Il Cinema che strizza l’occhio all’Hip Hop: 7 Film-simbolo

Il rapporto tra cinema e cultura Hip Hop, a partire dagli anni Ottanta, è stato segnato da tanti momenti in cui la portata delle rime e delle voci, la vibrazione dei passi di danza, nonché tutto l’immaginario underground prodotto ha contribuito a  valorizzare e capire cosa c’è dietro questo movimento.

In realtà, non è solo il cinema a prelevare materia prima dal sottosuolo dell’Hip Hop ma è la musica stessa a citare di continuo frasi e immagini tratte da film di controcultura. Di seguito ho elencato sette film, a mio avviso simbolici (e imprescindibili), utili ad entrare nel clima cinematografico più Hip Hop.

 

1) Wild Style (1983)

 

Ambientato negli anni Ottanta newyorkesi, il film racconta le vicende di Zoro, un giovane writer le cui pitture hanno riempito la metropolitana di New York. Grazie ad un ricco e generoso mecenate, riceve sostegno per uscire dal ghetto, in una sorta di “romanzo di formazione”. La pellicola straripa di pezzi old school. Assistiamo a scene di break dance e di freestyle con i rapper della città, ove non manca la presenza del sound di Grandmaster Flash, uno dei padri fondatori dell’Hip Hop. La colonna sonora del film ha avuto un impatto enorme sul movimento culturale urbano, ispirando altri brani e film e divenendo così un classico.

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2) Do The Right Thing (1989)

 

Ispirato a fatti realmente accaduti ad Harlem – ossia l’uccisione di un uomo afroamericano da parte di otto poliziotti bianchi e il pestaggio di altri tre ragazzi – il film diretto da Spike Lee centra in pieno questioni critiche degli Stati Uniti come le falle nell’integrazione multiculturale e le conseguenze del capitalismo sugli strati più bassi della società. È tuttora considerato come uno dei film migliori del regista di Atlanta, nonché simbolo assoluto del connubio tra Hip Hop e cinema d’autore. Nella colonna sonora, infatti, è presente lo storico pezzo dei Public Enemy intitolato “Fight the power” il cui videoclip è diretto dallo stesso Lee.

Non manca poi, tra una scena e l’altra del film, l’imponenza di alcuni celebri graffiti di Brooklyn, tra cui quello che recita Tawana told the truth (“Tawana ha detto la verità”), in riferimento al caso della giovane Tawana Brawley, quindicenne afroamericana vittima di rapimento e stupro da parte di un gruppo di uomini bianchi che a lungo non venne creduta.

3) L’Odio (1995)

 

Pellicola street al cento per cento, diretta da Mathieu Kassovitz, “L’Odio” ha ispirato particolarmente quasi tutto il rap italiano. La trama prende spunto, anche in questo caso, da un fatto realmente accaduto: l’uccisione di un ragazzo da parte della polizia sulle strade di una banlieue parigina. Da qui, il tutto comincia a ruotare attorno a problematiche giovanili di tipo sociale e razziale, la cui essenza viene trasposta nella metafora che recita così:

Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani… A ogni piano, mentre cade, l’uomo non smette di ripetere: “Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene”. Il problema non è la caduta ma l’atterraggio.

Non è un caso infatti che il secondo album in studio (2010) del rapper italiano Marracash si intitoli “Fino a qui tutto bene”, chiara citazione del film. Ma Marracash non è il solo ad essere stato colpito dall’intensità dei personaggi e delle storie de “L’Odio”. Tedua, giovane rapper genovese, ha rilasciato una traccia dal titolo “Odio chiama Odio”, o ancora cogliamo altre citazioni in artisti come Quentin40 (nel brano “Giovane1” ad esempio), Noyz Narcos, Axos.

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4) 8Mile (2002)

 

La “8 Mile Road” è il nome della strada che a Detroit, Stati Uniti, divide i ricchi dai poveri, le belle case dai palazzi dei sobborghi, la comunità dei neri da quella dei bianchi. Sullo sfondo di questi continui contrasti, ecco emergere la figura di un ragazzo serio, appassionato di musica, ma attanagliato da problemi familiari. Si tratta di Eminem, che veste i panni di Rabbit – come viene soprannominato dagli amici. 

