi di attesa, sono tornate.

Lunedì 10 febbraio sono andati in onda i primi due episodi della seconda stagione, tratta dal secondo libro della quadrilogia: Storia del nuovo cognome. Un ottimo debutto a livello di ascolti che ha sbaragliato la concorrenza con oltre 6 milioni di spettatori e il 29.3% di share. Il record della prima stagione è stato decisamente mantenuto.

Un’amicizia che ha fatto il giro del mondo, pur raccontando una piccola realtà di un rione popolare della Napoli anni ’50, ha colpito il pubblico internazionale.

Le abbiamo viste crescere, lottare quotidianamente contro la povertà, l’ignoranza e la violenza. Due piccole donne impegnate in una guerra silenziosa contro un destino che sembra prestabilito. Contro un tempo e un luogo che impediscono loro di essere ciò che vorrebbero. Con possibilità diverse, ognuna segue un percorso personale nel raggiungimento di una sorta di felicità, ma sempre osservando l’altra. Confrontandosi, sostenendosi e talvolta scontrandosi a vicenda.

Le ultime puntate ci mostravano il delicato passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta. A soli sedici anni, Lila (Gaia Girace), la più povera delle due, ha sposato il ricco Stefano Carracci, ma si rende presto conto che il novello marito non è l’uomo che credeva. Elena (Margherita Mazzucco), invece, ha il privilegio di proseguire gli studi ma continua a sentirsi inferiore rispetto all’amica. Perennemente ignorata da Nino, di cui è innamorata da sempre, Lenù porta avanti la relazione con Antonio, meccanico del quartiere, pur non provando dei reali sentimenti per lui.

Le avevamo lasciate così. Ma come le ritroviamo ne L’amica geniale 2?

L'amica geniale 2

L’amica geniale 2 : Il Nuovo Cognome (episodio 1)

La narrazione riprende da dove era stata interrotta. Dopo il matrimonio di Lila, la sera stessa Lenù decide di perdere la verginità con Antonio. Non per amore, ma per potersi sentire grande come l’amica, che ormai è diventata agli occhi di tutti una donna. Per poterle dire, al suo ritorno dal viaggio di nozze, di aver avuto la stessa esperienza. «Quello che fai tu faccio anch’io», è il mantra che ha caratterizzato il loro rapporto sin da bambine. Una legge da seguire per non rimanere indietro. Perenne competizione che, tuttavia, non sfocia mai nel desiderare il male dell’altra ma, anzi, serve a spronarsi e migliorarsi a vicenda.

Così come Lenù, anche Lila vive una prima volta senza amore. Quello che avrebbe dovuto essere il sogno di una vita migliore, ben presto si trasforma in un incubo. Delusa dal comportamento di Stefano, la ragazza adotta un evidente distacco nei suoi confronti. Stefano, però, è deciso a far rispettare – anche con la forza – il suo ruolo di marito e padrone, rivelandosi sin da subito violento.

Così, prevedibilmente, la prima notte insieme sfocia in una molestia sessuale ai danni di Lila, che non può nulla contro la robustezza fisica del marito. Poco prima dell’aggressione, Stefano che la attende fuori dal bagno domandandole «Sei pronta?», mentre il volto malefico traspare leggermente deformato dalla porta a vetro, è una scena degna di Shining.

Un film horror che prosegue quando la coppia si presenta a casa dei parenti. Lila ha un occhio nero, ma nessuno dice nulla. Tutti sanno, ma fanno finta di niente. «Sono caduta dagli scogli» afferma la ragazza. «Devi stare attenta, sugli scogli. Si scivola» dicono osservandola in semicerchio, complici, come dei mostri.

È questa la nuova vita di Lila. Ha una nuova casa e un nuovo cognome, ma ne ha pagato il prezzo con la sua dignità.

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L’amica geniale 2 : Il Corpo (episodio 2)

È interessante e allo stesso tempo spaventoso, come tutto ciò che siamo sia influenzato quasi totalmente dal contesto in cui ci troviamo. Chi stabilisce cosa è giusto, cosa è normale? A volte ci adattiamo a determinate consuetudini senza nemmeno farci caso, semplicemente perché la maggior parte delle persone si comporta in quel modo.

Per questo motivo, quando Stefano va a parlare con Elena del rapporto complicato con Lila, chiedendole sostegno, Elena si convince della buona fede di Stefano. Dopotutto siamo negli anni ’60, in un piccolo quartiere di periferia, è normale che un marito pretenda dei rapporti sessuali con la propria moglie. È normale esigere dei figli, in fondo per la società la donna serve a questo. In altre parole, non è che un corpo, senza alcuna proprietà decisionale.

Persuasa dai discorsi del ragazzo, Lenù cerca di convincere Lila ad essere accondiscendente nei confronti del marito, ma la conversazione le porta inevitabilmente a litigare. Dopo poco, però, osservando le donne del rione in strada, Elena raggiunge una consapevolezza diversa:

«Mi convinsi all’improvviso che senza accorgermene avevo intercettato i sentimenti di Lila. Era impegnata in una lotta misteriosa per distruggere la vita che Stefano voleva inserirle per forza. Non voleva diventare come le nostre madri, e vicine di casa, e parenti. Parevano aver perso i connotati femminili. Erano state mangiate dal corpo dei mariti, dei padri, dei fratelli a cui finivano per assomigliare. Cominciava con le gravidanze questa trasformazione? Con il lavoro domestico? Con le mazzate? Dal viso delicato di Lila sarebbe schizzato fuori suo padre? E dal mio corpo, sarebbero emersi i miei genitori? ».

Una scena potente, evidenziata dai dettagli delle inquadrature. Nasi, volti, pelli rugose. Fisici sgraziati e stomachevoli, calpestati dal tempo e dal volere degli altri.

L'amica geniale 2

I Mostri sono reali

Una regia, quella di Saverio Costanzo, capace di creare immagini che vanno oltre le apparenze. Accade questo guardando Stefano attraverso gli occhi di Lila. Osservandolo mangiare e bere al ristorante, sguaiatamente, con le mani sudicie. Sembra possa trasformarsi da un momento all’altro in un maiale. Allo stesso modo, i familiari che fissano la ragazza malmenata e restano in silenzio assumono improvvisamente fattezze malvagie. Come se fino a quel momento avessero indossato una maschera e d’un tratto questa fosse caduta, mostrando il loro vero volto, appuntito e abominevole. Bocche pronte ad estrarre lingue biforcute e a mordere con denti aguzzi. Creature orribili degne degli incubi di qualsiasi bambino.

Eppure, tutto questo sembra non bastare a mitigare il temperamento indomabile di Lila. Ogni epoca ha i suoi ribelli e, negli anni ’60, lei è una rivoluzionaria che vorrebbe studiare e realizzarsi. Poter decidere autonomamente della propria persona, senza essere considerata soltanto “una scatola di carne” come scrive la Ferrante. Un mezzo per portare avanti il cognome di un uomo.

Lila lotta a suo modo per non soccombere all’autorità del marito ma, poco prima della fine dell’episodio, rivela a Lenù una terrificante verità.

«Sono incinta» le confessa durante gli ultimi secondi.

I mostri sono reali e a volte vincono loro.

 

Federica Brosca

Federica Brosca

La disadattata della porta accanto. Pittrice amatoriale, collezionista seriale di “se” e di “ma”. Amante della musica, dell’arte, della cucina, del non fare niente sotto le coperte. Il cinema non è una passione ma una necessità: quando è stanca del mondo le piace premere play e trovare rifugio in altre esistenze. Maniaca del perfezionismo, interiormente disordinata, gelatodipendente