L’Imbrunire è il nuovo singolo di Giovanni Lindo Ferretti

Esce oggi, 31 agosto 2020, il nuovo singolo di Giovanni Lindo Ferretti intitolato L’Imbrunire. La notizia era già nell’aria, essendo stata preannunciata personalmente dall’artista sui suoi profili social una settimana prima della pubblicazione. Aggiungendo al post, inoltre, anche il testo integrale della canzone.

L’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus avrà pure bloccato il tour primaverile dell’ex CCCP – Fedeli alla linea-CSI-PGR, ma la sua attività non si è fermata nel corso dei mesi di reclusione. Dopo due anni dall’ultima uscita discografica in studio da solista, Bella gente d’Appennino di madri e di famiglie, proprio ai primi fiori sbocciati in primavera 2020, l’emiliano ha pubblicato la canzone Ora. Una sorta di canto liturgico, ma alquanto straziante.

Giovanni Lindo Ferretti continua ad essere un’estremista, ma non è più quell’anima di sinistra pulsante che ha accompagnato i giovani di varie generazioni. Negli ultimi anni ha abbracciato un pensiero più conservatore e cattolico, appendendo quasi letteralmente falce e martello al chiodo. Del lato politico, seppur fondamentale per parlare di un personaggio del genere, non tratteremo, mettendo al centro del discorso l’aspetto musicale.

Con la stagione estiva verso la sua conclusione e l’incertezza sul futuro, soprattutto quello più vicino, il nuovo brano L’Imbrunire segna la cupezza dei nostri giorni. A partire dalla mezzanotte scorsa il pezzo è stato reso finalmente disponibile all’ascolto, accontentando la curiosità dei fan.

L’IMBRUNIRE 

 

Avevamo già avuto la possibilità di leggere il testo di L’Imbrunire.

Come avevamo visto, questo si apre su un’atmosfera sognante adatta ad introdurre i sogni insoliti dell’autore. Il ritmo prosegue incalzante, ma sempre come sfondo alle parole del “menestrello”.

Dal canto musicale ci sentiamo catapultati nel passato. Si percepisce, infatti, molto chiaramente, che questo desiderio stilistico di ritorno ad un tempo andato è strettamente collegato al testo scritto da Giovanni Lindo Ferretti.

Il pezzo oscilla tra il racconto dei mesi che abbiamo vissuto e ancora stiamo vivendo, fino al rifiuto del concetto di Europa. L’emiliano desidererebbe un innalzamento di “mura a protezione”, che appaiono sia reali quanto metaforici.

Ritorna a parlare del modo in cui gli italiani hanno affrontato la quarantena casalinga.

In primis, fa riferimento ai giorni in cui avevamo la possibilità limitata di circolare da “spettri che camminano autocertificati”. Prosegue con la critica aspra di chi ha trascorso le ore del giorno tra “finestre e balconi di balletti e canzoni”.

“Andrà tutto bene/Imagine/avremo il vaccino/ Immuni/ saremo post tutto-Anti-pronti per il Niente”. Neppure il vaccino sembra potrà salvarci da questi giorni incresciosi e tristi. Il cantautore non crede che il futuro sia roseo, ma questo non era nelle certezze di nessuno di noi.

Dei principi morali vicini all’ artista 2.0 degli ultimi decenni non credo ci sia molto da aggiungere, ma viene da chiedersi: perché allora, condividendo oramai un mondo distante da quello che ti ha reso celebre, è necessario riprendere la storica Fischia il vento e riportare gli ascoltatori attenti all’immaginario di Emilia Paranoica? Del brano fondamentale per la carriera dei CCCP viene ripetuto il “settantasette”, come possiamo ripassare dal testo integrale. Insomma, quella domanda non ha una risposta.

 

Giovanni Lindo Ferretti non sarà forse il pensatore più eccelso e identificativo di questi attuali giorni, ma è uno dei pochi in grado esprimere concetti, scomodi e non sempre condivisibili, in una società diventata troppo frivola. Pur ritenendo il suo ruolo importante per il mondo in cui viviamo, non possiamo essere del tutto ciechi a riguardo. Per quanto sia uno stimabile autore e sia in grado di plasmare opere d’arte sempre innovative, risulta difficile condividere le sue parole e non si può essere d’accordo con il suo progetto in quest’ultimo caso. Il suo aspirare a “ponti levatoi e mura a protezione/piccole patrie sempre sul chi vive” non è un bel sogno, per nulla.

TESTO INTEGRALE

 

 

“sogno ponti levatoi e mura a protezione

piccole patrie sempre sul chi vive

risate cristalline in gelide mattine

poi mi sveglio

il Pontefice disegna ponti in terra

il cielo: frontiera dell’economia

la scienza a convogliare il traffico

scusiamo il disagio, lavorano per noi

spettri che camminano autocertificati

finestre e balconi di balletti e canzoni

andrà tutto bene Imagine

avremo il vaccino Immuni

saremo

post tutto-Anti-pronti per il Niente

l’Europa è un reliquiario di intenzioni

mercato/granserraglio/smart Bisanzio

caos democratico, alta definizione

giallo/rosso/verde/azzurro/bianco/nero

in mutazione

sogno ponti levatoi e mura a protezione

piccole patrie sempre sul chi vive

risate cristalline in gelide mattine

uno, il primo

due preti febbricitanti

tre monache claustrali

quattro esasperati

cinque affamati

sei sazi di vergogna

sette, settanta volte sette

disertori per moto interiore

orfani, vedove, sabotatori

sbandati e canaglia nel mondo di fuori

sette 70volte7 l’Occidente si fotte in diretta al tg

sette 70volte7 il vento dalle steppe eppur bisogna andar

eppur bisogna andar”

Assunta Urbano

Assunta Urbano

Assunta vive a Roma ed è laureata in Lingue, Culture, Letterature,Traduzione presso La Sapienza. È una divoratrice di musica (specialmente britpop anni ’90) ed un'assidua frequentatrice di concerti. Ama i film tragicomici, legge libri classici, viaggia per il mondo, ma soprattutto mangia tanta tanta pizza.