Paul Simon ha venduto le sue canzoni a Sony

Paul Simon ha deciso di liberarsi delle proprie canzoni.

È stato ufficializzato l’accordo che permette alla Sony Music Publishing di detenere integralmente i diritti sul catalogo discografico del cantautore statunitense prossimo agli 80 anni.

Mi fa piacere che Sony Music Publishing sia il custode delle mie canzoni per i decenni a venire. Ho cominciato la mia carriera alla Columbia/Sony Records e lavorare anche con il settore del publishing sembra un’estensione naturale.

Questo il primo commento di Simon, che monetizza una cospicua somma (il cui ammontare non è stato reso pubblico) con una produzione artistica che copre oltre sei decenni. Tra i brani a firma dell’artista ora in possesso di Sony rientrano anche quelle pubblicate dal duo Simon & Garfunkel; “Mrs. Robinson”, “The Sound of Silence”, “Bridge Over Troubled Water”, “Graceland”, “Me and Julio Down by the Schoolyard”, “50 Ways To Leave Your Lover” sono solo alcune delle pietre miliari rientrate nell’accordo.

Facile ipotizzare che l’operazione sia costata alla major discografica come minimo 200 milioni di dollari, calcolando che Bob Dylan si è privato del suo catalogo per una cifra compresa fra i 300 e 400 milioni.

Paul Simon di Louis Goldman

Paul Simon – Foto di Louis Goldman

È tutto un business. Ma pensare che attraverso tali dinamiche alcune canzoni verranno salvaguardate e chissà, magari riscoperte dalle generazioni future, è sicuramente incoraggiante. Stiamo parlando di un creativo dalla cifra artistica assoluta. Basti pensare a “Diamonds On The Soles Of Her Shoes”; questo brano, che rientra a sua volta nell’accordo sul catalogo, anticipa praticamente tutto l’afro-beat degli ultimi dieci anni. È sufficiente ascoltare il leggendario attacco di batteria all’inizio.

Simon & Garfunkel rientrano anche in una speciale playlist di brani che hanno caratterizzato la vittoria elettorale di Joe Biden.

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Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.