Myss Keta vola alto in “IL CIELO NON È UN LIMITE”

Un anno dopo “PAPRIKA” Myss Keta conferma la sua floridità creativa pubblicando un nuovo extended play. Il titolo è “IL CIELO NON È UN LIMITE”, rigorosamente in CAPS LOCK per Island Records/Universal Music Italia.

 

A tutti i piloti all’ascolto
Che bramano il cielo
Quello che appare come un limite
Dispiega invece l’infinito
Siamo atomi

Tale dichiarazione enunciata dalla Myss apre alle sette tracce che formano la proposta d’ascolto. In circa cinque anni di vita questo progetto artistico, nato dal collettivo Motel Forlanini, non ha mai fatto mistero del proprio impianto ideologico, Sky’s The Limit diviene un riferimento fondante ma al tempo stesso superato, con buona pace del compianto Notorious B.I.G.

Che tirava un’aria diversa si era già percepito dalla release del primo singolo “GIOVANNA HARDCORE”, assaggio coerente con il concept artistico espresso, in tutto il suo vivido fulgore, nel disco: Myss Keta spinge sull’acceleratore, concepisce, insieme ad una pattuglia di producer, un suono retro-futurista dove si mischiano anni ’90 e decennio che sarà. È come giocare alla PS1 con effetti sonori trattati sul più innovativo banco di mixaggio digitale; l’aspetto ludico-ricreativo-stupefacente delle tracce non travalica l’impegno che questa forma artistica rappresenta.

Dai tempi di “MILANO SUSHI & COCA” la cassa dritta ha sempre accompagnato l’urlo del female power e l’elogio alla più euforica queerness, ed anche qui è imprescindibile schierarsi dalla parte scomoda, come quella dei rider sfruttati dalle app di delivery.

Spingere la sperimentazione linguistica miscelando inglese, italiano, tedesco e greco antico è come approcciare una curva ad alta velocità sfiorando il guard-rail; non ci sono limiti, in virtù di ciò il gusto del rischio è lucido e foriero di innovazioni convincenti. In “Diana” tornano in auge gli studio del liceo classico, intrattenendo un duo femmineo con Priestess (della quale attendiamo ancora l’affermazione definitiva) che si allontana dalla trap vestendo i panni da vocalist. La produzione di Populous si rivela strutturata con sagacia: tappeto sonoro a metà fra lounge e world  music che strizza l’occhio alle sonorità delle compilation Buddha Bar.

Acidissimo bubblegum pop per la strumentale di “Due”, che a suo modo completa l’operazione nostalgia ricordando i Vengaboys. In coda di brano, avviene un gioco singolare; la porzione conclusiva, infatti, esplode a bpm raddoppiati simulando un imprevisto che mi è capitato qualche volta quando ancora si poteva fare selezione musicale alle serate: la consolle per mixare i brani riscontra problemi col software e processa male le canzoni, velocizzandole.

Non so se è un riferimento a quel tipo di imprevisti, ma la sensazione che torna in questa scarsa mezz’ora è di libertà, emancipazione e identità personale declinata nelle atmosfere dei club. Strutture melodiche plasmate di istinto edificano un disco che ha ben chiara la destinazione e non ha un minuto da perdere.

Ogni soffitto, una volta raggiunto, diventa un pavimento

Così diceva Aldous Huxley, naturale quindi che il cielo non possa minimamente rappresentare un limite. Per Myss Keta, per tutti.

Nuovo EP per Myss Keta: IL CIELO NON È UN LIMITE è il nuovo manifesto ideologico in linea con cinque anni di orgogliosa queerness.

Myss Keta – Una maschera dietro cui si celano più persone?

 

Mai stato un mistero che dietro il moniker Myss Keta ci sia il collettivo Motel Forlanini.

Non si tratta di un’artista che utilizza un nome fittizio per preservare il suo anonimato, ma di qualcosa che coinvolge molteplici persone; per quanto concerne, quindi, le espressioni musicali e la comunicazione, è probabilmente frutto di decisioni collettive. Non voglio in questa sede compiere indagini o disegnare supposizioni riguardo chi è realmente Myss Keta, ma se in questi anni mi è sembrato lampante che dietro maschera ed occhiali da sole ci sia stata una singola persona adesso la questione mi sembra diventare più fumosa.

Mi piace pensare che l’ultimo limite di abbattere sia quello dell’adesione del fisico all’idea. La prossima evoluzione? Potrebbe portare Myss Keta ad essere un costume con un preciso registro verbale, fisico ed ideologico che si presta a svariate forme corporee.

Questo sì che sarebbe un gran colpo, forse già in atto.

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.