Lontano Lontano: L’Italia non è un paese per vecchi

Lontano Lontano è il quinto degli 8 film che Raiplay offre al pubblico italiano in esclusiva. La pellicola, disponibile dal 18 Giugno, vede alla regia Gianni Di Gregorio e, a differenza dei precedenti, non ha saltato l’uscita nelle sale causa Covid19 – è stato proiettato infatti al cinema, per la prima volta,  il 20 febbraio 2020.

Rispetto alle proposte d’autore uscite in questo periodo sulla piattaforma di mamma Rai, Lontano Lontano è decisamente più rassicurante e allegro. Certo, non deve esserci per forza un filo conduttore tra i film in questione, diversi nel linguaggio e nel contenuto, ma finora tutti hanno aperto delle finestre su piccole realtà del nostro Paese, talvolta con modalità abbastanza‘dure’.

 

Lontano Lontano – La trama

I protagonisti di Lontano Lontano vivono nella calda città di Roma. Ad un certo punto decidono di voler cambiare vita, andare all’estero e godersi un futuro migliore. Niente di nuovo e di particolarmente sorprendente, se non fosse che i tre sono uomini sulla settantina.

Attilio, Giorgetto e il Professore, infatti, sono stanchi e annoiati della solita routine romana, da cui non ricevono più tante soddisfazioni e che li costringe a fare i conti con la mancanza di denaro.

Il Professore, ad esempio, ha insegnato per anni latino e greco ma ciò che gli rimane adesso sono solo libri antichi, letti e riletti, e una misera pensione con cui vive da solo. Solo è anche l’amico Giorgetto, un tipo un po’ sfaticato, che vede nei gratta e vinci la speranza di poter avere più soldi da aggiungere alla pensione (altrettanto misera). Almeno per poter pagare l’affitto. Diverso è l’amicone Attilio perché, invece, una pensione non ce l’ha proprio. Campa con i pochi risparmi ricavati dalla vendita di braccialetti fatti a mano e lavoretti di restauro, assorto nei ricordi dei viaggi fatti in gioventù, in compagnia del fido Joy.

La trama ricorda un po’ “Going in style” (2017) del regista americano Zach Braff, con Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin nei panni di tre vecchi amici anziani che vogliono dare un po’ di vita alla loro monotona quotidianità e sfidare i problemi economici. In questo caso i nostri amici sono romani e non gli viene certo in mente di rapinare una banca. ‘Volano basso’ e pensano di trasferirsi all’estero (forse perché siamo in Italia).

 

lontano lontano

Andare via dall’Italia, Lontano Lontano

La scelta dei protagonisti fa riflettere su un fatto: l’Italia non è più (nemmeno) ‘un Paese per vecchi’. Non sono solo i giovani, dunque, a volere abbandonare il nostro bel Paese. Le condizioni socio economiche inducono a decisioni dolorose anche chi ci ha passato un’intera vita. 

Una settimana per pensare e organizzare il viaggio. Sotto attento consiglio di un conoscente esperto, scelgono la destinazione perfetta per loro: le Azzorre. Mettono soldi da parte e sacrificano qualcosina che appartiene ormai al passato, così da avere almeno un fondo cassa da cui partire.

Alla fine, questi tre giovanotti nello spirito ma con l’età che si fa sentire la vita la cambiano davvero. Almeno in parte, anche se non esattamente come la immaginavano in partenza.

I buoni propositi e la buona volontà non stati bastati a farli innamorare delle isole portoghesi; tuttavia, hanno risvegliato desideri assopiti portandoli ad una maggiore consapevolezza della loro condizione.

Il viaggio lo fanno comunque, ma di sole due ore: destinazione Terracina. Forse son  giunti alla conclusione che la vecchiaia possono godersela anche assaporando semplicemente una bella fetta di anguria insieme, lasciando i sogni e il futuro in mano (letteralmente) ai giovani, volenterosi e desiderosi di cambiamento. 

 

Un viaggio che fa riflettere

Grazie all’eccellente e realistica interpretazione dei protagonisti, Lontano Lontano veicola un sentimento di empatia verso le vecchie generazioni. Essere anziani non deve esser vista come una colpa o una condizione limitante.

Non si è mai troppo vecchi per gustare una buona birra o un vino bianco, o per azzardare a sentirsi meglio. Giorgio Colangeli, Gianni Di Gregorio ed  Ennio Fantastichini (per il quale il film ha segnato la sua ultima interpretazione) sono riusciti a cogliere nel segno.

Roma, dal canto suo, bella, accogliente, lavoratrice ma insoddisfatta, ha dato quel tocco in più alla resa finale. Il calore dei suoi quartieri, in particolare Trastevere, della gente che s’incontra per strada, quel sentimento d’appartenenza che la lega i figli alla madre, sono stati il deterrente di una decisione dolorosa. Restare, facendo qualche sacrificio in più, è sicuramente una scelta di cuore.

 

Claudia Avena