Il nuovo singolo di Gabriella Di Capua è “Kind Of Happiness”

Abbiamo scoperto le commistioni tra jazz e trip hop di Gabriella Di Capua attraverso una Room Session tanto scura quanto sinuosa.

Oggi giunge a compimento il discorso complessivo attorno il disco d’esordio “In The Night”, pubblicato a giugno 2021 per Romolo Dischi: a coronare questo primo e significativo capitolo discografico, la pubblicazione del singolo “Kind Of Happiness”.

L’intento è, come ormai siamo abituati, creare ponti ideali tra concetti distanti (ma questa volta, neanche troppo): nello stesso brano convivono influenze di Jamiroquai e Incognito, per una narrazione che parla di dipendenze; può trattarsi del lavoro, dei sentimenti, delle sostanze, ma di certo nessuno ne esce indenne. Il tutto, accompagnato da un videoclip di sicuro impatto.

Ne abbiamo parlato direttamente con Gabriella Di Capua.

Gabriella Di Capua – “Kind Of Happiness” – Intervista

Ciao, come va nell’ultimo periodo? Abbiamo visto che ti sei esibita ben oltre i confini nazionali 😄

Sempre alti e bassi! Ahahah Pessimo inizio, in realtà bene, devo ammettere che nei periodi di creazione sono troppo sensibile ma devo dire che suonare fuori dall’Italia è stata una sensazione assurda. Credo che non ne avrò mai abbastanza, infatti ho fissato come obiettivo dell’anno riuscire a fare molte altre date. Sono stata fortunata poiché febbraio è iniziato con una singolare avventura all’Expo di Dubai al padiglione italiano, dove abbiamo portato vibes “napoliterranee” con Pellegrino Zodyaco e il suo progetto.

Il nuovo singolo “chiude” un po’ il discorso attorno il tuo disco: come mai è stata scelta proprio questa canzone per completare la promozione di questa release?

È un brano con un tema a cui sono molto legata, ovvero quello della dipendenza nelle sue molte forme. La dipendenza è legata alla sensazione di felicità che ci da la sostanza, che può essere una persona, un lavoro, i social, le droghe, l’alcol, etc. Tutti ricerchiamo un certo tipo di felicità (“kind of happiness”) e finiamo poi per essere dipendenti da essa, altrimenti, per cosa dovremmo vivere? Riusciremmo a vivere senza pensare che alla fine andrà tutto bene? (“One day everything will be ok, could you live thinking it will not?”)

Il periodo da cui stiamo uscendo a fatica è stato costellato di frasi come “andrà tutto bene” e non è un caso. La parola “dealer”, presa dallo slang di strada, è usata per dire che ognuno ha il proprio venditore, o anche detto spacciatore, di felicità: “And that’s because everybody is a junkie; everybody has his dealer. Will you be mine?”.

Poi devo ammettere che è un brano paradossalmente “allegro”, rispetto al tema del testo, poiché è un tributo ad artisti come Jamiroquai e Incognito: le strofe sono in 5/4, a seguire per il ritornello si passa ad una classica cassa in 4, su un groove funky, molto dance, sempre in gran contrasto con le sonorità degli altri brani.

Puoi presentarci il videoclip elaborato per questa pubblicazione?

Il video racconta la storia di un essere umano che è bloccato nello spazio, rappresentazione di un angolo della sua mente in cui é chiuso, poiché vittima della dipendenza. Quest’ultima è rappresentata dalla sfera che gira su se stessa: incombe su di lui, anche se prova a liberarsene ballando. Anche la copertina del singolo riprende la sfera, che rappresenta il circolo vizioso infinito della dipendenza; è fatta di vetro perché non fa altro che riflettere noi stessi, in modo alterato, quasi attraente, per tenerci sempre vicini e per non farci guarire.

Dopo c’è una svolta: l’essere umano inizia a prendere coscienza di sé come singolo elemento, parte dell’universo, visualizzando che la realtà non era quella che stava vivendo. La sfera quindi inizia a destrutturarsi, acquisendo forme diverse in un limbo tra notte e giorno, il tutto su una scacchiera, simbolo dell’infinito loop di partite della vita che giochiamo tutti. Dopo la sua presa di coscienza, la sfera si dissolve e l’essere umano si ritrova nel mondo reale, libero di essere se stesso e di ballare in quello che prima era il mondo che la sua dipendenza aveva alterato.

Che progetti hai in cantiere per il prossimo futuro? Sarai subito al lavoro per un nuovo album o ti prenderai un po’ di tempo per lasciar maturare le tue canzoni?

Sto elaborando un nuovo progetto discografico, che avrà molto a che fare con il concetto di ossessione e insoddisfazione, risultati sempre dalla dipendenza, anche verso la musica, perché no. Sono a lavoro dal 2021 in realtà per questo nuovo disco poiché “In the Night”, seppure uscito a giugno 2021, è un’immagine sonora che risale al 2019-2020. Dovevamo farlo uscire nel 2020 ma è inutile che ci racconto come è andata 😏 quindi abbiamo posticipato all’anno dopo, anche se eravamo già al lavoro per questo nuovo progetto.

Gabriella Di Capua – “Kind Of Happiness” – Testo

It’s so hard to find someone that loves you
Someone not scared to be with you
Who lives breathing your thoughts and eating your soul

One day everything will be ok
Could you live thinking it will not?
Why we need a certain kind of happiness
It’s like an addiction, it’s like an addiction

And that’s because everybody is a junkie
Everybody has his dealer
Will you be mine?
Everybody

La Room Session di Gabriella di Capua, in esclusiva per Scè.

I dialoghi di Gabriella Di Capua nella room session di “Conversation with ourselves”

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.