Cosmo ha presentato il nuovo disco senza lasciare tracce

I party su Zoom targati Ivreatronic nell’inverno 2020 e le pubblicazioni più recenti sotto l’egida di Nuova Sauna Possibile stanno aprendo la strada al nuovo capitolo discografico di Cosmo.

Che a dirla tutta, ha già rilasciato un disco quest’anno: una sperimentazione ambient su quattro tracce dal titolo “Femarsi”. Ora, però, torna alla carica il “pop italiano del futuro anteriore”, come definito dallo stesso artista eporediese.

Il 12 maggio 2021 è stata una giornata particolarmente significativa per quello che è successo. E la scelta del giorno si rivela non casuale: è proprio un bel numero il 12, ed in tale data ruota in modo particolarmente armonico in 21. Come ormai è diventato consueto sui social, Cosmo sul suo profilo Instagram ha oscurato tutte le precedenti fotografie, lasciando un singolo post molto criptico.

La didascalia fissava l’appuntamento alle ore 17, segnalando inoltre le coordinate geografiche di due luoghi.

Un rapido controllo su Google Map lascia capire che qualcosa sta succedendo: quei riferimenti portano al Circolo Magnolia a Milano ed allo spiazzale del Monk di Roma. Location emblematiche della musica dal vivo che in Italia è messa in ginocchio dalla pandemia e dalle restrizioni del Governo.

In tema di coordinate, io mi trovo a 40.92449322 14.529489729, quindi sarei tagliato fuori a priori dal recarmi sul posto per comprendere cosa bolle in pentola. Meraviglie dell’epoca digitale, attraverso i canali social dell’artista viene condiviso un link ad una diretta di YouTube, ed ecco che tutto assume significato chiaro e definito.

Telecamere fisse ad inquadrare dei sound system sparsi per chissà quali zone dell’Italia (il Magnolia ed il Monk erano solo due dei collegamenti previsti) sparano a tutto volume per circa sei ore quello che sembrerebbe essere il nuovo disco di Cosmo, con le canzoni che si avvicendano senza soluzione di continuità ed ogni ora (più o meno) ripartono in loop. A fare da sfondo alle casse che sparano musica, spazi immersi nella natura oppure animati da socialità distanziata: è “La terza estate dell’amore” di Cosmo. Questo dovrebbe essere il nome del nuovo album, ed il concept alla base di canzoni che sembrano spingere ancora più in là i limiti di questa folgorante miscela di elettronica, pop e cantautorato.

Forse è la smania di concerti, forse sono i tre anni di distanza da Cosmotronic, ma non si può nascondere entusiasmo e fiducia nelle canzoni che si è avuto modo di ascoltare. Anche perché al termine della diretta è stato tutto oscurato, e non è possibile avere tracce di questo instant happening che ha scosso un anonimo mercoledì.

 

COSMO – LA TERZA ESTATE DELL’AMORE – Il manifesto

 

Per capire qualcosa in più, siamo risaliti ad un manifesto artistico attaccato ad una delle casse che hanno diffuso “La terza estate dell’amore” al Monk di Roma. Di seguito il testo integrale e una foto del manifesto.

La terza estate dell’amore è un’invocazione, più che una realtà.

È una possibilità, ma anche una necessità.

Un qualcosa che deve accadere e che prima o poi succederà.

La prima Summer of Love era legata al movimento Hippy di fine anni Sessanta. La seconda al nascente movimento rave di fine anni Ottanta.

Oggi la necessità di socialità e amore collettivo si fa sempre più forte. La pandemia e i provvedimenti per contrastarla hanno fatto a pezzi quelli che erano gli ultimi rimasugli di vita sociale, riducendola ai suoi minimi storici.

Ormai è chiaro: stiamo camminando sulle rovine di un sistema di valori che ha fallito e che deve essere spazzato via: quello dell’individualismo, della competizione, della crescita illimitata e del conflitto.

Ingiustizie, disuguaglianze, repressione e disastro ecologico sono i frutti di quel sistema.

La terza estate dell’amore è il manifesto di qualcosa che ancora non ha un nome.

Un corpo pulsante e desiderante che spruzza il suo sudore sull’etica del lavoro.

Un corpo erotico sbattuto in faccia al gelo di morte del capitalismo e della burocrazia, un ballo sulla carcassa di una società incapace di godere e di organizzarsi per essere felice.

Una società che preferisci riempirsi di regole, leggi e divieti con lo scopo di individuare sempre un responsabile penale e parallelamente “mettersi in sicurezza”. Una società che mette il profitto davanti al coraggio e alla libertà e che ci vuole sempre più inoffensivi.

Andrà tutto bene, purchè non arrechi disturbo alcuno.

La nuova dittatura passa attraverso questa ragionevolezza, e sta erodendo ogni piccolo spazio di autonomia.

La terza estate dell’amore è una pernacchia in faccia a chi nega l’essenzialità della festa e dello spirito di comunità. Non ce ne facciamo niente delle città cadavere, luoghi di morte dell’anima e del corpo.

Le vogliamo cambiare.

Vada a farsi fottere il PIL, si fotta la Borsa.

Questo messaggio è dedicato a chiunque si sia visto rubare tutto il tempo migliore della propria vita, a chi crede nell’aggregazione e nello spirito di comunità, a chiunque voglia prendere questa grande macchina e sedersi accanto al pilota per farla rallentare, sostare, ripartire quando è il momento.

Verso destinazioni ed esperienze altre.

Verso il futuro.

 

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.