INFERNVM, il nuovo album di Murubutu & Claver Gold

INFERNVM è il primo album a quattro mani di Murubutu e Claver Gold, pubblicato il 31 Marzo per Glory Hole Records. Una settimana prima (25 Marzo), in occasione del Dantedì (in cui ricorreva il 699° anniversario dalla morte di Dante), era stata pubblicata la prima traccia del disco: “Paolo e Francesca, un inno d’amore dannato ma eterno.

Con quel singolo, così ricco di allegorie e così fedele alle terzine dantesche, si prevedeva che le successive dieci tracce potessero andare a comporre una pietra miliare del rap. Con l’uscita dell’album ne abbiamo la conferma e no, non è un’esagerazione.

INFERNVM è una sinossi in chiave moderna della cantica più amata e studiata in letteratura ma che difficilmente era stata attualizzata in maniera tanto originale senza eccedere con versi e punti di vista soggettivi.

Così come il primo canto dantesco fungeva da proemio ed era ambientato nella Selva Oscura, “Selva oscura” è la prima traccia prodotta da Il Tenente e in featuring con Vincenzo di Bonaventura e Dj FastCut (il gigante della musica che nel suo ultimo progetto, Dead Poets II, ha coinvolto 60 artisti). In 2:06 si condensa una progressiva tensione che accresce con gli archi e le voci in sottofondo – le uniche presenti – che sussurrano i versi più famosi dell’intera Cantica.

Si arriva così alle porte dell’inferno, all’ “Antinferno” che dà il titolo alla seconda canzone prodotta da Squarta e Gabbo per Rugbeats e in collaborazione con il rapper siciliano Davide Shorty.

Nel III Canto, Dante aveva descritto gli ignavi come “coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo” che per paura di peccare non presero mai posizione, come Ponzio Pilato (citato anche nel pezzo). La posizione nei loro confronti, era estremamente dura, tanto da meritare la stessa indifferenza che essi ebbero in vita come ricordato da Virgilio a Dante con le celebri parole: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa

La lettura moderna data dai tre rapper è straordinaria: attraverso giochi di parole e metafore, riprendono la scrittura dantesca inserendoci tutti coloro che non hanno uno scopo nella vita, che non si oppongono alle ingiustizie, che non prendono mai posizione, che scelgono di non scegliere, che vivono da morti ritrovandosi infine “senza vita e senza morte”.

Murubutu & Claver Gold

Caronte” (prodotta da XXX Fila) oltre ad essere la terza traccia, è anche il nome del “timoniere dell’impero delle anime perse”. L’intera canzone è incentrata sulla solitudine e la dannazione dei peccatori destinati a rimanere “dove l’aria calda infuocava le gole” e traghettati nell’altra sponda dell’Acheronte dove saranno giudicati da Minosse.

Si arriva dunque alla quarta traccia prodotta da Badnews: “Minosse”. Tradizionalmente rappresentato nella mitologia come giudice severo e giusto, Minosse nell’inferno dantesco si trova alle porte del secondo cerchio e indica alle anime il luogo e la pena a cui sono destinati avvolgendo la coda intorno al suo corpo in un numero di volte pari a quello dei cerchi che il peccatore dovrà discendere.

La descrizione di Murubutu e Claver Gold non risente minimamente della prosaicità del passo e con una lunga serie di esempi di peccati e rispettive pene, non solo rispecchia il contrappasso dantesco ma lo attualizza a tal punto da far sembrare l’oramai diffusissimo termine orientale del “karma”, solo una definizione dallo stesso concetto.

Dopo aver attraversato il secondo cerchio con “Paolo e Francesca”, si arriva al settimo (quello dei suicidi) con “Pier”, prodotta da James LoganPier delle Vigne, notaio di corte di Federico II, si suicidò per l’invidia dei cortigiani e nel brano è l’emblema di un qualsiasi ragazzo contemporaneo, vittima di bullismo.

È una traccia estremamente toccante e piena di spunti di riflessione in un momento storico in cui la violenza verbale, al pari di quella fisica, mette a repentaglio la purezza, l’ingenuità e addirittura la vita di molti adolescenti.

Claver Gold e Murubutu danno il meglio di sé disegnando una poesia amara che merita di essere interiorizzata in ogni sua parola.

Prodotta anche questa da James Logan, “Malebranche” è il nome di un gruppo di diavoli che custodiscono la V bolgia dell’VIII cerchio in cui sono da loro puniti i barattieri, coloro che si servirono degli incarichi pubblici per la compravendita di privilegi e interessi.

