Franco 126 firma “Blue Jeans” insieme a Calcutta e Giorgio Poi

Franco 126 rompe il silenzio firmando “Blue Jeans“, un nuovo singolo che conta su collaborazioni importanti.

La release, realizzata per Bomba Dischi, conta sulla featuring di Calcutta e sulle chitarre suonate da Giorgio Poi, per quattro minuti di cantautorato italiano sospeso fra tradizione e nuova scuola.

Ad anticipare la pubblicazione ufficiale, avvenuta a mezzanotte, una campagna mediatica istantanea che in un paio di giorni aveva catalizzato forti interessi su punti focali a Roma e Milano. Nelle due città, infatti, sono apparse delle scritte illuminate, che si sono rivelate poi essere porzioni del testo di questa nuova canzone.

Franco 126 feat. Calcutta – Blue Jeans – testo della canzone

Vorrei essere in un altro tempo
In cui se sbagli, riparti da capo
Ma il futuro che io avevo in mente
Sembra già far parte del passato
Le parole sono un mondo a parte
E non servono che a complicare
Che da solo mi sento di troppo
E il giorno passa senza salutare

E non so come son finito qui
È come fossi entrato già a metà del film
Io avevo addosso gli stessi blue jeans
E tu avevi in bocca le stesse bugie
Quante volte ci abbiamo provato
Dando voce anche al fiato sprecato
E i ricordi già prendono il largo
Verso un mare lontano da qui
Ma forse va bene così

 

Franco 126

ph. Beatrice Chima

Oggi me ne sto da solo e sto per conto mio
Forse era un po’ meglio prima, ero un po’ meglio anch’io
Vago in strade senza meta come un senza Dio
Quel sorriso a mezza bocca sapeva di addio
Ma pensa te, è tutto qua
Una réclame che vola via
E questa pioggia si stancherà
E il tempo corre sui fili del tram

Siamo ombre tra le ombre, ai piedi del tramonto
Orme tra le orme, lungo un binario morto
Siamo onde tra le onde che fanno il mare mosso
Storie tra le storie, ma nessuno sta in ascolto
E delle volte per vederci chiaro, serve stare al buio
E per essere davvero sicuri, occorre avere un dubbio
Ed un fiore che si schiude al freddo poi appassisce a luglio
E quello che resta sembra di cartapesta

E non so come son finito qui
È come fossi entrato già a metà del film
Io avevo addosso gli stessi blue jeans
E tu avevi in bocca le stesse bugie
Quante volte ci abbiamo provato
Dando voce anche al fiato sprecato
E i ricordi già prendono il largo
Verso un mare lontano da qui
Ma forse va bene così

Oggi me ne sto da solo e sto per conto mio
Forse era un po’ meglio prima, ero un po’ meglio anch’io
Vago in strade senza meta come un senza Dio
Quel sorriso a mezza bocca sapeva di addio
Ma pensa te, è tutto qua
Una réclame che vola via
E questa pioggia si stancherà
E il tempo corre sui fili del tram

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.