Guarda lo show al Super Bowl di The Weeknd

La scelta di The Weeknd per l’esibizione al Super Bowl aveva generato tanta curiosità e qualche dubbio. L’halftime show è un’istituzione: è il quarto d’ora di pausa tra i due tempi di gioco che ha fatto da vetrina, nel corso degli anni, alle stelle più brillanti del firmamento discografico americano.

Per intenderci, prima del kickoff d’avvio della partita più importante della stagione di football americano Made in USA c’è stato un concerto di Miley Cyrus; un pre-show del genere può restituire l’idea di quanto sia importante fare un grande spettacolo condensato in quindici minuti.

Ad alzare la posta in palio ci aveva pensato lo stesso Abel Tesfaye, investendo ulteriori sette milioni di dollari per la produzione dello show, portando il bilancio complessivo a circa 20 milioni di dollari spesi, più di un milione al minuto, in pratica.

Il risultato è di livello assoluto: l’artista canadese appare spiritato ed onnipresente, in un montaggio che alterna con sapienza momenti dal vivo e riprese per dare tempo a The Weeknd di spostarsi negli spazi predisposti al “Raymond James Stadium” di Tampa, Florida. In chiusura, il gran finale con coreografia e corpo di ballo distanziato, e furbescamente munito di dispositivi di protezione individuali occultati nel bendaggio facciale che caratterizzato la comunicazione visiva del più recente progetto discografico “After Hours”.

Nove canzoni che chiudono il cerchio attorno ai primi dieci anni di carriera, con la chicca “House of Balloons / Glass Table Girls” ripescata dal mixtape d’esordio datato 2011.

The Weeknd – La performance al Super Bowl – Video e setlist

 

00:36 – Call Out My Name
01:25 – Starboy
02:35 – The Hills
03:58 – Can’t Feel My Face
05:10 – I Feel It Coming
06:26 – Save Your Tears
07:29 – Earned It
10:04 – House of Balloons / Glass Table Girls
11:26 – Blinding Lights

Perché The Weeknd ha avuto la faccia bendata? La spiegazione:

Perché The Weeknd ha la faccia bendata?

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Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.