The Crown 4: la riconferma di un capolavoro reale

The Crown è la celebre serie tv britannica originale Netflix scritta e ideata da Peter Morgan. Con le prime tre stagioni, la serie è riuscita a intascare numerosissimi premi e riconoscimenti tra cui otto Emmy Awards e tre Golden Globe.

Se da un lato raccoglie consensi, dall’altro è facile intuire come possa creare malumori e diffidenze dalla vera famiglia Reale. Ma The Crown è una serie tv, non è un documentario. Ricordiamocelo.

 

THE CROWN: TRAMA e CAST

 

The Crown narra le vicende regno inglese partendo dall’incoronazione della Regina Elisabetta d’Inghilterra (interpretata nelle prime due stagioni da Claire Foy, poi da Olivia Colman) avvenuta nel 1947. Il successivo matrimonio con Filippo di Grecia e Danimarca (nelle prime due stagioni Matt Smith; poi Tobias Menzies), la sua insofferenza e la conseguente infedeltà. Il complicato carattere della giovane sorella Margaret (Vanessa Kirby nelle prime due stagioni; poi Helena Bonham Carter) che tenterà di mettere in ridicolo la Corona e proverà a suicidarsi. Lo zio di Filippo, Lord Mountbatten (Charles Dance) e il suo paterno rapporto con il futuro erede al trono, CarloLa nascita dei quattro figli Carlo (Josh O’Connor), Anna (Erin Doherty), Andrea (Tom Byrne) ed Edoardo (Angus Imrie). Le decisioni con e contro il primo ministro Winston Churchill (John Lithgow).

Anno dopo anno cambiano i rapporti politici e familiari. Carlo cresce e diventa Principe del Galles innamorandosi di Camilla Shand. Sarà un amore fortemente ostacolato dalla famiglia reale tanto che Camilla porterà a compimento l’impegno di sposare Andrew Parker Bowles.

LADY D E LADY DI FERRO: LA QUARTA STAGIONE DI THE CROWN

 

Con questi giochi di potere, intrecci familiari, politici e sociali, si arriva alla quarta stagione.

Accanto all’impeccabile Olivia Colman troviamo due nuove protagoniste: la già nota Gillian Anderson nei panni di Margaret Thatcher e la sorpresa della giovane Emma Corrin, che interpreta la Principessa Diana.

Episodio dopo episodio è quasi impossibile non notare la straordinarietà di ritrovarsi davanti agli occhi sempre modelli di donne che, in contesti totalmente diversi, sono riuscite a coprire le cariche più ambite e più importanti al mondo. In The Crown non si parla mai – almeno in queste quattro stagioni – di femminismo. Ma vedere e analizzare la caparbietà di alcune donne narrate fa riporre fiducia nel progresso continuo e costante per cui lottare il patriarcato non è impresa vana, ingiusta ed esasperata.

Una Margaret Thatcher che non ci aspettavamo

 

Se in X-Files e in Sex Education pensavamo di conoscere tutto il talento di Gillian Anderson, ci sbagliavamo. Non mi stupirei se ricevesse una sfilza di nomination per l’interpretazione della Thatcher che fa in ogni singolo episodio.

La Anderson incarna a pieno la determinatezza della donna astuta, drastica e conservatrice che dal 1979 al 1990 ha mostrato le sue rigidità al popolo britannico.

Ma oltre al trucco e agli abiti (curati maniacalmente in tutti i personaggi e in ogni stagione), l’attenta e perfetta imitazione della modulazione della voce danno all’attrice il quid di superiorità. Nonostante questa nota, la scena in cui più di tutte emerge la bellezza dell’arte della recitazione, e la rarità della bravura autentica, si ha con l’ultimo dialogo tra la Regina Elisabetta e Margaret Thatcher.

La Lady di Ferro proferisce pochissime parole eppure è la scena in cui parla di più: ogni suo sguardo, ogni suo gesto sembra essere scritto e studiato in maniera così dettagliata da sembrare spontaneo. Da brividi.

ODI ET AMO: LADY DIANA AL CENTRO DEI DIBATTITI DELLA QUARTA STAGIONE

 

Quando Diana Spencer e il Principe Carlo si conobbero per la prima volta, lei era una sedicenne nel pieno dell’adolescenza mentre lui aveva più di trent’anni e si frequentava con la sorella maggiore, Sarah.

Le scene della serie ritraggono il momento dell’incontro quasi a evocare un Eden paradisiaco. Diana indossa un bellissimo costume verde col quale interpreterà lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” e cerca – vanamente – di non farsi notare da Carlo.

Quegli sguardi ingenui, timidi e sfuggenti, le gote rose per la timidezza, i sorrisi magici e contagiosi, la delicatezza dei movimenti sembrano un presagio dei tratti distintivi che accompagneranno Diana quando, pochi anni dopo, avrà a che fare con tanti occhi. Tanti riflettori di fronte ai quali si sentirà spesso nel momento sbagliato, al posto sbagliato.

Da quell’incontro passerà del tempo e i due si incontreranno di nuovo solo per le pressioni della famiglia reale su una sposa adatta a Carlo, che ancora non c’era perché Camilla, di cui il Principe era innamorato, non aveva le carte in tavola per ambire al matrimonio con l’erede della Corona.

Sembra essere proprio Diana la perfetta futura principessa d’Inghilterra.

