Per i Ministri, il presente è “Cronaca Nera e Musica Leggera”

Qualche volta mi capita di sentirmi una vecchia ciabatta in ambito musicale, e non ho neanche trent’anni.

La “colpa” è di quelle realtà che ormai si possono definire storiche, forti di un curriculum che supera i dieci anni di attività e conta all’attivo molteplici pubblicazioni. I Ministri, in un discorso del genere, che mischia il personale con momenti (la pubblicazione dei dischi) condivisi da una fetta di società, rappresentano un esempio più che calzante.

Lo scorso autunno avevamo salutato il decennale di “Fuori”, long play a suo modo generazionale (almeno per me); mentre alle porte dell’inverno era cresciuta l’attesa per il 2021 perché la band meneghina si era chiusa in studio di registrazione. Ora il cerchio si completa, perché il 14 maggio ha visto la luce “Cronaca Nera e Musica Leggera”, il nuovo EP dei Ministri.

 

Ministri – Il nuovo disco si intitola “Cronaca Nera e Musica Leggera”

 

Il nuovo lavoro è prodotto da Ivan Antonio Rossi e rinnova la collaborazione con la label toscana Woodworm. La copertina può apparire, ad un occhio distratto, simile a quei packaging da farmaco generico; in realtà omaggia le collane Einaudi nel design di Bruno Munari. Ed il concept geometrico si declina, in colori diversi, per ogni canzone presente nell’extended play: dettaglio succulento per chi nota questo tipo di particolarità.

A proposito di brani, trattandosi di EP la tracklist è tutto sommato breve. Ecco i titoli delle quattro tracce: il singolo di traino “Peggio di niente”, “Bagnini”, “Inferno” e la title-track “Cronaca Nera e Musica Leggera”. Un formato di pubblicazione che non è totalmente inedito per i tre musicisti di Milano: risale al 2008 (ed al discusso passaggi con la Universal, altri tempi ed altre storie) “La Piazza EP”, che ha aperto a “Tempi Bui”.

Alla prova d’ascolto, queste nuove proposte riportano sulla scena dei Ministri tirati a lucido, che non staccano per un attimo il piede dall’acceleratore dando tutto dalla prima all’ultima nota. Un po’ come siamo abituati a viverli in quella dimensione live ancora negata, e si metabolizza con buona pace l’assenza di ballad che, nel corso degli anni, hanno sempre dato un colore sonoro differente e di qualità.

È rock, suonato bene da gente che si conosce da più di venti anni, con dinamiche ritmiche e melodiche preziose da assaporare. Sono i dettagli a fare la differenza, gli stessi che non vengono trascurati nonostante l’urgenza espressiva. “Cronaca Nera e Musica Leggera” conferma, senza stravolgere con chissà quali espedienti, la visione artistica dei Ministri. L’impegno e le ideologie possono (e devono) essere suonate smuovendo le coscienze e i sederi impigriti. Bene così in attesa di rivederli (presto) su un palco.

Cronaca nera e musica leggera

Parole ed opinioni dei Ministri su “Cronaca Nera e Musica Leggera”

 

Contestualmente al lancio dell’EP c’è stata la possibilità di raccogliere le dichiarazioni di Davide “Divi” Autelitano, Federico Dragogna e Michele Esposito: i Ministri che parlano del loro “Cronaca Nera e Musica Leggera”.

È venuto fuori un EP perché abbiamo registrato tanto ed abbiamo voluto riunire il materiale che avesse un’anima comune ed una coerenza interna. Questi quattro pezzi ce l’avevano, siamo usciti con questa secchiata fredda, con uno schiaffo a chi ascolta. È aggressivo questo disco, è uno dei nostri modi di dire le cose. Ma al tempo stesso attraverso tale aggressività abbiamo voluto mettere in luce tutto il negativo di questo periodo, che è stato volutamente sottovalutato.

Materiale discografico che parla del presente, getta un occhio al futuro ma al tempo stesso sembra fare i conti con un passato che cresce, diventa sempre più corposo.

È una sorta di nuova genesi, c’è un po’ quella rabbia primordiale degli esordi ma narriamo la nuova verità che ci circonda. Ci hanno consigliato di fare qualcosa di più “tenue” musicalmente parlando. Noi, giustamente, invece abbiamo fatto delle canzoni che potrebbero spingere la gente a “tirarsi le sedie addosso” durante un nostro live.

Il tutto, seguendo il paradigma comunicativo dei Ministri, senza rinunciare a quella sensibilità socioculturale che mira ad una discussione costruttiva, una dinamica alla quale la mente del singolo appare sempre più disabituata.

Il concetto di verità e falsità ce lo siamo lasciato alle spalle con la fine dello scorso secolo. Di questi tempi si può parlare di molteplici verità, sfaccettature diverse della narrazione della società. È un po’ quello che affrontiamo anche in “Bagnini”: è buffo come questa crisi di verità stia generando tantissimi fronti ognuno incredibilmente polarizzato e convinto della propria, invece che instillare il seme del dubbio. Inoltre ci troviamo in una giungla di testi, di opinioni, un bombardamento social e mediatico che nessuno può schivare.

I Ministri - Scampia Music Fest - foto di Tiziana Teperino

Da “Bagnini” si passa ad “Inferno”: due tracce che dialogano nella messa a fuoco di questa nuova normalità, due canzoni dalla forte significazione.

In “Inferno” portiamo un immaginario, prima di tutto. Quello che abbiamo vissuto nell’ultimo anno e mezzo alla fine ha portato a pensare tutto al contrario. L’inferno di cui parliamo è il ritrovarsi ingabbiati nel proprio quotidiano, perché poi non è che arriva il “liberi tutti” e riparte tutto uguale. Non funziona così. È una visione pessimistica, dettata anche dall’urgenza e dalla rabbia che abbiamo messo dentro questo disco, strutturando tutti pezzi cupi con un sound che porta ad un’azione. Non è roba che ti lascia crogiolare.

I Ministri - Scampia Music Fest - foto di Tiziana Teperino

Dai versanti concettuali il discorso si sposta anche ad argomenti più pratici, come l’importanza di tracciare un percorso organico ma al tempo stesso omogeneo attraverso dischi, canzoni e testi.

Per noi nel corso degli anni la coerenza artistica e la capacità di ragionare su determinati argomenti è un elemento imprescindibile. E siamo contenti di come le cose si siano sviluppate fino ad oggi, fino al nuovo EP. A noi piace avere tempo e possibilità di produrre i pezzi a modo nostro, ed infatti l’esperienza di lavoro con Ivan Antonio Rossi è stata molto significativa.

I Ministri - Scampia Music Fest - foto di Tiziana Teperino

Un’ultima, importantissima, presa di posizione, ed uno spiraglio di speranza verso la musica dal vivo, con la data dell’otto luglio da cerchiare in rosso sul calendario.

Riguardo alle problematiche della musica live noi siamo dell’idea che bisogna sostenere questo tipo di realtà in modo continuativo. Non basta ricordarsi di un club solo quando chiude, se poi non ci vai mai. Nel nostro piccolo siamo vicini e portiamo avanti le mozioni del settore. E nel frattempo siamo molto contenti di tornare “a casa”, al Magnolia l’otto luglio per il primo concerto ufficiale di “Cronaca Nera e Musica Leggera”.

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.