Il nuovo disco di Populous è donna: la recensione di “W”

Un disco di genere nel senso più decostruttivista del termine.

Populous (al secolo, Andrea Mangia) pubblica un nuovo album edificato su un concept molto forte ed attuale: la lettera W nel titolo sta, come confermato dall’artista, per Women. Le stesse donne rappresentate nel tripudio cromatico della copertina dove trovano spazio, tra le altre, Grace Jones, Loredana Bertè e Beth Ditto.

 

popolous - W

(W – Cover di Nicola Napoli)

Populous – W

 

Donne che possono essere ognuna una galassia formata da un numero di elementi più vicino all’infinito che allo zero. Nel seguito di Azulejos, pubblicato da La Tempesta International e Wonderwheel Recordings, l’ascolto si compone di dieci tracce dove il producer salentino scava nel profondo del proprio io per ridefinire la forma pop nella musica elettronica.

Naturale, in un contesto così, che la open-track Desierto rappresenti quasi una introduzione a quello che ci aspetta. Tra bassi che fasciano i timpani, ritmiche di cassa dritta cadenzate da misticismo pagano e melodie suadenti, si fanno spazio interpreti femminili che oltre a prestare la voce nel canto rituale ci mettono il proprio carisma e la creatività nella composizione dei testi.

Da Emmanuelle, che con Italove ha ricordato quanto siamo bravi in Italia a creare sensualità funk, all’imperiosa Myss Keta, passando per l’enigmatico magnetismo di Cushee (che torna dopo sei anni), il latin pop di Kaleema e l’eterea spazialità di L I M.

La musica è donna ed il producer salentino compone un mosaico con la cura che lo caratterizza da più di un decennio. Sound delicato ma al tempo stesso netto e sostenuto, per contribuire al coinvolgimento sinestetico di vista, tatto e olfatto in un ascolto che si può coraggiosamente definire esperienziale.

Populous

Populous – fotografia di Ilenia Tesoro

La Musica è donna ed ogni canzone ne rappresenta una 

Prima con Night Safari e poi con la prima sperimentazione di electro-cumbia in suolo italico, Populous ha condiviso con gli ascoltatori un percorso fatto di scoperta di nuovi orizzonti sonori.

Più che un passo avanti, questa release rappresenta un’elaborazione degli elementi messi in gioco fino ad ora. Non ci sono episodi riusciti meglio o peggio. Ogni canzone ha un sua forma estetica ed è bella a suo modo. Ognuno può scegliersi quella che ritiene più vicina al proprio gusto, perché ogni canzone è una donna ed Andrea Mangia è il santone di questo collettivismo orgiastico, sul piano prettamente artistico.

Per definizione e cura nello sviluppo del concept, ritorna alla mente un altro disco mistico: Cenizas di Nicolas Jaar, che dalla sua ha fatto un percorso bello tosto per concretizzare le tracce rilasciate nel mese di marzo.

Perché non conta tutto questo granché quale sarà la destinazione finale, quando il viaggione è così godibile conviene a tutti stare a spasso più possibile!

volevo solo andare via da qui…e quando mi ha chiesto dove sarei andata, ho risposto: Roma.

(Lucia Manca, Matilde Davoli & Populous nella closing-track Roma)

 

Giandomenico Piccolo

Avatar

Giornalista | Creativo | Esperto di Comunicazione Direttore di Scè da aprile 2018, collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.