Padroni Di Niente è l’ultimo potente album di Fiorella Mannoia

Padroni Di Niente è l’ultimo album di Fiorella Mannoia. Pubblicate lo scorso 6 Novembre per Sony Music, le otto tracce che lo compongono sono finalmente disponibili anche in formato vinile.

La rossa e talentuosa interprete dimostra di ringiovanire artisticamente anno dopo anno, senza snaturarsi mai. A poco meno di ventiquattro mesi dal precedente Personale (2019) la lunga, proficua e preziosa carriera della cantante romana si fregia di un nuovo capitolo introspettivo, ampiamente descrittivo dell’animo, con note di rimando per una più ampia visione di ciò che ci circonda.

Padroni Di Niente si avvale della stesura di diversi scrittori, soprattutto giovani: Ultimo, autore prolifico dopo Sanremo 2019; Amara (Erika Mineo), dal palcoscenico Pop di Amici Di Maria De Filippi al mare magno del cantautorato italiano; Olivia XX, al secolo Arianna Silveri, impegnata anche nel duetto di Solo Una Figlia; fino a raggiungere i meno giovani Simone Cristicchi e Bungaro. Chiaro segnale di freschezza, seppur nei temi profondi, tipico di Fiorella Mannoia.

In Padroni Di Niente Fiorella Mannoia si muove tra brani ritmati, con carattere, e altri che sono vere e proprie carezze (forse un po’ amare) per gli animi più sensibili.

La titletrack si posiziona alla numero uno della selezione. Padroni Di Niente sottolinea quanto sia rilevante l’operato dell’essere umano, sempre in bilico tra bene e male. Pensiamo spesso di poter agire per cambiare il mondo, ma la forza con cui esso cambia noi è senza dubbio superiore. Si può partire dalla consapevolezza e da lì prendere un cammino “diverso”.

Di diversa natura il messaggio inciso in Chissà Da Dove Arriva Una Canzone, che invece invita ad una riflessione profonda e soggettiva. L’infinito confronto interpersonale che sa indurre mille dubbi, risolti dalla sublimazione estemporanea di un domani libero o una canzone liberatoria.

Si è Rotto ha il sapore nostalgico di una memoria forse lontana, eppure attuale. L’amore che segue il percorso della vita riaffiorando emozioni e, soprattutto, dolori. La mano di Simone Cristicchi si percepisce all’istante già dalle prime di note de La Gente Parla. Fiorella Mannoia si concede un’interpretazione calzante, d’altronde la critica sociale è un ambiente che la vede da sempre in prima linea (con soddisfazione culturale di chi manifesta l’intelligenza di saper ascoltare). Musicalmente il flow è copioso e ritmato, restituendo movimento in un disco, Padroni Di Niente, che è eterogeneo, ma privo di grossi stravolgimenti.

Ne è la prova provata la successiva Sogna, probabilmente la canzone più aderente al metodo della cantante. Qualora ne esista uno canonico o “bibliografico”, per così dire. L’amore come panacea per gli errori di un’esistenza umana. I timori e le paure cancellati pian piano dal sogno, non la sfumatura onirica, bensì quella emotiva. Nuovo brano, nuovo cambio di registro: Olà. Va preso letteralmente, non lo spagnoleggiante “hola” – anche se l’intuizione sonora ne segue il richiamo – proprio “olà”. L’accento fa la differenza. Messaggio di indipendenza con nel cuore una porta spalancata per il calore dei sentimenti che scombussolano ogni cosa. Forma opposta ma contenuto affine per Eccomi Qui, penultima fatica dell’LP.

Fiorella Mannoia

La coda che vale il prezzo del biglietto: Solo Una Figlia.

Il duetto di Fiorella Mannoia con Olivia XX giunge sulle battute finali di Padroni Di Niente. L’attesa vale tutta. Canzone potente ma di facile ascolto. Si raccontano alcuni momenti delle vite parallele di Martina e Nadir. Due bambine che, loro malgrado, si ritroveranno ad indossare i panni di giovani donne nonostante l’età ancora adolescenziale. Storie diverse ma convergenti nella crudezza di un presente da sempre romanzato, visto alla stregua di mera e “ininfluente” cronaca. Le differenze tra culture che si intrecciano. Narrazione per coscienze e chissà che già domani qualcosa cambi davvero. Domani. Oggi è, ahimè, troppo tardi.

Mario Aiello