Torna Lauro, ci lascia Morricone. Tre giorni di pseudo rivoluzioni musicali

La cronaca parla da sé e per sé. Il 4 Luglio il fantasmagorico performer romano Achille Lauro dichiara: “con il mio nuovo album cambierò la musica italiana”. A Roma avrebbero una chiosa magnifica per la notizia.

Nemmeno un giorno di sereno per prepararci alla rivoluzione copernicana della canzone italica che, a quarantotto ore dalla sensazionale rivelazione, arriva la doccia fredda per tutti gli amanti della musica e del cinema: all’età di novantuno anni, si spegne il genio e l’immensità artistica di Ennio Morricone. Qui il sussulto è stato ben più destabilizzante e internazionale.

Ideologicamente la faccenda è pressappoco la seguente: da una parte la vastità siderale di un ego smisurato in proporzione all’apporto reale e definibile di un “emergente” che promette l’apocalisse sonora nel Belpaese, senza sottrarsi a proclami quasi biblici; dall’altra la fine di una vera e propria era della musica italiana, che ha fatto innamorare il mondo e sussurrato con le note centinaia di emozioni, spesso visive, scrivendo di pugno pagine e pagine di bibliche memorie.

L’azzardo di Lauro 


Lo scontro titanico tra
Rolls Royce e la soundtrack di Once Upon A time In America. Dobbiamo essere sinceri, chi non l’ha pensato almeno per un secondo? E chi ancora adesso nutre dubbi sulla “vittoria” attribuita a furor di popolo? Nutro scetticismo circa il grado di preparazione culturale dell’attuale popolazione tricolore. La storia va avanti, è ovvio, ma temo che troppi giovani non sappiano nemmeno chi sia Ennio Morricone, mentre conoscono a memoria il colore di ogni paillettes vestita dal cantante di Me Ne Frego.

Più nel dettaglio, Lauro De Marinis, spiega che avendo firmato “il più grosso contratto discografico degli ultimi dieci anni”, il pubblico dovrà prepararsi a due produzioni di cui la prima sarà un esercizio di stile col fine ultimo di divertire i fan. La seconda, invece, sarebbe (e qui il condizionale è d’obbligo) proprio l’emblema dello “scisma d’occidente musicale” in questione.

Achille Lauro - Bacio sanremo

Il vuoto lasciato da Morricone al momento appare incolmabile

Calcolando che in Italia negli ultimi dieci non è successo granché in termini qualitativi, dove la quantità degli avannotti (e non) del Rap, Pop e soprattutto Trap ha praticamente saturato ogni orifizio uditivo dei cittadini, mi aspetto cose inimmaginabili.

Tuttavia abbiamo visto già, decenni or sono: uomini truccati, baci saffici, testi su droghe, testi di violenza, sconcerie a favore di astanti, torpiloqui eccetera, eccetera. Ma strumenti alla mano? Con tutto il rispetto ma Achille Lauro – fiero promotore di atteggiamenti già visti, conosciuti ed assimilati, quindi un non-innovatore per antonomasia – non credo detenga le conoscenze e il modo visionario di interpretare l’arte, tanto da garantire il cambiamento della musica in Italia. Almeno per quanto dimostrato fino ad ora.

Pare che un paio di passerelle a Sanremo, più la popolarità raggiunta con alcune buone intuizioni, saldamente inserite nel contesto culturale, sociale e sonoro a cui fa riferimento, siano equivalenti ad un biglietto di prima classe per l’olimpo della storia della musica. Lauro fa bene ad auto ingigantirsi ma per sua sfortuna (e sfortuna di chiunque al mondo che capisca qualcosa che non sia il giro armonico di DO maggiore), dopo due giorni dalle sue dichiarazioni viene a mancare un gigante incommensurabile della cultura artistica italiana, quella vera, non auto referenziata o eletta per acclamazione.

Qui nemmeno il discorso per assurdo può andare avanti. Per delicatezza ed immenso rispetto non si possono spendere parole vacue e ridondanti sulla figura del Maestro. Una piccola riflessione intelligente e delicata l’abbiamo già redatta.

Il nuovo che avanza sarà all’altezza delle dichiarazioni?

Il cortocircuito intellettuale, però, sembra essere di dimensioni talmente ingombranti da coinvolgere anche coloro che ignorano cosa sia The Ecstasy Of Gold – conoscendo però a memoria il motivetto nonostante non abbiano raggiunto la maggiore età – stiano pian piano prendendo coscienza di cosa un esponente di punta della musica italiana ha fatto e cosa un emergente noto dice di voler fare. La lotta è tecnicamente impari, lo sappiamo tutti. La battaglia è sul piano dell’erudizione. Dovremmo tutti alimentare una fiamma critica interna che pesi le tante parole proferite a casaccio di uno, dalle pochissime estorte quasi a forza dell’altro. La storia la scrivono i vincitori, ma la revisione prima o poi rivaluta tutti.

Per concludere: di questi giorni turbolenti di inizio Luglio, cosa fa più rumore? Le dichiarazioni iperboliche di Achille Lauro o il saluto doveroso per Ennio Morricone? La curiosità per il futuro o la malinconia di un passato che ci ha lasciato?

Achille Lauro , paradossalmente, parte avvantaggiato. Morricone non può più comporre nulla, ahinoi. Il cantante romano invece ha ancora modo di poter sovvertire le gerarchie. Ci riuscirà?

Mario Aiello

Torna Lauro, ci lascia Morricone. Tre giorni di pseudo rivoluzioni musicali ultima modifica: 2020-07-07T13:08:20+02:00 da Mario Aiello