Soulmates: l’Anima Gemella la determina un algoritmo

La scienza fa miracoli, ma non sempre questi sono sufficienti a rendere l’esistenza di un individuo migliore.

La sensazione di fondo che accompagna la visione della prima stagione di Soulmates ha quell’amabilissimo retrogusto amaro di non riuscito, di un qualcosa che – idealmente – avrebbe potuto prendere tutt’altra piega e direzione ed invece. L’armonia di un prodotto seriale, con buone chance di fare il botto, guastata dalla superficialità di alcune costruzioni narrative inserite in molti casi in maniera forzata. Un’occasione gettata all’ortiche diremmo in altri contesti; tuttavia, è anche vero che non tutte le ciambelle riescono col buco.

Soulmates è una serie tv antologica del 2020 creata Brett Goldstein (Ted Lasso) e Will Bridges (Stranger Things e Black Mirror), temporalmente ambientata circa tre lustri più in là, ovvero nell’anno 2033. Il fatto che possa apparire come una sorta di Black Mirror in chiave amorosa non è da considerarsi affatto un caso.

Soulmates – Prima Stagione

 

La prima stagione di Soulmates è costituita da 6 episodi. Singoli racconti, della durata media di 45 minuti ognuno, che potrebbero vivere di vita propria se non fosse per il sottile legame che li unisce. Questo filo conduttore è generato dalla rete di dati in possesso della Soul Connex, società che è in grado di rendere felici le persone .

Come, vi chiederete. Grazie ad un algoritmo capace di individuare la particella dell’anima.

Una scoperta sensazionale!

soulmates

Questa particella, rilevata da una macchina all’interno dell’occhio umano, racchiude tutte le informazioni sentimentali e caratteriali del soggetto analizzato. Informazioni presenti in ogni individuo attraverso cui viene generato un identikit unico, compatibile solo e soltanto con un’altra persona del pianeta.

Sì, insomma, la Soul Connex è in grado di determinare con precisone scientifica (pari al 100%) l’altra metà del nostro essere, ovunque essa si trovi. Le info raccolte vengono inserite in un database mondiale all’interno del quale viene ricercato il partner ideale. Un super cervellone dà luogo ad una sorta di gioco delle coppie 2.0 mediante il quale viene fuori un risultato, non sempre di segno positivo. Ove vi sia una corrispondenza viene rilevato un match. Ma le ipotesi in cui, ad esempio, l’anima gemella non abbia fatto ancora il test – o addirittura non sia ancora nata – sono frequenti.

Una buona idea non alimentata abbastanza

 

Come reagireste all’idea di poter individuare con assoluta certezza la vostra anima gemella? Pensateci. Si tratta di qualcosa di fantastico e straordinario ma potenzialmente capace di stravolgere l’attuale esistenza di ognuno.

Un fatto che potrebbe, allo stesso tempo, allargare le prospettive di vita di una persona o confinarla in un immenso dolore. Immaginate infatti di sapere che la vostra anima gemella non abbia ancora fatto il test, o, peggio ancora, lo abbia fatto ma nell’attesa di trovare un match è morta. Come vi sentiresti in questi casi?

È sulla scia delle sensazioni di ritorno che si cerca di attrarre e conquistare lo spettatore.

 

Per grosse linee sono queste le direttrici maestre intorno a cui si articolano le sei storie della prima stagione di Soulmates. Storie molto diverse tra loro, dai risvolti inaspettati ma talvolta abbastanza prevedibili. La cosa interessante è che, nel complesso dell’opera, si guarda all’amore e alle sue molteplici espressioni e possibilità senza pregiudizi. Le coppie rappresentate infatti sono formate da persone di etnia, orientamento sessuale, status sociale e culturale completamente differenti tra loro. C’è spazio per tutti ed è un bene che un prodotto di massa veicoli questi messaggi.

In definitiva non convince il fatto che a nessuno venga in mente, per dirne una, di mettere in discussione i criteri attraverso i quali viene individuata la particella dell’anima, o come avvengano le combinazioni. Sono troppo le certezze intorno al concetto di anima gemella. Ma probabilmente fra quindici anni sarà così e non avremo bisogno della prova del 9 per sapere che ciò ci accade è reale, e lo è per davvero. 

Se avete visto e seguito con piacere Black Mirror, è possibile che Soulmates vi lasci un leggerissimo déjà vu. Tuttavia, nel complesso, se non avete grosse pretese, è un prodotto di intrattenimento che si lascia guardare agevolmente.

 

SD

Napoletano, curioso, estroverso, ama il sud e la sua gente, la buona cucina, la letteratura, il cinema, la musica, il calcio ed il mare. Adora viaggiare