AXOS: quando il cuore diventa una Banlieue

Sono passati quattro anni dal suo primo album di successo, Mitridate, e ad oggi Axos (Andrea Molteni all’anagrafe) è una delle penne più ricercate e peculiari della scena rap milanese, con alle spalle un’ascesa coerente e costante.

Classe 1990, si avvicina all’Hip Hop da ragazzino, esplorando allo stesso tempo generi paralleli come il Rock e il Metal, le cui sonorità sono ancora rintracciabili tra le sue rime.

Nel 2016 Axos è ufficialmente sotto l’ala del collettivo Machete, da cui sono derivate le varie collaborazioni con artisti come Nitro, Salmo, Lazza. Solo due anni dopo però, in concomitanza con l’uscita dell’EP di quattro tracce Corpus: L’Amore sopra, abbandona la Machete e si concentra sui nuovi singoli che faranno da apripista al prossimo album, il quale dovrebbe portare il nome di Anima Mundi, specchio della dimensione poetica e spirituale che contraddistingue questo artista.

 

Axos – Banlieue

 

Uno di questi singoli è Banlieue, rilasciato dall’artista il 26 agosto.

Si tratta di un pezzo prodotto da DADE, nato in collaborazione con il rapper napoletano Lele Blade. Il beat molto incalzante, frenetico quasi, combinato con gli incastri vividi e duri dei due artisti raggiunge il massimo risultato di curiosità e di piacere d’ascolto.

È uno di quei brani per cui verrebbe spontaneo alzare il volume della radio in macchina, ricco di impennate di stile e di suoni forti che ricordano a pieno quelli delle basi Tech house. Questa scelta in particolare sembra collegare il brano in questione al trascorso di Axos nella Machete, dal momento che la tipologia di vibrazioni trasmesse dal sound della canzone, ricordano quelle già note alle nostre orecchie grazie ai vari Machete mixtape. Vibrazioni che raggiungono l’ascoltatore come pioggia battente, in cui si trova ben diluita la rabbia di molte strofe.

Del resto, il sentimento della rabbia sembra essere molto presente anche all’interno del testo di Banlieue, ben espresso dai versi serrati ma diretti come un pugno: “Sono il buio che ti folda”, scrive Axos, prendendo in prestito un termine dal gergo del poker e riadattandolo perfettamente alla sensazione di avvolgimento e chiusura da parte dell’oscurità, in questo caso incarnata dall’artista stesso, sfiorando un tono quasi ostile.

Compaiono poi altri elementi tipici della penna di Axos: il ricordo di sua nonna, il tema della pioggia, simbolo onnipresente della sua musica, le citazioni cinematografiche e letterarie, nonché le emozioni violente e violacee di molte parole.

Anche la strofa di Lele Blade segue l’onda in piena del flow di Axos, rendendo anzi ancor più accattivante il brano attraverso un lessico gangster che ci riporta subito al titolo e che si fonde dunque perfettamente con l’atmosfera generale della canzone.

Il mio cuore è una banlieue, non ci si libera da questo.”

Un cuore che si è fatto periferia insomma, un cuore che potrebbe essere rotto, ricucito, inaridito, solo, vuoto, pieno di ricordi, di rancore. Qualsiasi cuore che si sia trovato pieno di lotte, di difficoltà o di dolore, proprio come lungo una strada di periferia. Un cuore che, d’altro canto, non può che diventare a sua volta la fonte di un tipo di rap “al margine” come quello di Axos, dove rabbia, amore e odio si rincorrono l’un l’altro creando forza ed energia, proprio come in questo brano.

L’artista dunque ci sta dando un assaggio, sia con Banlieue, sia con Emily (il brano rilasciato giusto quattro mesi prima) di quelli che saranno i temi e le vibrazioni del prossimo album.

Alessia Santoro

AXOS: quando il cuore diventa una Banlieue

 Banlieue – Testo

 

Sei cosi scemo, sì, fra’, che di Dio, mmh
Attiri l’ira, io l’euro
Frate’, ho la penna che è d’oro, che se butto parole al vento
Faccio arricchire anche Eolo
Mi faccio gli anni, sì, baby
Solo se rubo un milione, mmh
Tu parli quando non devi
Sei come il navigatore
Non mi fermo, non ho quiete, cento vite
Non so come ci si siede come Peter, iter
Chiamo la pioggia, non sono Moccia
Fra’, sono il buio che ti folda, sono il dealer, uh
Sarà che mi sento Ronaldo, ma nonna mi chiama “Nani”
Dice: “Alura”, non “allora”, “Lava i man”, non “le mani”
Dice di non tornare a fare il matto
Anche sе sa per cosa sono fatto

Il mio cuore è una banlieuе
Non ci si libera da questo (Oh)
Guadagno 1K con un post (Oh)
Ma alla rapina, fra’, ci penso lo stesso
Il mio cuore è una banlieue (Oh)
Non ci si libera da questo (Oh)
Non è la via di Carlito, no, no
Io non mollo, a ‘sti ragazzi ci tengo davvero

Il mio cuore è una banlieue
Il mio cuore è una banlieue
Il mio cuore è una banlieue
Il mio cuore è una banlieue
Il mio cuore è una banlieue

Passamontagna firmati di lana
Dentro il divano la .9 argentata
Mi balla sul zzoca una mama argentina (Okay)
Nel letto da dietro mi sembra africana (Vai, Lele)

(Blade) La ascolto mentre parla, mentiroso (Io)
Se scopa come balla, me la sposo (Giuro)
Tu non mi provocare, sono nervoso
L’Italia, fra’, è una casa di riposo (Uh, uh)
.38 carica dentro al cruscotto (Uoh)
I tuoi fanno una fine col botto, lo giuro (Pah-pah)
Me ne fotte un cazzo se è giusto o sbagliato
Perché ho così torto che neanche discuto
Va bene
Tu puoi fingere quanto vuoi con i tuoi fan (Ehi)
A me non la dai a bere (No, no)
Hermano, qué tú quieres? (Qué tú quieres?)
Questi pensano di essere squali
Ma sono attrazione, chiusi in un acquario
Non li vedo, non sento gli spari
Forse era finzione, non è necessario (Oh)

Non avere paura (Oh)
Non ci si libera da questo (Oh)
Non avere paura
Io non mollo, a ‘sti ragazzi ci tengo davvero

Il mio cuore è una banlieue
Il mio cuore è una banlieue
Il mio cuore è una banlieue
Il mio cuore è una banlieue
Il mio cuore è una banlieue

Alessia Santoro

Nata e cresciuta in Salento, vive a Bologna, dove si è laureata in lingue straniere e dove ha potuto dar spazio a tutte le sue passioni, tra cui la fotografia, la scrittura e la musica. È un’assidua frequentatrice degli ambienti underground e curiosa osservatrice per natura.