Il Nuovo Nemico è il primo EP del progetto Otto.

Tema: “Il Nuovo Nemico. Come entrare a gamba tesa su una nuova proposta del panorama indipendente restando paradossalmente coerenti”. Svolgimento.


Il progetto Otto, capitanato da Lorenzo Campese, si lascia incolpevolmente sedurre dalla tendenza tutta italiana di farsi edificare attorno (da chissà chi e per quali loschi motivi) un muro di inconsistenza travestito da alta cultura sociale e introspezione intimistica. L’inutile scorza che spesso disattende qualsiasi disamina diventa un cattivo biglietto da visita con su inciso “espressionismo razionale di cui nessuno sentiva il bisogno”.

Ora che tutti mi odiano per aver anteposto preconcetti futili col solo scopo di deformare la proposta musicale degli Otto, posso serenamente anticipare che tutto ciò è fuorviante. Sì. Bisogna però arrivare a comprenderlo e nel mondo delle attenzioni volatili anche pochi secondi possono fare la differenza.

Non contento. Tutta la fuffa (che solo noi del settore possiamo vedere e sopportare) si impasta insieme per dare una parvenza intellettualoide a qualcosa che, tirate le somme, non ne ha bisogno. Ingannato anche da “presentazioni” poco pratiche, comincia così il mio approccio alle quattro tracce che compongono l’opera, pubblicata l’11 Settembre. Qualcuno verrà a distruggermi la macchina, ne sono consapevole.

Il Nuovo nemico - Lorenzo Campese (1)

L’EP Il Nuovo Nemico tuttavia è un manifesto “post litteram” di quanto appena detto. Comincia qui la rivincita del progetto in musica di Campese & Co. Dribblate presto le insussistenze parolistiche conto terzi e messi a fuoco i primi cardini delle composizioni, succede che le premesse, i testi e anche le immagini dei video a corredo del progetto, ripercorrono pari pari il percorso di finzione letterata che, purtroppo, comincia davvero ad affliggere più che attrarre. Ma come? E dove è finita la rivincita? Ecco. Succede poi una specie di “Abracadabra”.

Alle spalle di cotanta intangibile forma, gli Otto palesano contenuti estremamente contemporanei, calzanti e solidi. La critica sociale è coerente, ma non solo. Uno sguardo fugace all’introspezione e alle relazioni personali. L’atteggiamento più umano di porsi quesiti, piuttosto che fantasticare su non richieste soluzioni.

L’immediatezza si presenta un secondo dopo, ma arriva. L’orecchio segue le linee melodiche e la mente valuta le parole, senza doversi districare in labirinti allegorici ormai pedanti. Il bello è che avrei potuto evitare a piè pari l’idiosincrasia iniziale puntando direttamente le canzoni. Ma la vita è fatta anche di suspance e repentini cambi di opinioni.

Il Nuovo nemico - Lorenzo Campese

Il Nuovo Nemico riprende le produzioni già edite degli Otto avvenute negli ultimi ventiquattro mesi circa, aggiungendo la title track. Forse si potrebbe ipotizzare un principio ideale con Rigore Per La Juve, non inserita nella selezione. Da lì in poi è tutto lavoro di concetto che porterà ai natali dell’EP in questione. Sleghiamo di conseguenza l’immagine di Lorenzo Campese dalle altre figure con le quali ha collaborato: Greta Zuccoli (Greta And The Wheels) e la compagine de Isole Minori Settime.

Si comincia con Dietro Un Vetro che per fortuna è l’unica debole tra le quattro. Il resto è tutto in fiera discesa. Niente da sottolineare in questo avvio soft. Pezzo orecchiabile, senza grosse pretese. Qualcosa potrebbe innescare grandi voli pindarici a seconda di come si voglia interpretare quel “vetro”. Ma l’autore non sembra approfondire e per noi comuni mortali ci è bastato studiare la traduzione allegorica della Divina Commedia.

Con Ginseng si entra nel vivo, pure una bella sensazione di deja vù sonoro ci rapisce dalle prime. Il costrutto melodico è attento e ben articolato sulla progressione armonica. Sono i dettagli che fanno distinguere tra canzoni e canzoncine. Forse non diverrà mai una hit, forse non entrerà negli annali della musica italiana, ma questa caratteristica non gliela potrà togliere nessuno. Nel frattempo un po’ di spaccato di vita, tra amarcord calcistico, ma soprattutto un velo di sottolineatura a sfondo politico (apprezzo e stimo chiunque prenda posizione. Ergo apprezzo e stimo gli Otto) e il delicato rapporto con una lei sfuggente nei sentimenti.

Sposami Maurizio ho voluto forzosamente collocarla in un contesto di lotta contro la società sessista e omofoba che stiamo osservando in Italia da qualche anno a questa parte. Non c’è un reale collegamento a questa interpretazione, voglio specificarlo. L’ho vissuta così e l’ho riascoltata dieci volte solo perché mi è piaciuta. Auguri.

Il meglio de Il Nuovo Nemico viene alla fine. Grazie a Dio ogni tanto succede. Riporto il ritornello che da solo rende eloquente un discorso molto ampio, offrendo davvero diverse sfumature di comprensione e certamente qualche contemporanea certezza assoluta su cui riflettere: “Più nero delle bombe dei tedeschi. Più inutile di un dribbling di Zielinski. Più freddo del mare, dove si muore. E delle scuse da sbattere in faccia, ma non sai mentire. Più triste del governo del fare. Più stupido dell’entusiasmo da simulare. Prima che qualcun altro ti inviti a sparire. Dove credi di andare”. Novantadue minuti di applausi, senza sarcasmo fantozziano però.

Cosa si può aggiungere alla crocifissione prematura e alla giusta rivalsa, musica alla mano, di questo EP Il Nuovo Nemico? Direi ben poco. Lorenzo Campese, Marco Maiolino, Federica De Simone, Mattia Santangelo e Andrea Moreno sono i pilastri su cui si fonda il progetto Otto. Li cito in attesa di capire se assumerli come una band e continuare a chiamarli gli Otto, oppure identificare il progetto in sé come un’entità unica.

Ad ogni modo, la via è tracciata, ma come sempre l’EP serve a tastare pubblico e risposta, aprire qualche discorso di pubblicizzazione tra serate e presentazioni, forse partecipare a qualche premio, ma è tempo di mettere la marcia e cominciare a macinare strada. Personalmente ho gradito la proposta, scritta con solerzia e suonata in modo semplice ed empatico. Proprietà che varrebbe la pena sfruttare fino in fondo in quanto poco riscontrabili con questi risultati. E adesso?

Mario Aiello

Mario Aiello

Sono nato a Napoli il 31 Ottobre 1984, un giorno nefasto per me e per il mondo intero: moriva il grande Eduardo. Musica è l'aria che respiro. Amo suonare, girovagare in moto e leggere roba da mentecatti. Odio con disinteresse il 99% dei pensieri che una persona normale riesce a partorire. Desidero l'empatia e il conflitto mi lascia perplesso. Sono un pagliaccio asociale depresso.