Dafne si presenta con un “Mosaico” di primo disco

Un percorso di formazione artistica che ha trovato la propria fioritura nell’Apogeo Spring Contest, manifestazione di primavera per le realtà emergenti più interessanti.

Da lì, nasce una collaborazione discografica finalizzata alla pubblicazione del disco d’esordio: nasce così “Mosaico“, il primo capitolo discografico di Dafne. In pubblicazione l’11 giugno 2021, il long play chiude il cerchio attorno a sei anni di attività della band; esperienze, concerti, scrittura di brani, una continua formazione ed un bagaglio personale che affresca le nove tracce contenute in questo disco.

Alla scoperta del “Mosaico” di Dafne

 

Il lavoro creativo di questo collettivo si stringe attorno a nove brani correlati da un solido impianto concettuale: è la stessa band a definirsi esperienza, perché “Dafne è una ragazza dai capelli mori e gli occhi come i cieli di marzo”. Una narrazione che ritengo affascinante, ed in linea generale si pone al passo coi tempi dell’attuale musica italiana che integra le proposte d’ascolto con ideologie e autentici manifesti artistici.

Prima dell’elaborato complessivo, ecco l’occasione di saggiare cosa bolle in pentola attraverso “Gli occhi di Elisa”; tre minuti di binari paralleli: il comparto sonoro che si introduce in forma digitale per aprirsi ad un malinconico sound analogico, mentre la visione si sviluppa sulla narrazione a ritroso delle vicende della protagonista alternata alla live performance della band.

Il singolo catalizza l’attenzione e viene sostenuto in modo convinto dalle restanti otto canzoni.

Dafne evidenzia un pop-rock curato nei particolari; la profondità dei testi è enfatizzata dal versante strumentale, in bilico tra arrangiamenti che guardano ai decenni trascorsi e voglia di prendersi il presente anche osando aggiunte coraggiose. Fuori dagli schemi ma pettinati in modo impeccabile, gli episodi che compongono questo “Mosaico” possono apparire profondamente diversi ad una prima occhiata, mentre allargando la visione riescono nell’intento di comporre un quadro d’insieme dove troneggia un’immagine univoca: proprio la magia del mosaico, forma artistica che si schiude in molteplici forme a seconda del posizionamento del fruitore.

Dafne

Vite (ed esperienze) diverse, la grande abilità di trovare nel segno di una figura immaginaria il collettore per incidere un disco valido. Dafne ha le idee chiare, una grammatica stilistica pienamente formata ed archivia l’esordio discografico senza troppi tentennamenti. Lecito quindi attendersi sviluppi con la stessa personalità e voglia di raccontare, e raccontarsi. L’ascoltatore in molteplici frangenti potrà anche impersonarsi nei quadretti che vengono cantati, partecipando attivamente alla creazione di un significato per queste nove canzoni, che ci auspichiamo siano solo le prime.

 

Per un ascolto guidato:

Dafne – “Mosaico”- Track by track

GLI OCCHI DI ELISA

Questo brano rappresenta una crescita consapevole. La riscoperta di un sound più pop incontra il desiderio di Elisa (uno dei tasselli del Mosaico) di riaccettare se stessi e di imparare nuovamente ad amarsi.

LE SCELTE D’AGOSTO

Agosto è il mese delle scelte avventate. È il momento in cui è necessario prendere decisioni che, belle o brutte, pagheremo amaramente quando sarà troppo tardi per porvi rimedio, in inverno. “Le Scelte d’Agosto” è una canzone nata dalle conseguenze che queste scelte hanno in amore.

AMORE IN AFFITTO

“Amore in Affitto” è semplicità e ironia. Prendete una melodia orecchiabile e un testo che fa i conti con la banalità e le difficoltà dei nostri giorni. Il risultato è la soundtrack di un amore tragicomico, che sa ridere dei suoi problemi, anche quando niente sembra andare per il verso giusto.

PIOMBO FUSO (FARAH)

“Piombo Fuso”, aka “Farah”, si ispira ad un canto di resistenza palestinese, “Unadikum” (chiamandoti), che invita il popolo ad unirsi e a rendere grazie alla propria terra. Le voci di Dafne e di Francesca Fusco, racchiudono il senso di questo canto nella “speranza” e nel “sogno” di trovare un mondo migliore, lontano da ogni forma di odio.

MARTA NON LO SA

“Marta non lo sa” è la storia delle paure e delle insicurezze che accompagnano una giovane donna. Lei è decisa a rischiare e sacrificare la propria comfort zone, pur di raggiungere i propri sogni.

CANZONE

“Canzone” è il pezzo rock dell’album, frutto di un featuring importante con Il Befolko (Roberto Guardi). È un inno “per uno di onesti sentimenti” (come diceva Gaber) da cantare “quando i panni che indossi non sono i tuoi”, nella consapevolezza che le convenzioni in musica a volte lasciano il tempo che trovano.

VALZER DI UN AMORE

È una canzone dedicata a un amore finito. “Valzer” perché (con un ritmo ternario) accompagna il ricordo di qualcosa che è stato, nella consapevolezza che non potrà più essere rivissuto.

FORSE ESSENZIALMENTE TU

Il titolo di questo brano è un omaggio alla quasi omonima canzone di Rino Gaetano, “Forse non essenzialmente tu”. Con la leggerezza tipica di un jazz mood e una vena malinconica, il brano racconta un amore nato tra le vie del centro e i libri ancora da leggere sullo scaffale. Quasi come in un film della Nouvelle vague.

YARA

Yara è il brano che chiude l’album ed è una preghiera laica a tre voci. Protagoniste una figlia, scomparsa prematuramente, una madre, che piange la fine della vita, e la Vergine Maria, l’unica a poter guarire il dolore di questa perdita.

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.