Solidarietà che si collega a professionalità: decolla il progetto #ChiamateNoi

Una fase emergenziale vive di esigenze multisfaccettate, e non sempre è facile reperire risorse umane abili a dare un contributo efficace. Situazioni dove la buona volontà non basta, ma è necessario avere quelle spalle forti che solo l’esperienza sul campo ed un know-how maturato nel corso degli anni possono plasmare.

In tale contesto nasce il progetto #ChiamateNoi, una rappresentanza indipendente partita dal basso che unisce tutti i professionisti del mondo degli eventi, mettendosi a completa disposizione delle esigenze necessarie al contrasto della pandemia da Coronavirus. Trasporto, gestione materiale e logistica dei cantieri sono solo alcuni dei campi operativi di questa piattaforma, ne abbiamo parlato con l’ideatore del progetto Emilio Simeone.

 

• Chiamatenoi.it ha come claim “I professionisti dello spettacolo a servizio dell’Emergenza”. Puoi presentarci il progetto?

#ChiamateNoi è una piattaforma di rappresentanza indipendente partita dal basso che raccoglie professionisti ed aziende del comparto dell’organizzazione di eventi e che raduna in un unico elenco le alte professionalità spendibili in settori diversi da quello dello spettacolo. Il nostro obiettivo è quello di dare una risposta immediata alla richiesta di specifiche professionalità, abituate ad operare in contesti difficili, sempre nuovi e con tempistiche molto contratte, ma garantendo sempre il miglior risultato possibile a prescindere dalle difficoltà incontrate.

I professionisti di questo settore si mettono a disposizione non solo per l’emergenza che riguarda la costruzione di ospedali e strutture temporanee per far fronte alle necessità della pandemia Covid-19, ma anche per le innumerevoli situazioni di necessità per la ripresa nei prossimi mesi.

Non esiste ancora un’unica associazione di categoria che inquadri tutte le professionalità impiegate in questi che, a tutti gli effetti e anche per legge, sono cantieri temporanei: tecnici specializzati nell’edilizia e in attività cantieristica (ingegneri, architetti, responsabili di cantiere), elettricisti specializzati, lavoratori in quota specializzati, allestitori, autotrasportatori, macchinisti, facchini, attrezzisti, addetti alla sicurezza, addetti al catering e alla somministrazione. Tanti sono dotati di patentini professionali specifici per svolgere le loro mansioni e sono soliti lavorare su tutto il territorio italiano in contesti anche internazionali, ma spesso anche all’estero, impiegati ad esempio negli allestimenti di grandi tour e festival, di cerimonie olimpiche, di eventi per aziende multinazionali.

L’iniziativa è partita da alcuni giorni, come sono i primi feedback? Ho notato che sui social c’è tanto coinvolgimento anche da parte di artisti di un certo livello.

A 48 ore dal lancio dell’iniziativa hanno già aderito oltre 600 professionisti certificati; ad oggi sono più di 750. Dopo tre giorni dalla nascita del sito sono arrivati i primi “amici” artisti (Laura Pausini, Andrea Bocelli, Nek, Fiorella Mannoia, i Negramaro… giusto per citarne alcuni) a dare risonanza all’iniziativa, i quali hanno una certa sensibilità nei confronti della causa perché hanno avuto modo, crescendo, di vedere come si sviluppa il lavoro dello spettacolo, a partire dal piccolo club e a finire al tour negli stadi.

chiamatenoi

 

• Di sicuro la situazione nel breve termine appare grave, ma anche il futuro assume contorni incerti riguardo la solidità lavorativa nel settore, quanto è importante in tale contesto una “spinta dal basso” come si prefigge Chiamate Noi?

Il nostro know-how può rivelarsi utile in tanti altri ambiti, altrettanto cruciali in questo periodo, ma anche nei mesi a venire: si pensi ad esempio a trasporto, gestione, consegna, carico e scarico materiali, a competenze per ottimizzare la logistica, alla necessità di operai capaci di lavorare in quota, a mansioni sempre molto ricercate e che richiedono certificazioni specifiche, che per noi sono la normalità. #ChiamateNoi non è un’intermediazione di lavoro, è un collettivo partito dal basso, un comitato, un contenitore di persone, di tecnici che vogliono rendersi utili e dare una mano a chiunque abbia bisogno della nostra professionalità e del nostro aiuto in emergenza e in post-emergenza.

• Certamente il governo e le istituzioni dovrebbero fare qualcosa di più, anche perché purtroppo c’è tanto lavoro sommerso.

Il settore dello spettacolo è stato tra i primi ad essere colpito dall’emergenza da Covid-19 per evitare rischi di contagio; azione necessaria e corretta, vista la criticità della situazione, ma di fatto il nostro lavoro è fermo ormai da due mesi, con una notevole perdita economica, difficile da risanare. La filiera dello spettacolo e della cultura porta parecchio in Italia: in un mese di concerti interrotti si è stimata una perdita nel solo settore del live di circa 400mln di euro. Oltre a produrre molto sia in termini economici che culturali, il nostro lavoro regala anche un momento di gioia a quelle persone che si recano agli spettacoli per scacciare pensieri e preoccupazioni trascorrendo qualche ora con leggerezza. Siamo una forza lavoro importante che al momento è rimasta senza occupazione e che preferirebbe essere impiegata in settori diversi dal solito, ma con le stesse necessità, anziché ricorrere all’assistenzialismo per i mesi nei quali tutti gli eventi sono stati cancellati o posticipati.

 

• In definitiva, figure lavorative di livello che danno manforte alla solidarietà.

Siamo persone che non sentono il bisogno di definire un lavoro in base all’orario, persone che viaggiano costantemente per portare gli spettacoli in tutta la nazione, orgogliosi di produrre e felici di farlo. Ci sarà da ricostruire, da risistemare e noi, che non amiamo stare fermi, siamo prontissimi a partecipare, qualsiasi sia l’interlocutore.

A chiunque abbia la possibilità di realizzare questa nostra richiesta: noi siamo prontissimi, chiamate noi!

 

Giandomenico Piccolo

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Giornalista | Creativo | Esperto di Comunicazione Direttore di Scè da aprile 2018, collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.