Le opere di Pavese e Orwell sono diventate di pubblico dominio

Nella battaglia (legale ed ideologica) dove si tenta di regolamentare i criteri di diffusione delle opere creative avviene una contrapposizione tutta ideale di due fazioni. Da una parte c’è la tutela del diritto d’autore, dall’altra la scure del pubblico dominio, che incombe dopo un determinato numeri di anni dalla morte dell’autore dell’opera.

 

Cosa significa opera di pubblico dominio?

 

L’espressione “pubblico dominio” si riferisce a quelle opere artistiche (quindi libri, canzoni, testi teatrali e via dicendo) che possono essere liberamente utilizzate perché è sopraggiunto il termine della protezione legale. E non c’è bisogno di chiedere autorizzazioni né corrispondere alcun compenso. Per farla breve: un’opera è di pubblico dominio quando decadono i benefit patrimoniali sul diritto d’autore.

 

 

Come faccio a sapere se un’opera è di pubblico dominio?

 

Le leggi variano da nazione a nazione: alcune tutelano i diritti patrimoniali per cinquant’anni dopo la morte dell’autore, altre (come l’Italia) applicano settant’anni di protezione. Caso eccezionale sono gli Stati Uniti d’America, dove nel 1998 il Copyright Term Extension Act ha esteso lo scudo legale a novantacinque anni dopo la morte dei diretti interessati; tale risoluzione è anche soprannominata Mickey Mouse Protection Act, perché l’azienda creata da Walt Disney rischiava di perdere l’esclusiva su Topolino, Paperino, Pippo e tutta la truppa nel giro di pochi anni. Molto semplicemente, per capire se un’opera è di pubblico dominio basta fare la conta degli anni dalla morte dell’autore, ed attendere il primo gennaio successivo.

Pubblico dominio

Le opere diventate di pubblico dominio nel 2021

 

L’anno che abbiamo inaugurato (senza troppo entusiasmo) ma che sembra si stia riprendendo in corsa fa rima con 1951. Quindi bisogna considerare gli artisti morti nel 1950.

LIBRI

 

Impossibile non partire da Eric Arthur Blair, noto a tutti come George Orwell. L’editore italiano Mondadori si è portato avanti coi tempi pubblicando edizioni speciali dei due romanzi più famosi (“1984” e “La fattoria degli animali”) con traduzioni rinnovate già nel 2019. Un business considerevole che da oggi porterà guadagni più consistenti senza rendere conto agli eredi di Orwell. Solo nel 2020 sono state vendute 78mila copie della distopia seminale dove 2+2=5.

Era più giovane di cinque anni Cesare Pavese, quando terminò il suo percorso di vita terrena. Scrittore, ma anche raffinato critico, attento ai fenomeni d’Oltreoceano, Pavese ha legato a doppio filo le sue pubblicazioni all’editore Einaudi, per convergenze antifasciste e perché effettivamente lavorava per tale società. Anche per i suoi romanzi si aprono le porte a versioni rinnovate con molteplici case editrici; medesimo discorso per i suoi scritti epistolari: questi sono liberi a ricostruzioni arbitrarie da parte di chi vorrà pubblicarli.

Rientrano, sul versante editoriale, nel pubblico dominio anche “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald (mentre lo è da tre anni “Belli e Dannati”), “La signora Dalloway” di Virginia Woolf e “Il processo” di Franz Kafka.

 

MUSICA

 

Sul versante musicale si potrà attingere liberamente ad un patrimonio di blues delle radici e canti da grammofono ai quali vanno riconosciuti solo i diritti morali; integrità e paternità dell’opera, per farla breve. Interpolarle non comporta particolari cifre da corrispondere ad eventuali eredi.

I FILM

 

Per il cinema, ci sono piattaforme dedicate ai lungometraggi che di anno in anno arricchiscono il carnet della libera fruizione: tra i film di Charlie Chaplin, ad esempio, è possibile godersi “Il monello”, “La donna di Parigi”, “La febbre dell’oro”. Se siete cultori del cinema russo d’avanguardia, potete cercare a cuor leggero La corazzata Potëmkin diretta da Ėjzenštejn.

Cosa posso fare con le opere di pubblico dominio?

 

L’annullamento dei diritti patrimoniali apre a scenari decisamente suggestivi per i creativi (e non solo) d’oggi. Per questo tipo di pubblicazioni, infatti, non c’è obbligo di corrispondere indennità o richiedere autorizzazione in forma preventiva. In pratica si possono ri-pubblicare, riadattare, eseguire in pubblico, mettere in scena, tradurre, digitalizzare, riprodurre su ogni supporto e utilizzare in molteplici forme originali a scopi d’intrattenimento, didattici e commerciali.

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.