Libera Sama’ Abdulhadi, dj incarcerata per un evento techno

La DJ Sama’ Abdulhadi, tra le più popolari in Palestina, è stata rilasciata su cauzione e fino al completamento delle indagini dovrà presentarsi alla polizia giudiziaria una volta a settimana.

Abdulhadi, 29 anni e residente a Parigi dal 2017, è un nome di fama internazionale nella scena electro, nota per essere la prima music selector donna palestinese. Era stata arrestata il 27 dicembre dalla polizia palestinese a seguito di un evento techno svoltosi la sera precedente nel sito di Nabi Musa, che si trova tra Gerusalemme e Gerico.

Secondo la tradizione musulmana, il sito custodisce la tomba del profeta Mosè nei pressi di una moschea. Tuttavia, secondo la ricostruzione dei fatti, gli organizzatori dell’evento avevano ottenuto un permesso dal ministero del Turismo palestinese per tenere una session di registrazioni video commissionate dal noto portale Beatport il cui fine era la promozione della Palestrina.

Il rilascio su cauzione, nonostante l’arresto fosse stato prolungato per altri 15 giorni martedì scorso, è arrivato grazie ad una forte ondata di solidarietà. Una petizione diffusa sui social, che aveva raggiunto 100 mila firme in pochi giorni, chiedeva l’immediato rilascio della popolare musicista e “il rispetto per la libertà culturale e artistica da parte dell’Autorità Palestinese”.

 

Siamo molto grati alla comunità internazionale per aver fatto sentire la propria voce. Sama’ sta pagando un prezzo molto alto per questa situazione imprevedibile e involontaria. Non è ammissibile che una parte della comunità possa decidere ciò che è morale e accettabile per tutti. Questo non è lo Stato che voglio per me e per i miei figli. Spero che questa vicenda contribuisca a fare realizzare la sacralità della libertà e dei diritti civili. Spero anche che chi ha attaccato Sama’ capisca che stava solo cercando di promuovere la Palestina attraverso la musica: che piaccia o meno questo genere di musica, questo era il suo obiettivo.

Queste le parole di Hadi Mashal, l’avvocato di Sama’ Abdulhadi, che conferma l’avvenuto arresto di altre quattro persone.

Sama’ Abdulhadi 

Sama’ Abdulhadi  è accusata di aver profanato un luogo sacro

 

Le prove dell’autorizzazione ottenuta dalle autorità rilevanti erano state esibite dalla famiglia della dj, ma, nonostante ciò, martedì il giudice aveva deciso ugualmente di prolungare la detenzione di Sama’, citando tra le motivazioni il fatto che “la musica techno non fa parte del patrimonio culturale palestinese”.

L’artista è attualmente accusata di profanazione di un luogo sacro e di simboli religiosi, oltre che di infrazione delle restrizioni Covid, elementi che porterebbero fino a due anni di carcere.

Ringrazio colleghi musicisti, artisti, attivisti e tutti quanti si sono mobilitati in mio sostegno e per aver chiesto il mio rilascio immediato. Sto bene ed ora voglio solo trascorrere del tempo con la mia famiglia.

Questa la stringata comunicazione rilasciata attraverso Beatport da Sama’ Abdulhadi appena ratificato il rilascio su cauzione.

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.