I ritmi di Meridiana, il nuovo album del Canzoniere Grecanico Salentino

RITMI DI VITA

 

Qualche settimana fa l’Exuvia di Caparezza ci aveva portato sulle tracce del tempo, tra presente e passato. Ci ritroviamo adesso a compiere un altro viaggio con un nuovo album made in Italy, questa volta, però, scandito da ritmi popolari.

Dal 21 maggio, infatti, il Canzoniere Grecanico Salentino ci porta in giro attraverso le note di Meridiana, lavoro firmato Ponderosa in collaborazione con Puglia Sound e anticipato dal singolo Balla Nina. Un brano in cui “fisicamente” passato e presente (fine e inizio) si incontrano, danzano e cantano in un inno alla vita.

La meridiana che misura il tempo in base alla posizione del Sole qui prende vita attraverso dodici brani. “Dodici storie del nostro sud”, come le dodici lancette dell’orologio che scandiscono il ritmo della nostra vita.

Ad accompagnarci il violino psichedelico di Mauro Durante, la voce graffiante di Giancarlo Paglialunga, quella intensa di Alessia Tondo, i passi di Silvia Perrone, l’immancabile organetto di Massimiliano Morabito, il bouzouki di Emanuele Licci, la zampogna e i fiati di Giulio Bianco. E naturalmente i “signori” tamburelli.

Tutti i componenti del gruppo, ognuno con le proprie caratteristiche, lascia la firma originale nei testi e nella musica (per la prima volta anche Silvia Perrone si cimenta nella scrittura, con Balla Nina).

Canzoniere Grecanico Salentino

CONTAMINAZIONE E NUOVI LINGUAGGI

 

Li avevamo lasciati con la passata di pomodoro in una bottiglia di vetro di coca cola, l’immagine di copertina di “Canzoniere”, l’album con cui quattro anni fa si erano fatti apprezzare ben oltre i confini nazionali. Un lavoro che figurava una contaminazione tra l’Italia e il resto del mondo, perfettamente in linea con la filosofia e lo spirito della Notte Della Taranta, di cui il Canzoniere Grecanico Salentino è parte integrante.

È proprio sul palco di Melpignano che, nel 2010 con Ludovico Einaudi, nei panni di direttore d’orchestra, Mauro Durante, leader del Canzoniere, e il chitarrista e produttore inglese Justin Adams si incontrarono per la prima volta. Quell’incontro li portò fin qui a produrre un intero album insieme.

Meridiana può vantare non solo la presenza del noto chitarrista e braccio destro di Robert Plant, ma anche la collaborazione di altri grandi artisti come il dinamico e festoso gruppo Red Baraat e l’anima altrettanto popolare di Enzo Avitabile. E ancora: le percussioni di Antonio “Dema”, Valerio Combass di Après La Class con il suo basso e Giacomo Greco nella gestione dei suoni elettronici, per una fusione di stili e sound mixati egregiamente dal fonico Francesco Aiello.

Ne viene fuori un prodotto autentico, un concentrato di suoni in cui i ritmi della tradizione si sposano perfettamente con nuovi linguaggi. Un’impronta popolare e allo stesso tempo moderna e originale. Un prodotto dalle aspirazioni internazionali, motivo di orgoglio salentino, meridionale e nazionale.

Canzoniere Grecanico Salentino

DENTRO MERIDIANA , IL CONTAGIO DI CUI ABBIAMO BISOGNO

 

Dall’incontro di due mondi distanti ma altrettanto simili, dal Salento al Punjab, passando per le strade di New York, vengono fuori i suoni popolari e l’energia di Pizzica Bhanga, una danza contagiosa i cui ritmi curano l’anima e uniscono.

“Intra na sula danza tutti stamu/ Quanti culuri tanti su li soni/ La musica nu face divisioni”

Il contatto con altre culture e linguaggi, più o meno simili, non li allontana minimamente dalla tradizione da cui provengono che, anzi, mettono in risalto. È sempre molto forte, infatti, il legame alle proprie radici, a quella terra amara che si vuole proteggere. Almeno per le generazioni successive, come canta il padre al figlio in Vulìa.

La tradizione popolare “grika” e salentina è presente negli stornelli d’amore, Lu Sittaturu, Qunnu Camini Tie e Ntunucciu, quest’ultimi già presenti nel primo vinile del Canzoniere Grecanico Salentino del ’77; ancora nella storiella dell’“Uriceddhru”, il folletto tipico del folklore salentino, protagonista in Ninnarella, cantata tra note di ninnananna e di pizzica; e ovviamente l’immancabile, ma non scontato, dialetto salentino restituisce tutta la popolarità, la tradizione e la dignità alla pizzica e al Salento.

“Nella pizzica mano batte sul tamburello pressappoco 70-80 volte al minuto come i battiti del cuore nel nostro petto”

Il tempo raccontato in Meridiana è quello della vita: dal ritmo del cuore che batte appena nati a quello che scandisce le giornate. Quello che si dilata, come in un sogno, e quello e ci scappa, che vorremmo rincorrere invano come ben illustra il maestro Avitabile in Tic e Tac. È quello della memoria che ci rende in qualche modo umani, ma che troppo spesso dimentichiamo come ci viene ricordato in Stornello Alla Memoria.

Canzoniere Grecanico Salentino

C’è la voglia di fermare questo tempo, cristallizzarlo in un viaggio tra luci e ombre, tra la vita e la morte. Come Orfeo che scende negli inferi sotto terra per tentare di riportare alla luce la sua amata. Ma se neanche questi riesce a sottrarsi alle leggi della natura, nonostante il potere magico della musica e del suo strumento, come potremmo noi comuni mortali?

“Mo l’hai perduta e nu po’ chiui turnare/ nu la spettare chiui ca nu ritorna”

Prima di terminare, i nostri viaggiatori si lasciano andare in una danza catartica in Ronda, ricollegandosi all’origine corale e all’essenza liberatoria, spontanea e curativa di “una danza che ha a che fare col veleno” (quindi al processo del tarantismo): i tamburi accompagnati dalla zampogna accerchiano i danzatori al centro.

Così si conclude lentamente e con dolcezza il nostro viaggio in Meridiana. La nuova vita, che in Balla Nina aveva curato gli affanni, ricompare e dà senso al tutto.

“Trovo la mia meridiana / Bussola nel buio, filo in questo labirinto”

La nostra meridiana, dunque, non ha a che fare con orologi, ma “è il tempo che mi serve per arrivare a te”.

Claudia Avena