È deceduto Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh

È venuto a mancare in serata Stefano D’Orazio, il batterista che ha militato per oltre quarant’anni nei Pooh. Aveva 72 anni, ad annunciare la morte è stato Bobo Craxi via Twitter.

Il panorama artistico italiano è quindi costretto ad incassare un’altra scomparsa illustre, a pochi giorni da quella di Gigi Proietti e dall’infausta, quanto inaspettata, dipartita del giovane cantautore Nebbiolo.

 

Stefano D’Orazio, le tappe della sua carriera

 

L’artista romano, dai trascorsi giovanili caratterizzati dalle esperienze in complessi musicali beat e lavori saltuari come comparsa cinematografica e musicista per colonne sonore (tra queste figurano anche i commenti sonori per lo spettacolo “Osram” di Carmelo Bene), è diventato membro ufficiale dei Pooh nel 1971, sostituendo il precedente batterista Valerio Negrini.

Cinque anni dopo la prima performance quale cantante solista con la band: accade con “Fare, sfare, dire, indovinare”, inclusa nell’album Poohlover. Nel corso di molteplici decenni, D’Orazio animerà i ritmi di 25 studio album dei Pooh, di otto long play dal vivo ed innumerevoli raccolte ed episodi discografici sparsi.

Percorsi collettivi, e non solo, nel 1975 Stefano D’Orazio ha firmato gli undici brani del disco d’esordio di Alice, e nel 1986 porta alla vittoria di Sanremo Nuove Proposte l’emergente Lena Biolcati, con “Grande grande amore”.

Nel 2010 si dedica con successo alla scrittura per musical, curando i testi in italiano di “Mamma Mia” su richiesta degli ABBA e pubblicando “Aladin – Il musical”.

Negli ultimi anni, ha anche pubblicato due romanzi mentre il più recente lascito discografico è riferito al testo di “Rinascerò rinascerai”, brano interpretato da Roby Facchinetti ed il cui intento benefico si è evoluto in gara di solidarietà per le vittime del Covid.

Stefano D’Orazio non aveva figli, lascia la moglie Tiziana Giardoni, sposata nel 2017 con rito civile dopo una convivenza decennale.

Avatar

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.