Ivreatronic ha capito come si fanno i party in streaming

La pubblicazione del nuovo disco di SPLENDORE intitolato “OMG, am I really feeling these feelings I’m feeling right now?” ha portato IVREATRONIC ad unire le forze per creare uno dei party virtuali meglio riusciti di questo 2020.

Una setlist corposa, proposta a prezzo oltremodo conveniente, ha animato il venerdì sera su Zoom.

Ivreatronic – Una festa nonostante la quarantena

 

IVREATRONIC è un’idea, un manifesto artistico che raccoglie musicisti e risveglia la cittadina eporediese nota per il Carnevale con party club-oriented colorati da elettronica in tutte le sue sfumature. Ora che le convergenze sanitarie non permettono eventi del genere, ecco la migrazione digitale, su una piattaforma che personalmente ho utilizzato quasi esclusivamente per lezioni universitarie e call di lavoro.

Il friday night più distanziato di sempre si apre con le sonorizzazioni di Foresta, a.k.a. Fabio Fabio: alle 21.30 si parte con un risveglio muscolare per i timpani abbinato alle visualizzazioni di Jacopo Farina (ricordate Sterven Jonger?), con i suoi “Paesaggi” fatti di nebbia, lingue d’asfalto e malinconia periferica.

Un trip immersivo che chiama in causa vista ed udito, e lascia spazio alla performance di SPLENDORE: in bilico fra storytelling, video arte ed esposizione sonora, “OMG” ridefinisce il concetto di release party forte di una poetica caratterizzante, bellissima ingenuità adolescenziale e strumentali multisfaccettate di pop anticonvenzionale.


Mezz’ora abbondante del secondo slot che scivola via senza intoppi, nonostante le 300 ed oltre presenze costanti registrate durante l’intero tempo della diretta. Le mirabolanti tecnologie azzerano i tempi del cambio palco ed arriva il terzo act: Cosmo in dj set vinilico.

Marco Jacopo Bianchi ha chiesto clemenza per questa sua prima volta, ma le incertezze in fase di riscaldamento vengono ampiamente perdonate dalla wave che per circa 150 minuti pervade centinaia di stanze sparse tra Italia e resto del globo (Australia, ad esempio). Ritmica che pesca beat afro, tropicali e sudamericani rendendo la cassa dritta elegantemente caciarona.

Gli spettatori (è giusto chiamare così gente che sta in videocall con te?) apprezzano, interagiscono, dialogano, vivono l’esperienza come e più di un canonico concerto, mantenendosi costantemente attivi fino al magico momento finale: tutti a microfono aperto per “L’ultima festa”, il pezzo che chiude questo happening targato IVREATRONIC.

Siamo tutti meglio di come pensano o ci dipingono.

Lo stesso Cosmo, tra un disco e l’altro, commenta in chat, ed usa queste parole per propugnare un umanesimo sociale dove il corpo, la carne ed i tessuti tornano ad avere ruolo centrale. È avvenuto qualcosa di magico durante questo venerdì sera che non ho trascorso vedendo il solito film su Netflix. Probabilmente un nugolo di persone si è riappropriata, a suo modo, di quella funzione sociale che i concerti svolgono, che ci è stata scippata, di fatto, dalle stringenti norme anti-contagio.

 

Un dj set su Zoom

 

Ammetto di aver approcciato questo happening virtuale con la stessa titubanza di Sylvester Stallone in “Demolition Man”, salvo poi ritrovarmi soddisfatto della mia scelta come fossi stato convinto da Roberto da Crema in persona. IVREATRONIC ha regalato quattro ore di musica ad un prezzo oltremodo conveniente (contributo libero da 2€ a salire), regalando anche la compilation “IL SUONO DI IVREA VOL​.​2″.

Cosa si può chiedere di più?

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Giornalista | Creativo | Esperto di Comunicazione Direttore di Scè da aprile 2018, collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.