Giovanni Gulino e Andrea Scanzi: “Il Teatro è la mia chiesa”

Giovanni Gulino torna a farsi sentire dopo l’esordio solista intitolato “Urlo Gigante”.

Per l’occasione, unisce le forze con Andrea Scanzi e pubblica il singolo “Il Teatro è la mia chiesa”, edito da Woodworm/Universal.

Un inno muscolare, robusto sia nel comparto sonoro acidamente rock che nelle performance vocali, che enfatizzano un testo dai forti parallelismi tra religione ed arte. Il videoclip è stato girato nell’affascinante Complesso monumentale di Santa Maria della Grotta di Marsala.

Queste le parole di Gulino, noto anche come frontman della band Marta sui Tubi, per presentare il suo nuovo singolo.

Ho scritto di getto strofa e ritornello, è incredibile come a volte l’ispirazione venga soddisfatta in pochi minuti. Tutto è partito da una frase che Andrea ha pronunciato in una sua diretta; “il teatro é la mia chiesa”.

Da lì ho cominciato a sviluppare una serie di parallelismi tra religione e performance artistica a cui probabilmente non avrei mai pensato senza le parole di Andrea. Mi é venuto spontaneo chiedergli se gli andasse di scrivere un altra strofa sulla base della mia linea melodica perché glielo dovevo in qualche modo e perché sapevo quanto gli fosse caro il tema trattato.

Il teatro è la mia chiesa è una disperata dichiarazione d’amore e di mancanza verso il bellissimo lavoro che facciamo e che al momento ci è impossibile “professare”. Uso questa parola perché salire su un palco non è solo lavorare, è trasferire vita, amore e speranza al pubblico.

Questa è la nostra “Messa” in scena.

Gulino – Il Teatro è la mia chiesa – Testo

Il teatro è la mia chiesa
Il palco il mio santissimo altare
Lo spirito santo è la musica
Il mixer la mia eucarestia
Il microfono è la mia ostia
La mie preghiere sono le canzoni
E l’emozione, l’emozione, l’emozione
È la mia religione

Il fonico è il mio profeta
Gli errori flagellazioni
Gli applausi sono i miei segni di pace
Gli assoli le mie confessioni
L’accordatura è il mio segno della croce, della croce
E l’emozione, l’emozione, l’emozione
È la mia religione

Il teatro è la mia chiesa
L’attesa la mia omelia
Il bis la mia ricompensa
Il vino il mio peccato
Il silenzio la mia conversione
Sono sincero mentre fingo
E la tensione, la tensione, la tensione
È la mia soluzione

Camerino purgatorio
Il monologo è il mio perdono
La platea è la mia redenzione
La satira il mio pugnale
La rabbia la mia guerra santa
Non perdono chi condanna
E la tensione, la tensione, la tensione
È la mia soluzione

Il teatro è la mia chiesa
Il palco il mio santissimo altare
Il mio spirito santo è la musica
Il mixer la mia eucarestia
Il microfono è la mia ostia
La mie preghiere sono le canzoni
Il fonico è il mio sacerdote
Gli errori flagellazioni
Gli applausi sono i miei segni di pace
Gli assoli le mie confessioni
L’accordatura è il mio segno della croce, della croce
E l’emozione, l’emozione, l’emozione
È la mia religione

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Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.