Bruno Mars risponde alle accuse di appropriazione culturale

A margine dell’interesse suscitato dal ritorno discografico nel progetto Silk Sonic, Bruno Mars ha dovuto confrontarsi con delle accuse di appropriazione culturale. L’artista, hawaiano di nascita con discendenze portoricane, ebree, spagnole e filippine, ha rilasciato una dichiarazione approfondita per chiarire la sua posizione riguardo queste le critiche mossegli.

Non c’è una singola intervista dove non facci riferimenti agli artisti che mi ispirano. Sono qui solo perché c’è stata gente come James Brown, Prince e Michael Jackson.

Sono cresciuto guardando Bobby Brown e pensando “ok, devo fare del mio meglio per imparare il moonwalk e lo shuffle del running man”.

Questo è quanto.

E la musica viene dall’amore per queste personalità, se non riesci a notarla nella mia musica non so cosa dirti…qual è il punto? Un musicista non può ispirarsi ai grandi del passato?

Capisco che spesso i grandi artisti della black music non ricevano i giusti meriti, è una battaglia che sto combattendo anche io e credo parlare di appropriazione culturale sia fuorviante. Tutto viene dalla black music: il rock, il jazz, il funk, la Motown…da portoricano, anche la salsa riconduce ai suoni africani. Nel mio mondo la black music significa tutto. È quello che dà stile all’America.

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Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.