Chiusi in casa, ma “Fuori dalla storia”: intervista ai Fiori di Cadillac

Si apre un nuovo capitolo nella storia artistica dei Fiori di Cadillac. A sette anni di distanza dalla precedente release, il presente parla del nuovo disco, intitolato “Fuori dalla Storia” e pubblicato qualche giorno fa per la label INRI. Abbiamo raggiunto (rigorosamente in modo virtuale) la band per scambiare alcune chiacchiere riguardo questo nuovo disco.

Fiori di cadillac

“Fuori dalla storia” – L’intervista ai Fiori di Cadillac

 

• “Fuori dalla Storia” viene pubblicato in un periodo che resterà nella storia, in un modo o l’altro. Quali sono le sensazioni ed i primi feedback per questo nuovo disco? È evidente che rispetto a “Cartoline” c’è un filo di continuità ma anche tanti elementi nuovi nel sound.

Ciao ragazzi, grazie per l’intervista. È un periodo strano, quasi alienante e proprio in questo momento la musica, le canzoni, più che mai, ci uniscono. Stiamo raccogliendo varie impressioni da parte di chi ha già ascoltato l’album e ci fa molto piacere sapere che il disco stia piacendo. Ci hanno detto che alcuni brani trasmettano sensazioni apocalittiche, (non volutamente) così vicine allo stato delle cose; qualcuno, invece, ha detto che alcuni brani sono perfetti per giocare a bocce sulla spiaggia, altri per chiudersi soli nella propria stanza con le tende abbassate, altri perfetti per litigare con la propria ragazza durante le feste di Natale.

• Due caratteristiche secondo me importanti per questo album sono la fase di maturazione che è stata prolungata (ho letto che ci stavate lavorando già nel 2018) e la collaborazione con Giulio Ragno Favero e Andrea Suriani. Che peso hanno avuto questi elementi nel riuscire a definire al meglio il concept?

Siamo lenti, ma in realtà il processo di produzione si allunga molto perché arriviamo alla chiusura definitiva di un brano solo quando siamo totalmente soddisfatti di ciò che abbiamo scritto. La collaborazione avuta con Giulio ed Andrea ci ha fatto crescere tantissimo sia come persone che artisticamente. Giulio nello specifico è stato colui che per primo ha creduto nel progetto, riuscendo ad incastonare ogni tassello al posto giusto e tirando fuori il meglio da ogni canzone.

 

 

• Il disco sembra molto in linea con la direzione della vostra etichetta, la INRI di Torino. Come si è arrivati a questa unione di forze per pubblicare l’album?

Appena terminata la produzione, Giulio ha fatto ascoltare il disco ad INRI. I ragazzi dell’etichetta hanno apprezzato il lavoro ed hanno deciso di seguirci in questo nuovo percorso.

 

• L’ascolto si sviluppa attraverso un mix dove i suoni ricordano un po’ il passato, una retrowave piena di stile, ed i testi invece tratteggiano frammenti di storie quotidiane: questo equilibrio tra i due poli è arrivato in modo ragionato o era un’esigenza artistica spontanea?

Dobbiamo dire che hai toccato un punto nevralgico di tutta la nostra produzione. L’equilibrio tra questi due poli è proprio una delle priorità del nostro processo compositivo. Questo processo, nel nostro caso, avviene attraverso varie fasi. In un primo momento, l’esigenza emotiva scaturita dal nostro vissuto dà vita a degli accordi, delle melodie, dei testi. Successivamente però subentra una fase di ricerca, a volte anche lunga, in cui attraverso la sperimentazione, cerchiamo di trovare sempre la nostra identità stilistica e sonora.

• Inoltre i brani, sul piano della quantità di minuti, hanno uno sviluppo molto organico. Mi sembra di notare che le canzoni siano idee libere dalla necessità di sfornare hit.

Durante la scrittura non ci siamo posti dei limiti legati ad un minutaggio più o meno simile a quelle che vengono definite hit. Abbiamo preferito seguire il flusso naturale dei brani.

• A proposito di Hit, bel colpo la featuring con Hit-Kunle. “Fuori dalla Storia” è un pezzo davvero molto elegante.

Ti ringraziamo per questa considerazione. Folake degli Hit- Kunle si è dimostrata da subito entusiasta nel prendere parte al progetto, la sua linea vocale ha dato una spinta incredibile al pezzo.

• In genere la pubblicazione di un disco è un progetto ragionato che programma vari step nel corso dei mesi. Penso che insieme all’etichetta state affrontando un bel casino … come procede la promozione?

Abbiamo deciso insieme alla nostra etichetta di uscire con il disco nella data prefissata, senza far slittare la pubblicazione. Sin da subito l’idea di uscire il 20 marzo (in pieno lockdown) ci è apparsa come la cosa migliore da fare. Certo, nell’industria musicale tutto sta andando a rilento, ma noi che la musica proviamo a farla non potevamo tirarci indietro.

• Su Scè abbiamo lanciato messaggi importanti riguardo la gravità della crisi del settore musicale fin dai primi giorni di notizie negative. Per fortuna la musica (anche attraverso le dirette social) sembra non fermarsi, ma ci sarà tanto da fare per ripartire al 100%. Soprattutto per quanto riguarda i concerti.

In questo momento le dirette social sono state sicuramente un modo per avvicinarsi, per continuare a portare la musica alle persone, ma sappiamo tutti che questo non può bastare. Gli abbracci, il sudore, le vibrazioni che si liberano durante un concerto, sono ben altra cosa. Il nostro settore sta pagando un prezzo altissimo e, come per tutta l’economia globale, avrà non poche difficoltà nella ripartenza. Siamo sicuri, però, che, la voglia di ritrovarci insieme sotto ad un palco, di condividere quegli stessi abbracci, sudore e vibrazioni ci condurranno fuori da questo tunnel e daranno di certo, un vero e proprio slancio all’intero settore.

• Ora che “Fuori dalla Storia” è disponibile all’ascolto…mi auguro di non dover attendere altri sette anni per un nuovo disco! 🙂

Forse stavolta ne basteranno 8. In realtà siamo già a lavoro sui nuovi brani 🙂

 

Giandomenico Piccolo

Chiusi in casa, ma “Fuori dalla storia”: intervista ai Fiori di Cadillac ultima modifica: 2020-04-08T13:10:50+02:00 da Giandomenico Piccolo