Scandalo Marilyn Manson: arrivano nuovi, agghiaccianti dettagli

Clima di tempesta quello che imperversa attorno a Marilyn Manson nelle ultime settimane.

A seguito delle gravissime accuse di violenza mosse da Evan Rachel Wood, la rockstar (già decisamente chiacchierata anche in tempi tranquilli) si trova costretto a fronteggiare drammatiche ripercussioni sulla sua vita artistica. La sua etichetta (la Loma Vista) ha deciso di interrompere la promozione discografica, e nelle ultime ore sembra che Tony Ciulla, il suo manager storico, abbia deciso di scaricarlo. Un rapporto professionale che durava ormai dal 1996, anno di pubblicazione di “Antichrist Superstar”, arrivato al capolinea quando continuano ad aggiungersi dettagli agghiaccianti circa i comportamenti di Marilyn Manson.

 

 

Dopo un’esibizione al SECC di Glasgow, secondo la fotografa Erica Von Stein, il tour bus di Manson sarebbe diventato teatro di un gioco decisamente poco gradito

Gli assistenti di Marilyn Manson ci hanno scelte tra una folla di ammiratrici ed accompagnate al suo tour bus. Ci hanno riempito di alcool e ci hanno costrette a prendere parte ad un gioco sessuale. Ha detto [Manson, ndr.] che voleva vedere chi aveva le tette e il culo migliori.

Tutte erano un po’ sorprese, ma lui era divertito. Era circondato da altri amici e si comportava in modo prepotente. In quel momento credo che nessuno avrebbe avuto il coraggio di dirgli di no.

Le ragazze sono state costrette a spogliarsi mentre erano ubriache. È stato un abuso di potere.

E se anche Corey Feldman ha trovato il coraggio di parlare, attraverso i social, degli anni in cui è stato vittima di pressioni psicologiche, parole dure arrivano anche da Phoebe Bridgers.

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La cantautrice di “Punisher” (disco che piace anche a Barack Obama) ha raccontato su Twitter la sua esperienza da fan che stima(va) Manson.

Quand’ero adolescente sono stata a casa di Marilyn Manson con alcuni amici; ero una sua grande fan. Ha fatto riferimento a una stanza della casa definita “la stanza degli stupri”. Ho pensato che avesse un pessimo senso dell’umorismo da confraternita studentesca. Da quel momento ho smesso di essere sua fan. Sto dalla parte di chi si è fatta avanti.

L’etichetta discografica sapeva, il management sapeva, la band sapeva. Prendere le distanze adesso, fingendo d’essere scioccati e inorriditi è patetico, cazzo.

A fronte di una pluralità di voci che sta inchiodando Manson, sarà importante fare chiarezza lasciando tempo e modo alla legalità di fare il suo corso, come sta succedendo nella vicenda che ha interessato FKA Twigs e Shia LaBeouf.

FKA Twigs denuncia le violenze subite da Shia LaBeouf

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Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.