La storia (a lieto fine) di Joseph, busker aggredito per poche monete

Ci sono episodi che travalicano le circostanze, evidenziando quanta stupidità e cattiveria gratuita possa esacerbare l’animo umano, e non direttamente collegata alle terribili vicende pandemiche dell’ultimo anno.

Ma anche in queste occasioni, il risvolto della medaglia nasconde qualcosa di buono.

Joseph è un ragazzo che arriva dall’Africa, e quotidianamente prova a sbarcare il lunario suonando chitarra e voce per le strade del centro di Napoli; un busker, come direbbero propriamente quelli bravi. Un artista che senza troppi tecnicismi crea performance cercando di regalare sorrisi e intrattenimento per sopravvivere.

Ad inizio settimana, Joseph è stato vittima dell’ennesimo episodio di violenza consumatosi nel ventre di Partenope. Per un furto di poche monete (il guadagno della giornata), è stata distrutta la chitarra a questo ragazzo. Una cattiveria verso una persona che bollare come episodio di razzismo risulta riduttivo, perché dimostra quanto sia grande la meschinità che covano alcune persone.

 

Stava suonando e un uomo l’ha aggredito e gli ha rotto la chitarra che è il suo mezzo di sostegno. In un periodo del genere certo che bisogna essere animali per aggredire una persona tanto dolce , che nonostante la miseria continua a “sorridere”.

Comunque se possiamo, cerchiamo di fare una colletta per aiutarlo a comprare una chitarra.

Questo un estratto della didascalia di un post pubblicato sui social, che scatena una fulminea gara di solidarietà.

Joseph nel giro di 24 ore riceve in dono una chitarra nuova. Gli è stata consegnata a Piazza del Gesù; ora potrà tornare a colorare le vie anguste di Napoli centro con le sue note. Non è molto, e di sicuro una situazione di indigenza non può risolversi con l’acquisto di uno strumento musicale. Ma se è vero che la vita è fatta anche di simboli allora torniamo a ricordare l’importanza di cancellare il male con le forze del bene.

I rischi di essere un musicista per mestiere…

Multato perché musicista: la storia assurda di Ponzio Pilates

 

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.