Jingle Jangle: l’alternativa Netflix ai cinepanettoni

Se non sapete cosa guardare in questi giorni, se volete evitare la banalità dei cinepanettoni e se avete già fatto il rewatch degli intramontabili film e cartoons natalizi, ciò che fa per voi è “Jingle Jangle: un’avventura natalizia” che si appresta a diventare un grande meraviglioso classico.

Si tratta di un musical live-action originale Netflix scritto e diretto da David E. Talbert – noto per First Sunday e L’amore in Valigia.

Jingle Jangle è un prodotto che avrebbe meritato il grande schermo per la cura minuziosa prestata in tutti i 120 minuti; soprattutto per la sceneggiatura, la musica e le coreografie.

 

JINGLE JANGLE: LA TRAMA e IL CAST

 

Cobbleton è una piccola cittadina famosa per il negozio “Jangle and things” il cui proprietario è un famoso inventore e giocattolaio: Jeronicus Jangle (Justin Cornwell).

Assieme alla moglie (Sharon Rose), alla piccola figlia Jessica (Diana Babnicova) e al suo apprendista Gustafson (Miles Barrow) trascorre il tempo tra idee e sorrisi cercando l’ingrediente finale per ultimare il suo prossimo oggetto rivoluzionario: Don Juan (doppiato da Ricky Martin), un omino che dovrebbe parlare e muoversi.

Quando Jeronicus trova l’elemento mancante, l’entusiasmo pervade tutti e tutto. Don Juan prende vita, inizia a parlare ed esprime la sua personalità superba e narcisista.

Per paura di essere prodotto in serie, di perdere la sua unicità, di essere uno tra i tanti omini che i genitori regaleranno ai propri figli, l’omino spagnoleggiante persuade astutamente Gustafson che si convince a rubare il libro di invenzioni di Jeronicus per diventare lui stesso il più bravo inventore e giocattolaio.

Con quel gesto Gustafson porta via un pezzo di vita di Jingle Jangle: quel libro conteneva ogni segreto, ogni formula e ogni progetto di Jeronicus. La sua euforia si riduce di giorno in giorno e inizia a perdere dapprima i clienti e poi la voglia di lavorare. La situazione peggiora rovinosamente quando la moglie morirà per il dispiacere di vedere cadere a picco Jingle Jangle.

In quel momento Jeronicus si chiude completamente in se stesso e, rendendosi conto, di non poter dare sufficienti attenzioni alla figlia Jessica, la fa andare via.

Nel frattempo, Gustafson (Keegan Michaek Key) si è arricchito e per ventotto anni, ad ogni Natale ha presentato una delle invenzioni contenute nel libro. Una volta finite, cerca di irrompere nuovamente negli scaffali, ormai polverosi, di Jingle Jangle. La furbizia e la motivazione di Don Juan, però, non gli basteranno a far funzionare Buddy 3000, l’invenzione – in standby da ventotto anni – di Jeronicus (Forest Whitaker, premio Oscar 2007 per miglior attore protagonista per L’ultimo re di Scozia) che nel frattempo ha scoperto di avere una nipote Journey (Madalen Mills), figlia di Jessica Jessica (Anika Noni Rose).

Journey è assertiva e intuitiva come il nonno e insieme all’amico Edison (Kieron L. Dyer) riesce a mettere in moto il robot Buddy 3000. Dopo varie peripezie, Jingle Jangle riesce a riempirsi di gioia, sorrisi e calore familiare mentre Buddy 3000 vola, funziona e parla anche con Jeronicus.

Il segreto è credere in ogni cosa che si fa: questa è la vera magia.

JINGLE JANGLE: Musica e coreografie

 

Volere è potere. Questo la morale che senza pesantezza, tra battute e canzoni, si insinua nella mente dello spettatore, grande o piccolo che sia.

Jingle Jangle, infatti, può sembrare un musical fantasy per bambini ma è molto di più. E soprattutto in questo periodo può regalare due ore di sana e fluida leggerezza per abbandonare il peso delle preoccupazioni.

Musiche e coreografie sono un piacere per gli occhi: nulla di smielato, stucchevole ed elementare. La produzione non si risparmia su costumi e scene che offrono un tripudio di colori ed emozioni.

Oltre che da Davy Nathan, Michael Diskint, le undici tracce sono composte dai pluripremiati Philip Lawrence (vincitore di otto Grammy Awards) e John Legend (premio Emmy per Jesus Christ Superstar; dieci Grammy Awards; premio Oscar 2015 per Glory).

La maggior parte di esse sono cantate dagli attori, molti dei quali mostrano sorprendentemente  doti canore e fisiche (nei balli) che non eravamo abituati a vedere con la sola attività di recitazione.

Discorso a parte meritano This Day e Grandpa Me Nie (Asew Jingle Jangle Remix).

 

L’emozionante colonna sonora, This Day, è scritta e interpretata dal valente cantautore statunitense Usher, che la canta con la bravissima Kiana Ledé.

Come molti sapranno, Asew è il singolo del cantante ghanese Bise Kdei pubblicato nel 2018, anno in cui un giovane ragazzo si rivolge al suocero. In questa versione, Asew è stata remixata, è stata interpretata con il rapper togolese Mic Flammez e i protagonisti del testo sono una nipote che parla a suo nonno: Journey e Jeronicus.

Un’attenzione particolare meritano le coreografie ad opera del talentuoso Ashley Wallen, che è riuscito a coniugare anche 60 ballerini (in Make it work) con uno stile pulito moderno, contemporaneo e dinamico. Meraviglioso.

 

Santina Morciano

Santina Morciano

È una collezionista seriale di prospettive, suoni, volti, libri e film. Nata e cresciuta in una famiglia di musicisti, ogni tappa della sua vita ha una colonna sonora.