Cécile si presenta: “La fine della festa” è l’EP d’esordio

Musica nuova che prova a farsi spazio tra le maglie di un presente oppressivo ed un futuro a dir poco grigio.

Mettici anche che è Settembre, ed ormai l’estate è solo un ricordo agrodolce, naturale che ci sia bisogno di qualcosa in linea con il mood emozionale del periodo.

Abbiamo segnalato alcune delle uscite che seguono tali suggestioni, impossibile non includere in tal novero anche l’extended play d’esordio dei Cécile. Il duo, formato da Tommaso Mori e Stefano Sestani arriva dalla Toscana, ed evolve in forma collettiva pubblicando “La fine della festa”. Con le incursioni delle voci di Ilaria Rimini, Christian Michelini e Matilde Giannotti, viene plasmato un cosmo artistico che naviga fra new-wave, post rock e trip-hop.

Una miscela di suoni personale, che trae forza dall’essere inclusiva ed eterogenea. Negli snodi di una tracklist che rifiuta di prestare il fianco alle tendenze del momento, si insinuano introspezioni e scenari notturni; Cécile è un’entità sognante, che condivide versi dettati dalla riflessione e sorprende negli incontri/scontri fra strumenti analogici e tensioni digitali.

Ne abbiamo parlato con Tommaso Mori e Stefano Sestani, le menti creative dietro Cécile.

Cécile La fine della festa

Cècile – “La fine della festa” – Intervista

 

Cécile è formalmente un duo, ma nel concreto appare come un progetto che si apre alla collettività. Potete raccontarci com’è nata l’idea di questo progetto e come si è sviluppata fino alla forma attuale?

Cécile è un duo per quanto riguarda la parte compositiva: siamo io e Tommaso che componiamo e arrangiamo i brani. Però realtà come quelle di Gorillaz e Massive Attack ci hanno sempre affascinato molto e nella nostra idea Cécile doveva essere anche un “luogo” di scambio e collaborazione. Abbiamo avuto la fortuna di trovare persone (ma soprattutto amici) che credessero nel progetto e noi siamo stati subito ben lieti di renderle partecipi. Alla fine è l’urgenza espressiva che ci muove e ci mette sotto lo stesso tetto, e questo permette a Cécile di avere svariati interpreti e sfumature.

“La Fine della Festa” è il vostro primo EP, un bel viaggio fatto di sonorità digitali/analogiche ed introspezione. Dateci una breve presentazione di ogni traccia.

Ci piace sempre premettere che ogni brano ha avuto una lunga gestazione (ahimè anche annuale) e quindi tutte le canzoni hanno subito diverse variazioni nel corso del tempo.

  • Primo Notturno è un viaggio narcotico tra dream pop e trap, probabilmente il brano che meglio mette in luce tutte le nostre inclinazioni musicali;
  • Scogli è nata in riva al mare, proprio alla fine di una festa. Il brano è il risultato di ciò che ne è venuto fuori;
  • Valérie è partita inizialmente come un beat lo-fi. Col tempo si è aggiunto il fascino per Parigi e per il suono del sax;
  • Di una Canzone, di un Film è la figlia illegittima dei nostri ascolti (un pizzico di Offlaga Disco Pax, una spolverata di Lounge Lizards e Talking Heads q.b.
  • Secondo Notturno è una ballata synthpop, il nostro primo esperimento nella forma-canzone.

Quali sono i progetti per il prossimo futuro? State già mettendo a punto dei nuovi inediti?

Probabilmente abbiamo abbastanza materiale per realizzare due dischi, per ora però ci limitiamo ad un secondo EP. Sarà un lavoro diverso rispetto a quello appena uscito, vogliamo dare sfogo alla nostra vena più alternative rock. Allo stesso tempo sarà però complementare a La Fine della Festa: concluderà il nostro piccolo romanzo di formazione.

 

 

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.