La crisi dello spettacolo ai tempi del Covid19. The show must go on.

Dopo il via libera al decreto rilancio, i riflettori si spostano sulla cd fase tre, che permetterà una ripresa ancora più concreta di tutte le attività e di un progressivo ritorno alla ‘normalità’. Chiaramente non per tutti. Le conseguenze negative dell’arresto forzato saranno evidenti ancora per molto, specie per il settore dello spettacolo e dell’intrattenimento che difficilmente si rialzerà con rapidità .

Al suo interno, però, occorre segnalare che TV e Radio hanno avuto un destino diverso rispetto ad altri, poiché, tutto sommato, non si sono arrestati completamente. Basti pensare ai programmi di intrattenimento o di informazione che hanno continuato ad entrare nelle nostre case, anche se con modalità visivamente differenti: pochi o nessun ospite, per lo più collegamenti a distanza, e tecnici dietro le quinte con mascherine.

Sulla base di una ricerca effettuata da Gfk (Growth from Knowledge) anche l’utilizzo della radio durante questo periodo di lockdown è cambiato. Pare che il numero di ascoltatori sia cresciuto del 2,4% dall’entrata in vigore delle misure restrittive. In quest’ottica la radio si presenta soprattutto come medium domestico, oltre che fonte di informazione credibile di fronte al fenomeno crescente delle ‘fake news’.

Bene le radio ma il cinema?

Cosa succede invece alla grande macchina del cinema? Il settore dello spettacolo è tra i più colpiti, costretto ad arrestarsi del tutto, con tecnici, operatori e professionisti vari rimasti senza garanzie.

È la stessa sorte toccata alla scena musicale e teatrale. Stiamo parlando non solo di attori, musicisti e cantanti che stanno in prima linea, ma anche, e soprattutto, di tutti “quelli dietro le quinte”, la colonna dorsale di tutti gli spettacoli dal vivo senza i quali gli artisti difficilmente farebbero il loro lavoro. I cosiddetti lavoratori dello spettacolo che comprendono professionisti molto diversi tra loro: tecnici del suono e delle luci, sarti, costumisti, doppiatori ma anche circensi, ballerini, direttori d’orchestra. 

La crisi dello spettacolo

Come ripartiranno le produzioni cinematografiche?

In questa fase emergenziale, molte aziende, attraverso lo Smart working, hanno spostato il lavoro direttamente all’interno delle abitazioni dei loro dipendenti. Che succede, però, quando parliamo di cinema, musica e teatro? Si può portare, per dire, un intero set cinematografico in salotto?

Beh, un piccolo esperimento è stato fatto. Daniele Vicari, infatti, con il suo ultimo film in programmazione, “Il giorno e la notte”, ha cominciato a muovere i primi passi da casa con la collaborazione del resto della troupe e degli attori che, nel rispetto di tutte le regole, girano a distanza, ovvero in smart working.

Non a caso il film mette in luce “quella condizione di isolamento e restrizione che ha caratterizzato gli ultimi due mesi della nostra vita.[…] Non si tratta di un Istant movie, ma di una storia vera e propria, di pura finzione, girata ai tempi del Coronavirus, e destinata al pubblico di domani”.

Così Vicari propone un modo alternativo di fare cinema che evidenzia la necessità, ora più che mai, di mettersi in gioco per andare avanti in attesa che tutto torni alla normalità. L’idea è quella, infatti, di riorganizzarsi e formulare diverse vie di comunicazione.

Come si evolverà il futuro dello spettacolo? Saranno pronti attori, tecnici ad affrontare questa nuova realtà? Il pubblico, dal canto suo, quando ritornerà tra le poltrone di un cinema o di un teatro, si sentirà in sicurezza? I dubbi sono tanti, soprattutto sui tempi necessari per rimettere il tutto in moto.

Piccoli segnali arrivano anche dalle serie tv

Piccoli segnali di ripresa si registrano anche fuori dai confini nazionali.

La famiglia Shelby, infatti, pare potrà ritornare sul set. Le riprese della sesta stagione della serie tv britannica, Peaky Blinders, sospese a marzo, hanno ricevuto il via libera dal governo inglese a riprendere i lavori.I fans, dunque, potranno vedere presto sullo schermo la famosa gang britannica – probabilmente verso l’inizio del 2021 nel Regno Unito e successivamente su Netflix. Si presuppone che il set non sarà lo stesso di come lo si è lasciato. Ovviamente tutto dovrà svilupparsi in assoluta sicurezza e secondo le nuove regole. I Peaky Blinders dovranno forse escogitare un modo per fare a botte a distanza?

 

Intanto l’augurio è di poter ripartire, anche se a piccoli passi, perché lo spettacolo non  può e non deve fermarsi. The show must go on!

 

Claudia Avena

La crisi dello spettacolo ai tempi del Covid19. The show must go on. ultima modifica: 2020-05-17T12:37:08+02:00 da Redazione