#nessunoescluso, la denuncia dei lavoratori intermittenti dello spettacolo

#nessunoescluso è l’appello lanciato dai big della Musica italiana affinché vengano garantiti i diritti fondamentali di tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo. Lo stop imposto dall’emergenza Coronavirus, ha portato alla chiusura di tutti i teatri ed i luoghi in cui si svolgono regolarmente concerti ed eventi, con il conseguente annullamento (in alcuni casi con rinvio in Autunno) degli  spettacoli. Un provvedimento necessario che, tuttavia, ha messo in ginocchio un intero settore. 

Un fatto di certo non passato inosservato. Il Decreto “Cura Italia” (DL 18/2020), emanato lo scorso 17 Marzo, infatti, prevede misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ricomprendono tra le categorie di lavoratori anche quelli del settore spettacolo. Ma non tutti.

Lo segnala la Fondazione Centro Studi Doc di Verona, secondo la quale sarebbero circa 200.000 i lavoratori intermittenti dello spettacolo esclusi dalle misure messe in atto dal Governo nazionale. Laddove sono previsti interventi a sostegno del reddito (600 euro mensili) per gli autonomi, mancherebbero riferimenti per ciò che concerne i dipendenti e gli intermittenti dello spettacolo “a chiamata”.

 

La Fondazione evidenzia che

nell’art. 38 del DL 18/2020 “Cura Italia” sono chiarite le indennità per i lavoratori dello spettacolo che hanno lavorato almeno 30 giornate in gestione ex-Enpals e con un reddito inferiore a 50.000 euro nel 2019. Ma esplicita chiaramente che non devono avere un trattamento pensionistico né un rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo. Ciò significa che i lavoratori intermittenti, che erano dipendenti anche se senza lavoro a quella data, non possono avere accesso all’indennità una tantum a cui si riferisce il decreto. Inoltre, nonostante il rapporto sia dormiente tra una chiamata e l’altra, avendo un contratto in essere non possono nemmeno avere accesso alla disoccupazione Naspi.

Inoltre, questi lavoratori non possono accedere neanche al FIS, un fondo di integrazione salariale dell’INPS per i periodi con mancanza di lavoro, a cui tutti gli intermittenti versano il contributo ogni mese.

#nessunoescluso, l’appello dei big della Musica

 

Una situazione che desta grosse preoccupazioni tra artisti e addetti ai lavori che hanno deciso di non rimanere a guardare e far sentire la propria voce. Hanno realizzato infatti un video “denuncia”, promosso attraverso l’hashtag #nessunoescluso, con l’invito a firmare la petizione lanciata dalla Fondazione Centro Studi Doc. Una iniziativa che ha raccolto finora ben 40.000 adesioni, tra le quali quelle di Manuel Agnelli, Brunori Sas, Ghemon, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri e Subsonica

La fondazione, inoltre, propone anche alcune soluzioni utili a superare questa emergenza nell’emergenza. Si attendono sviluppi positivi con la speranza che nessuno resti escluso.

 

Salvatore D’Ambrosio

#nessunoescluso, la denuncia dei lavoratori intermittenti dello spettacolo ultima modifica: 2020-03-26T12:25:47+01:00 da Salvatore D Ambrosio