Diana

Originaria di un’importante famiglia britannica, Diana era la quarta di cinque figli e soffrì particolarmente il divorzio dei suoi genitori. Rimandata due volte all’esame di maturità, riversava tutta la sua passione nello sport, nella musica e nella cura dei bambini. Questo le bastò per farsi riconoscere dalla famiglia reale come una ragazza bellissima, umile e fortemente empatica che ricopriva perfettamente il ruolo che le spettava.

Ma la permalosità e l’insofferenza di Carlo non tardano a mostrarsi. Sebbene Diana avesse fatto un’ottima impressione ai suoi familiari, la serie ben rappresenta le ansie e i dubbi che essi nutrono nelle eventuali scelte di Carlo.

Emblematico è l’episodio che ritrae gli sguardi della Regina Elisabetta, della sorella Margaret e della Figlia Anne, intente ad osservare ossessivamente il telefono attendendo la chiamata di Carlo. Una suspence che termina con gli squilli e il successivo annuncio del Principe: sposerà Diana. Tuttavia, il clima di felicità scompare ben presto lasciano il posto all’imbarazzo e allo sconcerto sulla discutibile proposta di matrimonio fatta in piedi e nella stanza dei bambini perché “ci si inginocchia solo dinanzi a Sua Altezza Reale”.

Lady D, principessa del Popolo

 

Inizia qui il libro della favola di Diana ma che, giudicato dalla copertina, nasconde la drammaticità di una storia che di fiabesco ha ben poco.

Nella serie, Lady Diana è rappresentata sempre più triste e più sola per via della distanza da Carlo. Deve fare i conti la sua giovinezza, con i doveri reali e con un marito che la tradisce.

Inizia a crescere e a costruire la sua identità mostrandola al mondo. E al mondo è piaciuta molto, tanto da farle ricevere il “titolo” di Principessa del Popolo.

Più Diana diventava popolare, più Carlo era distante e lei stava male, si lacerava e vomitava tutto quel dolore in bagno.

Sono fortissime e tragicamente reali le scene che mostrano Emma Corin in preda ad attacchi di bulimia. Fotogrammi che si fatica, quasi, a vedere, perché sembrano che quelle dita tocchino la gola dello spettatore, che il rumore dello scarico sia a pochi centimetri e che il deodorante per mascherare l’odore stia facendo effetto proprio lì. Montaggi, luci, recitazione che riversano empaticamente una quantità di dolore e di fastidio così forte da aprire vasi di pandora sulla violenza psicologica, i disturbi alimentari e i meccanismi di difesa, di cui in questa recensione non è opportuno parlare.

È palese, quindi, che la Famiglia Reale abbia mosso non poche critiche a questa quarta stagione ma, ricordiamolo di nuovo, si tratta di una serie tv e non di un documentario. È chiaro che quanto accaduto – ed è stato riportato nella serie – a Diana è vero (lo ha detto lei nelle interviste e lo ha confermato il suo maggiordomo Paul Burrell) ma ovviamente tutti i dialoghi sono frutto di ricostruzioni arbitrarie.

The crown

Polemiche sì: ma sono davvero necessarie?

 

Che piaccia o meno, Lady D era riuscita a farsi amare dal popolo in poco tempo e con molta semplicità: era stata la prima a portare un figlio, William di soli 9 mesi, così piccolo, nel tour in Australia e Nuova Zelanda. Aveva stretto le mani ai malati di AIDS. Si era dedicata completamente ai suoi figli ed aveva fatto del suo meglio perché il matrimonio potesse continuare. Non è riuscita in quest’ultimo intento, e ha utilizzato la bulimia e l’avere degli amanti come palliativo.

Era difficilissimo creare una serie tv su questi temi e su questi personaggi. È normale che sia tra le serie più dibattute del momento. Si era notato dalla prima stagione come molte tematiche fossero solo accennate e per nulla approfondite, come alcuni personaggi avessero una descrizione parziale quasi come si volessero – forse giustamente – evitare di costruire certi angoli per non sbatterci il proprio dito.

La Regina, è un chiaro esempio. In quattro stagioni è sempre rappresentata nel pieno della sua lucidità, anche quando le cose non sembrano andar bene, lei è sempre perfetta, non sbaglia mai. Coincidenze? Io non credo.

Ma al di là di ciò che poteva essere, The Crown rimane uno dei prodotti meglio riusciti di sempre. Produrre dialoghi ed eventi che abbiano a che fare con realtà scottanti richiede tanto equilibrio. C’era il rischio di incappare in episodi noiosi e monotoni e poco provocanti: così non è stato.

The Crown si riconferma equilibrata in tutto e per tutto: sceneggiatura, costumi, ambientazione, musica, interpretazione. Tutto perfettamente bilanciato, come sempre.

Sarà bello vedere le nomination ai prossimi Awards. Di sicuro non mancheranno le sorprese!

THE CROWN 5 e 6: COSA CI ASPETTA PER IL FUTURO

 

Sul futuro di The Crown ci sono importanti novità:

Olivia Colman verrà sostituita da Imelda Staunton (Harry Potter), Jonathan Pryce (I due papi) interpreterà e Elizabeth Debicki (Tenet) sarà Diana.

Santina Morciano

È una collezionista seriale di prospettive, suoni, volti, libri e film. Nata e cresciuta in una famiglia di musicisti, ogni tappa della sua vita ha una colonna sonora.