È battaglia legale tra i Soundgarden e la vedova di Chris Cornell

Intercorrono rapporti tesissimi tra Vicky, la vedova di Chris Cornell, ed i membri ancora in vita dei Soundgarden.

La donna ha intentato una nuova causa per vicende inerenti il catalogo del gruppo. La band formatasi a Seattle nel 1984, che vedeva in Chris Cornell il carismatico leader, avrebbe ricevuto un’offerta di 16 milioni di dollari per cedere integralmente i diritti su tutte le canzoni pubblicate.

La vedova Cornell sostiene che le sono stati proposti trecentomila dollari quale onorario per la “parte” spettante al compianto artista morto nel 2017. Una cifra ritenuta da Vicky Cornell “bassa ai limiti del ridicolo”, a maggior ragione quando lei stessa si è vista rifiutare un’offerta di 21 milioni finalizzata a rilevare il catalogo dalle mani dei Soundgarden ancora in vita.

Questa azione è stata resa necessaria dai comportamenti egoistici e spietati dei restanti membri della band Soundgarden; stanno cercando di derubare il loro ex compagno di band, Chris Cornell, sua moglie e i loro figli minori. Provano ad appropriarsi, inoltre, del valore dell’eredità e della vita di Chris, che ha fruttato loro milioni di dollari.

I membri della band hanno consapevolmente offerto solo una frazione infinitesimale del vero valore della partecipazione di Chris per i Soundgarden facendo un’offerta ridicolmente bassa. E lo sanno. Questo caso richiede una valutazione giudiziaria, nell’interesse di Chris per i Soundgarden e alcune entità correlate, tra cui SG Recordings e la SG Productions.

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Questa la linea adottata dai legali di Cornell, mentre la difesa legale della band sostiene diversamente.

Come richiesto dal testamento di Chris Cornell, e come richiesto dalle leggi dello Stato di Washington i membri sopravvissuti hanno presentato alla Cornell Estate quattro mesi fa un’offerta di riscatto dei suoi interessi, calcolati dall’esperto Gary Cohen. Da allora, i membri della band hanno continuato a cercare di risolvere tutte le controversie con la Cornell Estate; nei loro diversi tentativi hanno offerto più volte l’importo calcolato da Cohen.

Questa disputa non ha mai riguardato i soldi, per la band. Questo è il lavoro della loro vita e la loro eredità artistica.

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.