Il Covid ha dimezzato i consumi culturali nel 2020

Che gli impatti economici e sociali del Covid sarebbero stati drammatici lo si era capito fin dalla prima ora.

Mesi di chiusura totale, una timida estate di ripresa seguita, con l’arrivo dell’autunno, da raffiche di DPCM che hanno (ri)portato la situazione al punto di partenza. Privato della fruizione in presenza, e con il palliativo dell’esperienza digitale che non poteva porsi come soluzione perfettamente funzionale, il settore culturale ha lamentato una crisi che ora è accompagnata dall’insindacabile sentenza dei numeri.

I consumi culturali nel 2020 – I risultati dell’indagine

 

L’Osservatorio Impresa Cultura Italia-Confcommercio ha quantificato in -47% la spesa media, nel 2020, di ogni famiglia per i consumi culturali. Il Covid ha di fatto ridotto le disponibilità da 113€ mensili a circa 60€ sul finire dello scorso anno. I fattori più critici riguardano concerti dal vivo (-84%), teatro (-90%) e cinema (-84%), privati di indotti economici derivanti dalla presenza degli spettatori.

I musei, almeno nelle zone gialle, riescono a tamponare questa forte emorragia attestando gli ingressi su -62%; voce grossa la fanno le TV a pagamento che aumentano il fatturato del 37%. Timidi segnali positivi per giornali e libri: rispettivamente, +12% e +9%. Prodotti editoriali come dischi e riviste, invece, incassano un robusto -20%.

Di seguito la tabella riepilogativa dei consumi percentuali per ogni tipologia a dicembre 2019/2020 ed il differenziale sul fatturato di settore che si è prodotto.

 

TIPO DIC. 2019 DIC. 2020 DIC. 19/ DIC. 20
LIBRI 23% 25% +9%
GIORNALI 17% 19% +12%
RIVISTE/FUMETTI 20% 16% -20%
TV A PAGAMENTO 27% 37% +37%
CINEMA 38% N.R. -84%
TEATRO 10% N.R. -90%
MUSICA 14% 11% -21%
CONCERTI DAL VIVO 9% N.R. -89%
FESTIVAL CULTURALI 7% N.R. -86%
MOSTRE/MUSEI 21% N.R. -62%
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Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.