Definiti “falsi antieroi” e “demoni alati armati di rabbia ed uncini” (come nella Divina Commedia), nella canzone il punto di vista dei Malebranche è affidato a Claver Gold che si rivolge ai barattieri moderni e cioè a coloro che “parlano dei quartieri, mi parlano della droga; hanno il lusso di quei piaceri dove la foga li affoga” e che in generale si macchiano del reato di concussione denunciando la loro meschinità.

Ulisse” è l’ottava traccia in cui si nota l’inconfondibile firma di DJ FastCut. Dalla base dolce e il testo ricco di riferimenti letterari omerici e danteschi, la canzone è incentrata sul frammento in cui Ulisse (posto tra i consiglieri fraudolenti dell’VIII cerchio) racconta a Dante come e quando morì e che ora “brucia lento tra le fiamme al canto della bestia, che sfida il fato fino all’ultima triste tempesta”.

 Murubutu & Claver Gold

Potrebbe sembrare quasi di aver sbagliato album quando inizia “Taide”, la nona canzone prodotta da West e Kuma i cui riferimenti danteschi compaiono solo dal terzo minuto in poi.

La storica figura di Taide nell’Eunuchus del commediografo latino Publio Terenzio Afro, era la prostituta del soldato Trasone che espresse “troppo” apprezzamento e per questo fu condannata sia da Cicerone che da Dante come esempio di adulazione.

Il Sommo Poeta gli dedica pochi versi del XVIII canto condannandola nel girone dei fraudolenti ed usando un linguaggio rozzo e popolare:

(..)Taide è, la puttana che rispuose
al drudo suo quando disse “Ho io grazie
grandi appo te?”: “Anzi maravigliose!”

Al contrario, Murubutu e Claver Gold, si servono di “Taide” per dipingere la malinconia e l’insicurezza di una prostituta incapace di scappare da “uomini moderni figli del niente” che rafforza il riferimento alla “Bocca di rosa” di Fabrizio De Andrè con i versi: “Lei che fa l’amore forse un po’ per piacere, un po’ per passione” in analogia ai deandreani “C’è chi l’amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione. Bocca di rosa né l’uno né l’altro, lei lo faceva per passione”.

Con “Lucifero” (prodotta da James Logan) si arriva poi al IX cerchio (il Cocito) in cui si trova “l’angelo più bello del Paradiso” con tre facce con cui mastica Bruto, Cassio e Giuda. Ricca anche questa di riferimenti letterari, è l’ultima canzone prima dell’epilogo “Chiaro Mondo”.

Al pari del prologo, il featuring è con Dj FastCut e la produzione è affidata a Il Tenente. La musica ha il sopravvento sulle parole – miste a urla e versi – che sembrano celare frasi brevi ma violente come “Per me già che stai al mondo mi sembra un inferno”.

 

Termina così un’impresa ardua e rischiosa, come quella di reinterpretare in maniera critica e moderna uno dei pilastri della letteratura italiana. Murubutu e Claver Gold ci sono riusciti, merito sicuramente della conoscenza che doveva essere dettagliata e oculata per dare vita a nove testi di altissima qualità dal punto di vista lirico e morale.

L’esperienza da professore di storia e filosofia di Murubutu unita alla sua capacità retorica (con cui aveva già composto numerose canzoni con temi letterari ma mai arditi come la Divina Commedia), ha creato un legame inscindibile con l’abile scrittura di Claver Gold che hanno dato vita a molto più di un ennesimo tentativo di viaggio nella catabasi dantesca.

Il loro impegno va al di là di tutto ciò che finora era stato fatto. Personaggi e riferimenti spesso tralasciati nei programmi liceali perché “non c’è tempo” o “non è abbastanza importante” come Taide o Pier Delle Vigne, si riappropriano del proprio ruolo esemplare e si pongono sullo stesso livello del resto dell’impianto dantesco.

Visionari e luminari, i due rapper stanno portando l’alta letteratura nell’airPods di migliaia di persone che altrimenti non avrebbero mai sentito quelle parafrasi e quei nomi se non nei banchi di scuola e su Google maps per denominare qualche strada o attività. Hanno scrollato una cantica della sua passività rendendola attuale ma soprattutto, alla portata di tutti.

 

 

Santina Morciano

Santina Morciano

È una collezionista seriale di prospettive, suoni, volti, libri e film. Nata e cresciuta in una famiglia di musicisti, ogni tappa della sua vita ha una colonna sonora.