Nick Cave e Bob Dylan: il ricordo del primo incontro

Una recente intervista rilasciata per il sito Untold Dylan ha permesso a Nick Cave di ripercorrere le tappe che l’hanno portato a conoscere uno dei suoi idoli, Bob Dylan.

Glastonbury Festival, 1998: giornata piovosa, Dylan cerca nel backstage dell’evento l’autore di “Murder Ballads” per rivolgergli dei complimenti. Per l’occasione, il cantautore americano aveva permesso anche una rielaborazione di Wanted Man del 1985.

Ecco il racconto di questo meeting eccezionale, dalle parole di Cave:

Pioveva forte ed ero in piedi sulla soglia della mia roulotte, nel recinto della band, a guardare l’acqua salire sempre più velocemente. C’è stata l’esplosione di un tuono, ho guardato in alto e ho visto un uomo incappucciato, stretto nella sia giacca a vento, che remava su una piccola barca verso di me. L’acqua ora mi arrivava alle ginocchia. L’uomo ferma la barca e allunga una mano che ha l’unghia del pollice lunga. La sua mano nella mia è liscia e fredda, ma vivificatrice. L’uomo, che è Bob Dylan, dice qualcosa del tipo: “Mi piace quello che fai”. E prima che io possa rispondere, gira la barca e torna indietro, alla sua roulotte.

Nick Cave Bob Dylan

 

Un retrogusto di sacralità ci accompagna lungo tutta l’esposizione dell’aneddoto: due personalità distanti solo ad una prima, superficiale occhiata, ma che in realtà nascondono tanto in comune e quella vena di acre realismo buona per raccontare società ed evoluzione dei tempi.

Tra incursioni nel mondo della moda e prese di posizione su questioni di geopolitica, il 2020 di Nick Cave non è stato proprio finalizzato all’anonimato: lo scorso 20 novembre è stato pubblicato Idiot Prayer, idealmente un capitolo finale della trilogia che comprende “20,000 Days on Earth” del 2014 e “One More Time with Feeling” del 2016.

 

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Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.