In questo storia, per un ragazzo come B-Rabbit, l’Hip Hop rappresenta la via d’uscita per eccellenza, la via da prendere per fuggire dalla propria miseria.

Il film contiene scene di puro rap, a partire dalle realistiche battle di freestyle fino all’ascolto del brano “Lose yourself”, una delle hit che più di tutte hanno segnato la carriera di Eminem.

5) Step Up (2006)

 

Si tratta di uno storico film diretto dalla coreografa e regista americana Anne Fletcher, basato su una serie di eventi legati al mondo del ballo e della strada. Non a caso, nella colonna sonora si possono incontrare nomi di artisti Hip Hop e R&B come Chris Brown, Anthony Hamilton, Yung Joc, i quali hanno segnato gli anni Duemila del panorama più dance pop dell’epoca.

All’interno della trama non poteva mancare la nascita di un amore impossibile che va ad impreziosire il lato più urbano della storia. Nora, una studentessa alle prese con una coreografia in vista del saggio di fine anno, e Tyler, un ragazzo costretto a svolgere le ore di servizi sociali proprio nella stessa scuola, cominciano a ballare assieme facendo evolvere un certo sentimento e dando sfogo al loro talento di ballerini. Questo primo film del 2006 è da considerarsi l’inizio di una vera e propria catena cinematografica incentrata sui balli di strada che ha, finora, avuto enorme successo, divenendo un evergreen.

 

 

6) Notorious BIG (2009)

 

Il film ha l’obiettivo di ripercorrere l’intera vita del rapper Notorious BIG, il cui passaggio nel mondo della musica (tutto) è da considerarsi indelebile. La trama compie un percorso ordinato e sequenziale, raccontandoci gli inizi della sua carriera fino ad arrivare all’apice del successo, alle sue conseguenze e dunque alla morte avvenuta in modo così misterioso e cinematografico.

Chris Wallace stava rientrando nel suo hotel di Los Angeles la notte del 9 marzo 1997 quando un uomo a bordo di un’auto ha aperto il fuoco su di lui uccidendolo. La morte ne ha incorniciato per sempre la figura nel riquadro dell’idolo rap senza tempo, esempio massimo per tutti gli artisti a venire.

Il regista George Tillman è partito proprio da questo spunto per mettere assieme i pezzi della vita interessante dell’artista. Il risultato è un’opera biografica ben fatta, ricca di brani rap eccezionali che tutti dovremmo conoscere, nonché tramite per il racconto di valori come l’amicizia o il riscatto e l’ascesa di un giovane afroamericano. Infine, potremmo considerare la pellicola una sorta di omaggio dalle vesti classicamente Hip Hop a Notorious BIG e ai suoi eterni venticinque anni.

 

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7) Straight Outta Compton (2015)

 

La storia di uno dei gruppi rap più importanti di sempre, gli N.W.A., viene ripercorsa saggiamente nel film diretto da Gary Gray nel 2015, ottenendo un successo clamoroso ed anche una candidatura ai Premi Oscar, nonché ai Critics Choice Award.

La trama segue quasi lo schema di una vera e propria epopea con al centro le avventure biografiche e discografiche dei cinque componenti del gruppo, sullo sfondo di Compton, il distretto-ghetto della contea di Los Angeles. Lo spettatore si ritrova così catapultato in quello che sembra sia il tentativo di storicizzare il gangster rap, sia di romanzare la scalata compiuta da artisti-simbolo come gli N.W.A.

È consigliabile guardare il film in originale, magari con l’ausilio dei sottotitoli, per conservare il sound della cadenza del parlato dei protagonisti. I brani presenti poi sono a loro volta tutti originali ed è stato persino registrato un album postumo ispirato al film e rilasciato in esclusiva su Apple Music.

 

Alessia Santoro

Alessia Santoro

Nata e cresciuta in Salento, vive a Bologna, dove si è laureata in lingue straniere e dove ha potuto dar spazio a tutte le sue passioni, tra cui la fotografia, la scrittura e la musica. È un’assidua frequentatrice degli ambienti underground e curiosa osservatrice per natura.