CONCRETE COWBOY: una favola commovente e ben riuscita

Nel 2011 l’autore americano Gregory Neri pubblica un’eccentrica novella di formazione dal titolo Ghetto Cowboy, mettendo al centro della sua storia la maturazione di un adolescente afroamericano in un contesto che non ci aspetteremo, ossia quello della cultura dei cowboy americani.

A distanza di quasi dieci anni, la stessa storia torna in circolo grazie alla pellicola di Ricky Staub. Il film, Concrete Cowboy, è distribuito su Netflix a partire dal 2 aprile 2021.

Concrete Cowboy – Trama

 

Tutto si svolge in una Filadelfia estiva, soleggiata, pervasa dai toni dell’arancio, dove un padre dai modi un po’ bruschi (interpretato egregiamente da Idris Elba) si ritrova a condividere spazio e tempo con il figlio quindicenne Cole, nella cui vita è sempre stato assente. I due si scontrano da subito, sembrano non conoscersi per niente. Cole vive questa convivenza quasi come una sorta di punizione.

Il padre, come si apprende da subito, è molto affezionato alla sottocultura dei cowboy urbani, tanto da tenere un cavallo in cucina. Un dettaglio che in effetti lascia Cole molto sorpreso, ma che fa da indizio per l’evolversi successivo della storia. Il ragazzo, infatti, comincia pian piano a comprendere i meccanismi, le storie, le passioni, i valori di quella sottocultura e si lascia coinvolgere, nonostante un’espressione alquanto stranita lo accompagni per tutto il suo percorso.

Non mancano tuttavia le già note problematiche legate alla difficile adolescenza dei giovani afroamericani delle periferie. Attraverso gli occhi di Cole, infatti, abbiamo modo di conoscere la dura realtà dello spaccio giovanile e della violenza di certi quartieri.

Concrete Cowboy ci mostra così due spaccati: quello della comunità dei cowboy di città, i quali cercano di tenere salvi i loro valori dall’incessante trasformazione dei tempi e dei luoghi; e quello degli adolescenti afroamericani al centro di dinamiche sociali difficili.

Con lo scorrere del tempo è come se assistessimo ad una realtà che ne prende per mano un’altra, con reciproco arricchimento. Senza dubbio uno dei sentimenti più indagati nella sceneggiatura è l’amicizia. Amicizia in quanto salvezza, amicizia in quanto collante e in quanto ponte che avvicina anche gli uomini agli animali. Del resto, i cavalli presenti nella storia non sono semplici figuranti o seconde voci, ma rappresentano una sorta di terapia rispetto alla società odierna.

Una favola commovente e ben riuscita

 

Concrete Cowboy

 

Insomma, siamo di fronte ad una bella favola ricca di simboli, piena di sani valori, di buon esempio e di personaggi ben strutturati ed approfonditi. È quasi impossibile non commuoversi: il film tocca delle corde emotive importanti e dei punti sociali altrettanto sensibili. Inoltre, per lo spettatore rappresenta una possibilità di conoscere meglio la storia di una comunità come quella dei cowboy afroamericani. Non è un caso che grazie a questo film Staub sia stato annoverato tra i registi più promettenti del prossimo futuro.

Insomma, un’occasione cinematografica da non perdere a portata di Netflix.

 

Alessia Santoro

Alessia Santoro

Nata e cresciuta in Salento, vive a Bologna, dove si è laureata in lingue straniere e dove ha potuto dar spazio a tutte le sue passioni, tra cui la fotografia, la scrittura e la musica. È un’assidua frequentatrice degli ambienti underground e curiosa osservatrice per natura.